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Forte de São João Batista e faro di Berlenga

Al largo delle coste dell’Estremadura, Regione del Portogallo, si trova un piccolo arcipelago, le Ilhas das Berlengas, 11 chilometri a Ovest di Peniche (che si trova 92 chilometri a Nord di Lisbona) formato da un insieme di rocce che emergono dal mare, chiamate anche “Farilhões, Estelas, e Forcades”. La più grande di queste isole, Berlenga Grande, è lunga circa 1500 metri, larga 800 e alta 85. Quest’isola di granito rosa è considerata una riserva naturale per gli uccelli di passaggio, che, verso la fine della primavera ricoprono il terreno con il loro piumaggio, dando l’impressione di una tarda nevicata. Al di sotto una caverna naturale, chiamata Furado Grande, la attraversa da un lato all’altro.

Forte de São João Batista

Sull’isola si trova il vecchio Forte de São João Batista, costruito da monaci che in epoca medioevale vivevano in quella terra lontana per pregare e meditare e, pare, anche per aiutare i marinai in difficoltà. Questa comunità, attaccata dai pirati, decise di difendersi costruendo un forte su un piccolo isolotto vicino, collegato all’isola grande da un ponte. Questa fortezza è stata distrutta nel 1666 da un bombardamento di 15 navi spagnole ed è stato ricostruita alla fine del XVII Secolo.
I Portoghesi, pur essendo una potenza marittima con l’espansione verso le colonie sia ad Est che ad Ovest, non sentivano la necessità di illuminare le loro coste, anche se così esposte verso l’Oceano Atlantico. L’annessione alla Spagna tra il 1580 ed 1640, poi l’invasione di Napoleone negli anni dal 1807 al 1811 avevano bloccato questa espansione ed i portoghesi miravano più a difendere le loro coste che a facilitare l’accesso ai nemici con l’accensione di fari. Alcune comunità di monaci, come già era successo in tutta l’Europa a partire dal Medioevo, tenevano accesi dei fuochi lungo le coste per guidare i naviganti, ma erano fuochi sporadici e non necessariamente sostituiti da fari. Il primo faro portoghese, quello di Cabo Montedor, è stato commissionato nel 1758, ma è stato acceso solo più di cento anni dopo. Le coste portoghesi, con i loro 832 chilometri di lunghezza, contano solo 25 fari, molti di meno di quelli di qualsiasi altra nazione europea.
Il faro di Berlenga è stato costruito nel 1836 sull’estremità più alta dell’isola, progettato dagli ingegneri Guadencio Fontana e André Proença Vieira. E’ una torre di pietra, quadrata, un po’ tozza, alta 22 metri, (121 metri sul livello del mare) è tutta bianca con gli angoli grigi e sulla sua sommità si trova la lanterna di metallo, sormontata da una cupola, il tutto dipinto di rosso. Alla base della torre una serie di bassi edifici ospitano gli alloggi per i guardiani e le attrezzature per il funzionamento del faro. Nel 1897 è stato installata nella lanterna un’ottica di lenti Fresnel iper-radianti che lanciavano, e lanciano tutt’ora, tre lampi bianchi ogni 20 secondi, con una portata di 27 miglia e l’impianto è stato automatizzato nel 1985.
Come sia avvenuta questa costruzione, chi siano stati gli uomini che hanno lavorato e sofferto per trasportare i materiali, come sino stati trasportati questi materiali, chi siano stati i suoi guardiani, non è noto. Di molti fari si conoscono persino i più piccoli particolari di ogni pietra, questo, pur essendo un bellissimo faro, e pur facendo il suo dovere ogni notte è quasi sconosciuto.

Località : Estremadura – Portogallo

Latitudine : 39° 24’ Nord

Longitudine : 09° 30’ Ovest

Altezza : 22 metri (121 sul livello del mare)

Portata : 27 miglia

Costruzione : 1836

Fonte: Annamaria “Lilla” Mariotti

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