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H.L.HUNLEY arrivo a Charleston ,Hunley come era fatto

H.L.HUNLEY arrivo a Charleston

Come era strutturato il Hunley

H.L. Hunley Trasportato su rotaia a Charleston, SC.

H.L.HUNLEY arrivo a Charleston

Come era strutturato il Hunley

 

(17 nostri articoli per tutta la storia del sommergibile a manovella)

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1863: H.L.HUNLEY-Il primo sottomarino della storia, a Manovella

H.L. Hunley Trasportato su rotaia a Charleston, SC.

Con le prove del sottomarino i suoi poteri distruttivi, diventarono più conosciuti; il Hunley, costruito nel 1863 presso gli stabilimenti Parks & Lyons di Mobile in Alabama, basandosi sui progetti forniti da Horace Lawson Hunley, James R. McClintock e Baxter Watson. La sua costruzione fu a spese di Mr. Hunley e supervisionata dagli ufficiali sudisti W.A. Alexander e G.E. Dixon. Dopo le prove nella baia di Mobile fu trasportato a Charleston nella Carolina del Sud dove arrivò in treno la mattina del 12 agosto 1863 per operare in difesa di quel porto;  fu subito concessa un’udienza con il comandante militare di Charleston, Pierre Gustave Tousant Beauregard.

Horace Lawson Hunley arrivò poco dopo il suo sottomarino omonimo e formulò una richiesta per nove uniformi per essere indossate dall’equipaggio.

Horace Lawson Hunley faceva parte del secondo equipaggio e nel tentativo del 15 0tt0bre 1863 morì insieme al suo equipaggio di “esperti” conoscitori del submarine (vedere il nostro articolo)

I tre progettisti del Hunley, che abbiamo sopra nominato,  avevano precedentemente costruito altri due battelli, di cui però il primo era caduto in mani unioniste e da lì, forse, derivò la voce che mise sull’allerta i nordisti, mentre il secondo era andato perso durante le prove in un mare troppo agitato. Il terzo battello, però, era quanto di meglio si potesse ottenere con la tecnologia e l’inventiva dell’epoca e seppe ritagliarsi la sua parte di gloria nella storia della guerra navale: Horace Lawson Hunley avrebbe voluto vedere questo ed altri sommergibili spezzare definitivamente il blocco navale unionista che bloccava da sempre i porti del sud.

Cronologia degli eventi salienti

Arrivo in treno a Charleston: 12 agosto 1863

Primo equipaggio: 29 agosto 1863 (1°Affondamento)

Secondo equipaggio: 15 ottobre 1863 (2°Affondamento)

Terzo equipaggio : febbraio 1864

La missione storica : 17 febbraio 1864

Da alfazulu.altervista.org -di Marco Soggetto -Vice-Presidente ITALIADIFESA:

Ma com’era strutturato il battello? 
La sua forma era essenzialmente cilindrica, pur avendo una carena decisamente più schiacciata, e rinforzata, proprio come sulle navi di superficie. Lo scafo era costituito da una robusta corazza di ferro, che terminava a prua in una specie di sperone ricurvo, ed a poppa nei piani di controllo dell’elica, intubata e seguita dal piccolo timone. Vi erano tre sezioni, internamente: un ampio serbatoio d’immersione a prua, ed uno minore a poppa, allagabili e svuotabili dall’interno del mezzo, che confinavano con lo scompartimento dell’equipaggio.

Quest’ultimo settore era costituito da uno spazio semicircolare che seguiva la sagoma del battello, ed era molto spartanamente attrezzato con alcuni sedili sui lati, che avrebbero potuto ospitare un massimo di otto operatori; verso prua, sotto una delle due torrette dotate di vetri circolari per la navigazione e l’avvistamento del nemico, c’era infine il posto riservato all’ufficiale di bordo.
La torretta, in particolare, era accuratamente rastremata in avanti, forse per prevenire l’incaglio ad opera di reti o relitti galleggianti in superficie; l’uomo che avrebbe occupato tale sezione avrebbe anche manovrato gli appositi timoni di profondità, due ampie superfici di controllo applicate sulla verticale della torretta stessa, verso prua, che avrebbero permesso di iniziare, mantenere e concludere l’immersione. I piani d’immersione erano così ampi, che avrebbero garantito la riuscita delle manovre in immersione senza necessitare ulteriori modifiche al volume d’acqua contenuto nei due grandi serbatoi di prua e poppa.

In caso di emergenza, sulla carena del battello erano anche fissati alcuni grossi pesi di ferro, sganciabili dall’interno, che avrebbero teoricamente permesso l’alleggerimento e la risalita del battello sinistrato.
La propulsione avveniva per mezzo di un sistema a manovelle (!), con otto terminali della stessa linea disponibili per ciascun operatore: l’intera serie di manovelle, mossa dalla forza motrice di tutti i marinai, terminava in una grande ruota sul fondo del compartimento dell’equipaggio, alla poppa estrema, che convertiva tale forza motrice nei movimenti dell’elica. 

A poppa vi era una seconda torretta similare alla prima, corrispondente alla postazione dell’ultimo operatore, dotata a sua volta di vetri circolari e rastremata, che ospitava ovviamente un secondo portello: tra le due torrette vi erano due serie di piccoli oblò fissi, che avrebbero dovuto rischiarare in qualche modo l’interno del battello mediante la luce proveniente dalla superficie.
Naturalmente, visto che l’intero battello poteva navigare in completa immersione, era quantomeno necessario un qualche tipo di collegamento con la superficie, per poter continuare a ricevere nuova aria respirabile: dietro alla torretta di prua, infatti, era montato un supporto a cupola da cui si alzavano due lunghi tubi metallici, che, mediante uno speciale soffietto manovrabile dall’interno del mezzo immerso, avrebbero potuto rifornire d’aria l’Hunley. 

Ad ogni modo, questo primitivo ma efficace snorkel si poteva utilizzare unicamente quando il battello navigava in prossimità della superficie: per testare la riserva d’aria utile dell’Hunley, alcuni volontari si erano chiusi al suo interno mentre il mezzo si posava sul fondale, accorgendosi che dopo circa mezz’ora le candele poste al suo interno non avevano più ossigeno sufficiente a continuare la loro combustione.
Ma la vera ragione d’essere di questo battello si trovava a prua, anzi, ben oltre la prua. Sull’estremità inferiore della prua vi era infatti un supporto che sosteneva un’asta lunga quasi nove metri, alla cui estremità era piazzata una grossa carica contenente 135 libbre di polvere nera. La carica era dotata di innesco a pressione, ma poteva essere fatta detonare dall’interno del mezzo; era anche dotata di una sorta di arpione appuntito e rastremato, per agganciarsi meglio alla carena delle navi.

La storia dell’Hunley, però, non si conclude con il suo ultimo assalto. Questo battello venne costruito a Mobile, una cittadina dell’Alabama confederata, nella primavera del 1863; successivamente venne portato con uno degli ultimi convogli ferroviari a Charleston, ma le precarie condizioni di quel porto così lungamente assediato e bombardato ne resero necessario il trasferimento a Sullivan Island, dove il mezzo poté cominciare la sua carriera subacquea.

Qualche foto d’epoca sono inserite nell’articolo

 

Transporting the H.L. Hunley by rail to Charleston, SC.
With proof of the submarine’s destructive powers becoming more known, the Hunley arrived by train in Charleston on the morning of August 12, 1863 and was soon granted an audience with besieged Charleston’s military commander, Pierre Gustave Tousant Beauregard.
fonte : Friends of the Hunley.

Lo scenario

Documento che attesta la richiesta delle uniformi particolari per l’equipaggio del H.L.HUNLEY-

 

 

Il documento che attesta la richiesta delle uniformi particolari per l’equipaggio dell’Hunley. Special Secret Service, agosto 1863
Fonte biologiamarina.eu

 

H.L.HUNLEY – Foto Storica

 

 Hunley Traporto in treno

Hunley Traporto in treno

H.L.HUNLEY – Foto Storica

 

H.L.HUNLEY – Foto Storica

 
 “Articolo a scopo didattico-istruttivo, divulgativo ed informativo“

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