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La spedizione Nimrod (British Antarctic Expedition)

[singlepic id=276 w=320 h=240 float=right] Nel suo racconto “The heart of the Antarctis”, che riporta il resoconto della prima spedizione antartica da lui guidata, Shackleton descrive come scopi dell’avventura l’ampliamento delle conoscenze del continente, l’esplorazione dei confini della barriera di Ross, l’analisi di aspetti meteorologici, della zoologia e mineralogia dell’Antartide. Il vero motivo era però nuovamente il raggiungimento del Polo Sud.
Il finanziamento dell’impresa fu difficoltoso: solo nella primavera del 1907 e grazie all’aiuto dei governi australiani e neozelandesi, Shackleton fu in grado di ottenere i mezzi necessari per poterla intraprendere.
La “British Antarctic Expedition” che durò dal 1907 al 1909, viene spesso chiamata Spedizione Nimrod dal nome della nave utilizzata. Shackleton ne attrezzò il campo base sull’Isola di Ross presso Capo Royds, a soli 20 miglia dal campo base di Scott nella spedizione Discovery.
La spedizione scalò per la prima volta il Monte Erebus, il vulcano attivo sull’isola di Ross, localizzò il polo sud magnetico il 16 gennaio 1909 e scoprì il passaggio nel ghiacciaio di Beardmore.
Shackleton provò nuovamente – insieme a Frank Wild, Eric Marshall e James Adams – a raggiungere il Polo Sud. Nonostante l’esperienza acquisita durante la spedizione precedente, i preparativi – visti con ottica attuale – parvero insufficienti. Anche questa volta i membri della spedizione non erano esperti sciatori e l’attrezzatura da alpinismo si rivelò inadeguata. Basandosi sulla esperienza negativa di utilizzo di mute di cani, Shackleton utilizzò dei pony della Manciuria, che però si rivelarono altrettanto inadeguati al tipo di neve e di ghiaccio. I pony acquistati erano inoltre in condizioni fisiche non buone, per cui dovettero essere progressivamente abbattuti.
Nonostante tutto, i quattro riuscirono ad arrivare a 88° 23′ Sud. A soli 180 km dal Polo Sud, valutando le scorte e le forze del gruppo, Shackleton decise di interrompere il tentativo e di tornare al campo base. Ancora oggi, dato il contesto, questa decisione appare notevole per la sua grande razionalità.
Per tre anni Shackleton detenne il primato di avvicinamento al Polo Sud. La decisione di interrompere il tentativo fu da lui spiegata con la laconica affermazione:
“Better a live donkey than a dead lion.” (Meglio un asino vivo che un leone morto)

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