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Il corallaro ed il grande squalo bianco ,Racconti di mare,Corallo

Il corallaro ed il grande squalo bianco - Francesco Era nella fase di decompressione

Il corallaro ed il grande squalo bianco Un’incontro indimenticabile

Articolo della serie *Racconti di mare*

Uomo pesce. L’uomo, i suoi sogni, il suo mare: Francesco Era

Emozioni nel profondo Blu – Emotions in the deep blue

 Abbiamo già conosciuto Francesco Era con l’articolo *Sensazioni a-100/130 metri nel blu* Un nuovo racconto che fa parte di una serie che Francesco ha chiamato “Raccontandomi”. Un incontro sensazionale ed in fondo anelato, i pensieri e le paure vinte questi alcuni ingredienti con i quali *Francesco*, con una descrizione particolareggiate e soprattutto viva, suscita nel lettore emozioni forti e la sensazione di essere nel blu con lui.

La considerazione di *Francesco* e fortunatamente, ormai, anche quella di tante persone: “…..gli squali non sono come in tanti film li fanno apparire. ”    *Ser*

* Raccontandomi n. 3 *

La barca appoggio per l’immersione del nostro racconto

Il corallaro e la sua barca. - la mitica..Noproblem di Francesco Era

 Francesco Era è a poppa, si prepara ad immergersi. Notare le sue 4 bombole gialle da profondità che abbiamo già visto in primo piano in altri articoli

Corallo - Una realizzazione di Francesco Era - “Pensiero costante”

* Raccontandomi n. 3 *

Un’alba di circa 30 anni fà, più o meno ore 7 del mattino, porto di S.Teresa Gallura, l’imbarcazione Noproblem salpa in direzione nord ovest, a bordo ci siamo io, mio fratello Mario e il nostro assistente Giuseppe, come tutte le mattine, tempo permettendo, usciamo per la raccolta del corallo. la giornata è ottima, il mare calmo,sembra uno specchio……. su un fondale di 80 metri inizia la risalita. In quel periodo lavoravo con aria compressa sostituita in seguito dalla miscela ossigeno elio; intorno ai 40 metri la prima sosta della decompressione, dalla barca ci viene dopo circa 25min di lavoro calata una cima zavorrata alla quale ci attacchiamo per fare le soste di decompressione. Aggrappati alla stessa cima, io e mio fratello ci troviamo affiancati, quando ad un tratto con la coda dell’occhio avverto sulla mia destra un’enorme sagoma grigia, subito penso ad una manta eccezionale, tocco la spalla di mio fratello per avvertirlo dello spettacolo. Nel frattempo, in pochi secondi, l’enorme sagoma, facendo un semicerchio,ci appare alle nostre spalle sulla nostra sinistra, ancora oggi mi emoziono, quella che pensavo fosse una manta era un enorme squalo bianco di almeno 5 metri. Ciò che provai in quel momento non si può descrivere, pensavo fosse la mia fine, vedendo le proporzioni tra lui e noi pensavo che non avrebbe avuto nessuna difficoltà ad ingoiarci… Da sempre buon osservatore avevo notato che gli animali “pericolosi” da me conosciuti intuiscono quando tu hai paura e aspettano un tuo passo falso per attaccarti, così ad una enorme paura da c…sotto iniziale reagii pensando di affrontarlo, d’altronde non avevo molte scelte: scappare in superficie, oltre al fatto che ero convinto che sarebbe stato un errore per un eventuale attacco, non rispettando la decompressione avrei rischiato un’embolia; così presi il pugnale subacqueo che portavo sempre e ricordo che preso da una strana euforia, gridavo attraverso l’erogatore “dai, se hai coraggio attacca”…. sicuramente non aveva fame, non lo so, comunque fece due o tre giri intorno a noi molto ravvicinati ed ebbe un comportamento che non avevo mai visto in nessun filmato: gonfiò la parte ventrale tanto che gli opercoli si dilatarono tanto e per pochi secondi fece vibrare il corpo come fa un cane per scrollarsi l’acqua dal pelo… un atteggiamento che lo rendeva ancora più terribile, ricordo il suo sguardo impenetrabile, da brivido. Così come apparve sparì….. finita la decompressione salimmo a bordo. Per tutto il pomeriggio non pensai ad altro che a quell’incontro, da una parte mi ritenevo fortunato per due motivi, primo perchè da sempre avevo desiderato vedere uno squalo dal vivo ( non pensavo però ad uno così grande e con l’aspetto così spaventoso!), il secondo motivo, che per una mia logica di probabilità, il prossimo incontro sarebbe toccato ad un’altro. Così come se fosse stato un brutto sogno, il giorno dopo uscii e feci l’immersione abbastanza sereno. La cosa più insolita di tutta questa avventura è che prima di questo incontro pensavo che sarebbe stato bello se nel mare non ci fossero stati più squali così da eliminare pericoli e paure, dopo l’incontro cambiai totalmente idea, ho iniziato ad amare lo squalo, a capire meglio la sua importanza per la vita del mare, a comportarmi anche mentalmente come la gazzella che divide la prateria con il leone, ognuno col proprio ruolo e destino…, quindi andate per mare tranquilli e sereni, gli squali non sono come in tanti film li fanno apparire.  *Francesco*

il mio viaggio continua …….. * Raccontandomi n. 4 *

Foto e testo di Francesco Era

Collegamento a : Raccontandomi n. 2

 

La barca appoggio per l’immersione del nostro racconto

Il corallaro e la sua barca. - la mitica..Noproblem di Francesco Era

In questa foto Francesco Era è ai comandi del Noproblem

La mitica Noproblem

La mia seconda barca è stata un Synthesis costruito dal cantiere Partenocraft di Napoli, anno di costruzione 1970 montava 2 motori diesel Volvo Penta da 270 cavalli l’uno. Ai suoi tempi era innovativa sia per la linea sia per il metodo di costruzione, interamente in legno di mogano lo scaffo veniva lavorato seguendo lo stesso procedimento che si utilizza per gli scafi in resina, su uno stampo, lamelle di mogano venivano incrociate e incollate in quattro strati. Si chiamava Noproblem, nome improprio per una barca perchè penso che non esista barca che non dia mai qualche problema.    *Francesco*

Corallo - Una realizzazione di Francesco Era - “ Evoluzione della coscienza”

“Articolo a scopo didattico-istruttivo, divulgativo, informativo e ricreativo“


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