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La spedizione Discovery (National Antarctic Expedition)

[singlepic id=275 w=320 h=240 float=left] Robert Falcon Scott e Clements Markham (presidente della Royal Geographical Society) cercavano marinai esperti per una spedizione in Antartide pianificata per l’anno successivo. Shackleton era esperto, ma per Scott e Markham l’appartenenza alla marina mercantile, meno accreditata di quella militare, rappresentava uno svantaggio. Shackleton fu però in grado di organizzare un incontro con uno dei maggiori finanziatori della spedizione, Llewellyn Longstaff, di cui aveva conosciuto il figlio durante un trasporto di truppe dirette in Sudafrica. La forte personalità e il carattere estroverso di Shackleton convinsero Longstaff a perorare la causa della sua partecipazione alla spedizione: Longstaff riuscì a convincere Markham e Shackleton entrò a far parte dell’equipaggio della Discovery.

[singlepic id=306 w=320 h=240 float=right]La spedizione di Robert Falcon Scott, organizzata dalla Royal Geographical Society, cominciò nell’agosto del 190 1 a bordo della nave Discovery. Il nome ufficiale datole fu “National Antarctic Expedition” e l’obiettivo dichiarato era l’esplorazione delle regioni antartiche, l’obiettivo reale era quello di raggiungere come prima nazione il Polo Sud.
Questa fu la prima spedizione ad attraversare il Mare di Ross e a raggiungere la Barriera di Ross, scoprendo nuove terre e facendo restare affascinato Shackleton dal continente antartico. Egli e Scott furono i primi ad utilizzare una mongolfiera in Antartide, raggiungendo con essa i 200 m di quota nel febbraio del 1902, rendendola peraltro inutilizzabile dopo questo primo uso.
[singlepic id=307 w=320 h=240 float=left]Partendo dalla baia di McMurdo, Scott, Edward Wilson e Ernest Shackleton tentarono di raggiungere il Polo Sud con delle slitte ma il tentativo parve fin dall’inizio essere nato sotto una cattiva stella. Tutti e tre avevano poca esperienza di sopravvivenza in ambienti estremi, Shackleton non ne aveva alcuna nel montaggio di tende e nemmeno aveva mai dormito in un sacco a pelo. Inoltre nessuno dei tre era uno sciatore esperto, i viveri non erano sufficienti e furono usati dei cani da slitta senza che qualcuno avesse esperienza di conduzione di mute. Il 31 dicembre del 1902 raggiunsero il punto più a sud della loro spedizione, a circa 480 miglia di distanza dal Polo. Durante la marcia di rientro, che divenne una vera e propria corsa alla sopravvivenza, Wilson soffrì di cecità da neve mentre Shackleton ebbe dei grossi problemi di scorbuto.
Nel 1903, nonostante Shackleton si fosse ripreso completamente dalla malattia, Scott ne ordinò il rientro in Inghilterra dando il via a molte ipotesi e congetture. Vi sono indizi sul fatto che il capo spedizione ne invidiasse la popolarità tra i membri della squadra e che lo scorbuto gli offrì un valido pretesto per allontanarlo. Altre testimonianze indicano che, appartenendo Shackleton alla meno nobile marina mercantile, al contrario degli altri membri della spedizione che erano tutti membri della Royal Navy, non fu ritenuto “meritevole” di trascorrere il secondo inverno in Antartide. Ranulph Fiennes scrisse nella sua biografia di Scott che non vi sono prove del conflitto fra i due, l’unico che ne parlò fu Albert Armitage (navigatore e secondo ufficiale) nella sua autobiografia, ma è da tener presente il fatto che l’autore stesso ebbe dei contrasti con Scott. Secondo l’opinione di Fiennes il motivo del rientro fu davvero solo lo stato di salute di Shackleton.
Il rientro precoce dall’Antartide, che era fonte di disagio per Shackleton stesso, non nocque alla sua popolarità, fu infatti festeggiato come un eroe.

10 comments

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