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Le Yàmana ,abitanti indigeni isole a sud di Isla Grande

Le Yàmana

Yàmana , erano gli abitanti indigeni delle isole a sud di Isla Grande de Tierra del Fuego, estendendo la loro presenza fino a Capo Horn. Erano conosciuti come fuegini dal mondo di lingua inglese, ma il termine è oggi evitato in quanto può riferirsi a qualsiasi dei popoli indigeni della Terra del Fuoco. Parlavano la lingua Yaghan che è considerato una lingua isolata. Gli Yaghan erano nomadi che viaggiavano in canoa tra le isole per la raccolta degli alimenti. Gli uomini cacciavano i leoni di mare, mentre le donne colomba si immergevano in apnea per raccogliere frutti di mare.

Gli Yámana occuparono i canali della frastagliata Terra del Fuoco circa 6000 anni fa, dopo che le ultime tracce della glaciazione si erano attenuate e si erano riformate fitte foreste di faggi australi.

L’origine degli Yámana è ancora oggi incerta, ma sembra che provenissero dal litorale cileno meridionale. A quei tempi erano un popolo ben attrezzato per la pesca, per la caccia e per la navigazione.

Si nutrivano soprattutto di carne di mammiferi marini (leoni marini), di guanachi e in minima parte di uccelli, di molluschi e di crostacei. Verso la fine del XVIII secolo accadde un fatto storico che inciderà non poco sulle possibilità di sviluppo e di sussistenza dell’intero popolo.

I nordamericani e gli europei iniziarono, in quel periodo, a cacciare talmente intensamente i mammiferi marini e le otarie, da provocarne quasi una estinzione in breve tempo.

Una delle conseguenze di questo rapido sovrasfruttamento di risorse naturali fu una alterazione dell’ecosistema con conseguenze catastrofiche per gli Yámana, che basavano tutte le loro risorse di sussistenza proprio su quegli animali.

Inoltre, i coloni, per una serie di motivi economici, introdussero nella Terra del Fuoco molte specie animali estranee, come ad esempio i conigli e i castori: i primi hanno rasato l’erba e colonizzato in massa il territorio, i secondi hanno alterato l’ambiente acquatico con le loro dighe e la mutilazione degli alberi.

Come se non bastasse, quando intorno al 1830, gli Yámana vennero a contatto con i bianchi ebbero gravi ripercussioni a livello medico-sanitario, dato che esplosero in pochi decenni molte epidemie (tubercolosi, morbillo) che risultarono fatali a un gran numero di indigeni.

Da quel momento la civiltà Yámana si spense lentamente e i suoi rappresentati superstiti diminuirono gradualmente fino all’estinzione.

Foto inviataci da http://www.facebook.com/pages/Buceo-Yamana/131873343501477

 

“Articolo a scopo didattico-istruttivo, divulgativo, informativo e ricreativo“


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