Crea sito

Foche massacrate ,Benvenuti in Namibia

Foche massacrate ,Benvenuti in Namibia

 Foche in Namibia

Foche in Namibia – 1 luglio 2012: perchè è una data da ricordare? Perchè quel giorno avrà inizio la caccia ai cuccioli di foca in Namibia! Hatem Yavuz ha un contratto per l’acquisto di tutte le pelli derivanti da tale massacro fino al 2019. Gli “operai” che perpetrano tali atrocità riceveranno una paga di poco più di 30$ al giorno…lui rivenderà le sue pellicce a 30.000$ l’una…grazie anche a firme come Gucci, Cavalli, Prada ecc…..

Foche massacrate ,Benvenuti in Namibia

Benvenuto in Namibia dove si compiono stragi senza senso, contro la natura e le sue meravigliose creature!
Come ogni anno avrà inizio il massacro delle foche in Namibia, oltre 90.000 foche verranno brutalmente bastonate fino alla morte in quello che è la più grande mattanza di fauna marina sul pianeta. È anche considerata come il più brutale tra i massacri, e porta alla morte più foche di quanto non faccia la caccia canadese.

L’1 Luglio si aprirà in Namibia l’annuale carneficina di 85.000 piccoli e di più di 6.000 maschi. Per i seguenti 139 giorni, piccoli atterriti verranno radunati, separati dalle loro madri e colpiti violentemente fino alla morte. Piccoli, maschi e madri verranno circondati… uomini armati di mazze si inoltreranno nel gruppo e il massacro avrà inizio. La sabbia sulla spiaggia verrà letteralmente macchiata di rosso con il sangue, i corpi insanguinati verranno caricati sul retro dei veicoli in attesa. Subito dopo dei bulldozer puliranno e riporteranno la spiaggia alle condizioni iniziali tutto questo prima che i turisti arrivino per vedere la colonia, perché questo accade in un’area individuata per essere una riserva per le foche.

La foca orsina del Capo è annoverata nell’Appendice 2 della Convenzione sul Commercio Internazionale delle Specie Minacciate di Estinzione (CITES). Questo significa che la loro sopravvivenza dipende dalla conservazione che ne verrà fatta. Questa specie ha una percentuale di mortalità naturale di circa il 30% nelle prime settimane dalla nascita. La mattanza ha inizio quando i piccoli hanno solo sette mesi di vita e di conseguenza sono ancora piccoli e molto dipendenti dalle loro madri.

La perdita di habitat, la pesca intensiva commerciale, l’inquinamento e la morte per fame sono altre minacce per questi animali. Tra il 1994 e il 2000 è stimato che qualcosa come 300.000 foche siano morte per fame, e che il tasso di natalità dei piccoli diminuisca ad ogni anno che passa. Nel 1993 il tasso di natalità dei piccoli era di 164.248, nel 2000 è stato di 147.823 e nel 2006 è sceso a soli 107.910; nonostante questo il governo namibiano consente che oltre 90.000 foche vengano crudelmente massacrate ogni anno…. Anche se alcuni si riferiscono a questo atto come ad una “selezione”.

 Foche massacrate

Foche massacrate

La “selezione” viene guidata da un solo uomo, Hatem Yavuz, che ha i contratti per comprare ogni pelle proveniente dalla mattanza di foche della Namibia fino al 2019. Quest’uomo paga 7 dollari a pelle mentre I turisti stranieri ne pagano 12 per vedere la colonia. Mentre Yavuz venderà le sue pellicce fino a 30.000 dollari l’una, i lavoratori namibiani verranno pagati meno dello stipendio minimo. C’è un piano di condivisione no profit e meno di 150 persone del luogo vengono assunte per partecipare alla “selezione” . “Per far si che sentano meno dolore [le foche], devono essere uccise con una mazza che abbia un ago sulla punta” ; queste sono le parole Yavuz che si definisce come un amante degli animali.

 Foche massacrate

Foche massacrate

Petizioni da FIRMARE!!!!!!!!!!!!
1. ► Stop the ‘World’s Cruellest’ Seal Cull:
http://www.animalsaustralia.org/take_action/namibian-seal-slaughter/

2. ► Put Your Keyboard to Work for the Seals:
http://www.harpseals.org/help/letters_and_emails/namibia_email.php

3. ► End Namibia’s Seal Cull (Hunt)
http://www.change.org/petitions/end-namibia-s-seal-cull-hunt#

4. ► ATTA Adventure Travel Trade Association: Make ATTA aware of the global outcry against the barbarity of the slaughter
http://www.change.org/petitions/atta-adventure-travel-trade-association-make-atta-aware-of-the-global-outcry-against-the-barbarity-of-the-slaughter

5. ►The Seals Of Nam – End the seal hunt in Namibia!
http://avaaz.org/en/petition/The_Seals_Of_Nam_End_the_seal_hunt_in_Namibia/

6. ►Stop U.S. Funding to Namibia via the MCC until the Namibian Fur Seal Slaughter is stopped.
http://www.avaaz.org/en/petition/Cease_all_Stop_US_Funding_to_Nambia_via_the_MCC_until_the_Namibian_Fur_Seal_Slaugther_is_stoppedMCC/

In Africa, le otarie stanno attraversando un momento molto difficile. La causa è da ricercare nelle risorse marine dell’uomo, ormai avviate all’esaurimento. Gli oceani che bagnano le coste sono incredibilmente sfruttati: in inverno gli animali muoiono di fame e per questo si trovano migliaia di cadaveri lungo le spiagge.

Le otarie appartengono, come le foche, all’ordine dei pinnipedi ma si distinguono perchè hanno le orecchie ed gli arti posteriori ben articolati che permettono loro di arrampicarsi sugli scogli.

Il culling è l’abbattimento sistematico di questi animali autorizzato dal Ministero della Pesca della Namibia, che stabilisce il numero delle otarie che devono essere uccise ogni anno.

Tra luglio e novembre una squadra di uomini arriva sulle spiagge, separa i cuccioli dalle madri e li uccide a bastonate. I grossi maschi vengono uccisi a fucilate.

I cuccioli, mentre le madri li allattano, vengono trascinati via, uccisi con una botta in testa e finiti con una pugnalata nel petto. I metodi di uccisione sono finalizzati a non rovinare le pelli.

Quest’anno il Ministero ha stabilito che si possono uccidere 80.000 cuccioli e 6.000 maschi. Le foche vengono incolpate (e per questo uccise) della scarsità di pesce, ma è noto che questo è dovuto al sovrasfruttamento dei mari da parte dell’uomo.

Gli animali una volta uccisi vengono caricati su dei camion destinati alla macellazione.

Pelli, grasso, carne e testicoli vengono esportati all’estero. La Cina compra i testicoli che vengono utilizzati per prodotti “afrodisiaci”.

Nelle spiagge, poi, arrivano i turisti. I cacciatori di otarie, al termine della mattanza, puliscono con i loro bulldozer riportando la spiaggia alle condizioni iniziali.

Seal Alert SA  da anni sostiene una campagna mondiale in difesa di questi animali. E’ stata la prima associazione a denunciare la crudeltà di questa pratica ed i rischi che minacciano la sopravvivenza della specie.

Eppure, nonostante le otarie siano già gravemente minacciate dall’impoverimento dei mari, si continua con gli abbattimenti. Anzi, la quota di otarie che si possono uccidere continua a crescere anno dopo anno e questo, associato ad un tasso di mortalità dei cuccioli pari al 30% nelle prime settimane di vita, può portare alla scomparsa di intere generazioni. Vale appena il caso di ricordare che le otarie sono inserite nell’Appendice II della Convenzione sul Commercio Internazionale delle Specie Minacciate di Estinzione (CITES), ciò significa che la loro sopravvivenza dipende dalla conservazione che ne verrà fatta.

Ed ora conosciamo un pò l’uomo che con questi massacri si arricchisce:

Fondata nel 1975.
Yavuz Group of companies si occupa in RAW SKINS, lana e pellicce.
Sede in Australia, con stabilimenti
in Turchia, Russia e Sud Africa.

 Foche massacrate

Foche massacrate

Hatem Yavuz è un uomo d’affari turco specializzato nella produzione di abbigliamento in pelle, con la quale guadagna milioni di euro ogni anno grazie alle pelli delle otarie orsine della Namibia, con il cui governo ha stipulato un contratto che prevede il diritto di acquisto di tutte le pelli fino al 2019.

Yavuz ha avuto numerosi pressioni dalle organizzazioni internazionali per i diritti degli animali.

Hatem Yavuz è il figlio di una famiglia che vive in Australia e possiede impianti produttivi in Tuzla e detiene tutti i diritti sul marchio.

PETA, “Atlantic Canadian Anti-Sealing Coalition” (coalizione atlantica canadese contro la caccia alle foche), “International Fund for Animal Welfare” e la “Società Mondiale per la Protezione degli Animali” (World Association per la protezione degli animali), come sostenitori di organizzazioni animaliste,hanno cominciato a fare pressioni contro la caccia in Namibia.

Yavuz ha incontrato le organizzazioni il 15 giugno. Ma il milionario, dato il contratto stretto con la Namibia e le sue eventuali vendite, ha richiesto il pagamento di 14 milioni di dollari per fermare la caccia, pagamento che doveva essere effettuato entro due settimane.

HSI e IFAW, Stati Uniti, Australia, Sud Africa e Danimarca, con il lancio di una campagna di volontari hanno raccolto fondi per fermare la caccia. Siti internet in inglese, “Aiutaci a fermare il massacro delle foche in Namibia” aiuti anonimi , raggiungendo la cifra di  $ 1,4 milioni. Hanno cercato di fare pressioni sulla comprensione, e cercato di chiedere più tempo per raccogliere tutti i 14 milioni di dollari richiesto da Yavuz.

Ma il periodo di due settimane per raccogliere il denaro non è stato prolungato e , nonostante l’apertura in ritardo della stagione di caccia,  Yavuz è andato avanti per la sua strada, dicendo che avrebbero continuato la caccia fino al 15 novembre, ha spiegato: ” La nostra famiglia ha un accordo valido fino al 2019. Ma, nonostante abbiano avuto un mese per raccogliere una somma di denaro le organizzazioni non ci hanno ancora chiamato. Se non arrivano i soldi ci hanno promesso noi continueremo a cacciare foche. “

Le otarie, per evitare di danneggiare la pelle, sono colpite con un’ascia o da un oggetto appuntito. Perché l’utilizzo di armi da fuoco danneggerebbe le pelli e il loro valore

Lo slogan della Yavuz Group of companies è   “La pelle è il nostro business” dell’azienda sede in Australia. Il Gruppo Yavuz viene utilizzato da case di moda quali Gucci, Prada e Versace.

VIDEO

E Sea Shepherd invece combatte!!!


Seal.Wars.Special (HD) di Explore2

“Articolo a scopo didattico-istruttivo, divulgativo, informativo e ricreativo“


One comment

  1. zahoor ha detto:

    nice topic pleace carry on your work

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.