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Pelagia noctiluca ,medusa luminosa

Pelagia noctiluca ,medusa luminosa

Pelagia noctiluca - Panarea-Isole Eolie -Spinazzola (Sicilia) 03-09-2013

Pelagia noctiluca – Panarea-Isole Eolie -Spinazzola (Sicilia) 03-09-2013

Pelagia noctiluca ,medusa luminosa

(Articolo n. 14 nella categoria Meduse : cercare altri articoli in “Cerca nel Blog” opp. In  ”Naviga in Filmati di Mare )

“Sono sempre stato affascinato dalle meduse perché sono creature così belle ed uniche”  Lauren Thomas

Pelagia noctiluca, conosciuta comunemente come medusa luminosa, è una medusa della famiglia Pelagiidae. In latino, Pelagia significa “del mare”, Nocti sta per notte e luca significa luce così Pelagia noctiluca può essere descritta come un organismo marino, con la capacità di emettere luce nel buio.

Sinonimi: Pelagia discoidea (Eschscholtz, 1829) – Pelagia flaveola (Eschscholtz, 1829) Medusa noctiluca (Forskål, 1775) – Pelagia perla (Slabber, 1781) – Pelagia neglecta – Pelagia crassa – Pelagia minuta – Pelagia papillata – Pelagia placenta – Vespa di mare (nome comune italiano).  Linneo la battezzò Medusa pelagia e poi altri autori nel corso degli anni le affibbiarono decine di nomi. Alcuni elencati tra i sinonimi.

Descrizione

E’ una piccola medusa. Il corpo è radialmente simmetrico. Ombrello traslucido, composto da 16 lobi da cui partono 8 lunghi tentacoli retrattili che sono anche organi di senso, molto urticanti e semi-trasparenti, che partono dai bordi e si possono estendere fino a 2 metri. Dal centro dell’ombrello, dal manubrio (osso presente in P. noctiluca a differenza di altri Scifozoi), partono le 4 braccia orali, che circondano il polo orale.

La Pelagia noctiluca in uno schema descrittivo

Pelagia noctiluca ,medusa luminosa - Schema descrittivo- Parete Pierucci (Civitavecchia . Roma) 16-10-2011

Pelagia noctiluca ,medusa luminosa – Schema descrittivo – Parete Pierucci (Civitavecchia . Roma) 16-10-2011

Pelagia noctiluca
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Phylum Cnidaria
Classe Scyphozoa
Ordine Semaeostomeae
Famiglia Pelagiidae
Genere Pelagia
Specie P. noctiluca
Nomenclatura binomiale
Pelagia noctiluca
Forsskal, 1775
Sinonimi

Medusa noctiluca (Forskål, 1775)
Pelagia discoidea (Eschscholtz, 1829)
Pelagia flaveola (Eschscholtz, 1829)

Pelagia perla - Pelagia noctiluca - Panarea-Isole Eolie -Spinazzola (Sicilia) 03-09-2013

Pelagia perla – Pelagia noctiluca – Panarea-Isole Eolie -Spinazzola (Sicilia) 03-09-2013

Distribuzione ed habitat

Chi crede che la Pelagia noctiluca sia una specie esclusiva del Mare nostrum sbaglia: essa è distribuita in tutte le acque calde e temperate degli oceani del mondo.

È comune nel Mar Mediterraneo e nell’Oceano Atlantico orientale fino al Mare del Nord. Questa specie predilige acque calde (Mar Mediterraneo), ma essendo soggetta a spostamenti dovuti alle correnti, può essere ritrovata anche in acque un po’ meno calde (Mare del Nord). E’ stata verificata in alcuni anni ed in alcuni periodi una straordinaria presenza nei nostri mari.  Nel Mar Mediterraneo, abbondanti sciami [fino a 600 esemplari] di P. noctiluca sono solitamente più frequenti da marzo a maggio [invece nelle Bermuda e zone limitrofe sciami di queste gelatine di tanto in tanto arrivano a terra soprattutto in inverno], a differenza dei mesi estivi, in cui si osservano individui isolati di ampie dimensioni. Tali aggregazioni (bloom) sono temporanee e possono arrivare a concentrazioni molto elevate, circa 600 individui per m3. Nel nostri mari i suoi bloom sono più frequenti nel mar Adriatico, a differenza del mar Tirreno e Ligure, ove queste esplosioni demografiche sembrerebbero avvenire ciclicamente, ogni 12 anni. Le cause dei bloom sono ancora molto dibattute e probabilmente sono diversi i fattori che possono favorire queste esplosioni demografiche di P. noctiluca. Tali fattori possono essere fisici (vento, correnti, temperatura, salinità, pH), biologici (movimento intrinseco della specie) e antropici (riscaldamento globale, inquinamento, sovrappesca). Oltre alla sovrappesca che elimina i predatori delle meduse un’altra causa è la distruzione delle coste sabbiose, limitando così i siti riproduttivi delle tartarughe, importanti predatori delle meduse, favorirebbe ulteriormente queste ultime.

Si trova anche nel Mar Rosso, altre parti dell’Oceano Atlantico, nel Pacifico, con avvistamenti nelle acque calde al largo delle Hawaii, nel sud della California e del Messico.

La P. Noctiluca ed il Mare Nostrun: nei primi anni ottanta la presenza della Pelagia è stata abbondante nel Mediterraneo, poi è scomparsa e riapparsa ad intervalli più o meno decennali, ma dal caldissimo 2003 la sua presenza fu quasi costante nel Mediterraneo occidentale. La Pelagia, in piena estate, può formare dei banchi estesi che flagellano le coste anche per mesi.

È una specie pelagica [il nome deriva dal greco antico πέλαγος pèlagos, ossia “mare aperto”, ma nel periodo autunnale e primaverile si avvicina alla costa].

La sua distribuzione batimetrica varia dalla superfice marina a -150 m. ; solitamente si trova nel livello superiore con un picco di profondità da 12 m (Graham et al. 2003) a 30 m (Zavodnik 1987). Durante il giorno potrebbe scendere a profondità maggiori, relativamente elevate.

 Pelagia discoidea -Pelagia noctiluca - Panarea-Isole Eolie -Spinazzola (Sicilia) 03-09-2013

Pelagia discoidea -Pelagia noctiluca – Panarea-Isole Eolie -Spinazzola (Sicilia) 03-09-2013

Colorazione

Ombrello trasparente leggermente maculato o marrone-rosato o rosa-violetto. Le braccia orali sono dello stesso colore dell’ombrello. Il colore varia in tutto il mondo ed in alcuni siti a volte ha sfumature di giallo dorato o bruno bronzeo. (foto in fondo all’articolo)

La caretteristica specifica noctiluca deriva dall’iridescenza, di colore verde, di cui è dotata. (Foto sotto) La luce verde fluorescente e dove gli esemplari sono numerosi di notte si può assistere ad un vero e proprio spettacolo di luci danzanti in prossimità della superficie scura del mare.

Pelagia noctiluca -medusa luminosa con in attivazione della  luce è verde o verdastra fluorescente sprigionata sotto forma di flash- Panarea-Isole Eolie -Spinazzola (Sicilia) 03-09-2013

Pelagia noctiluca- medusa luminosa con in attivazione della luce è verde o verdastra fluorescente sprigionata sotto forma di flash- Panarea-Isole Eolie -Spinazzola (Sicilia) 03-09-2013

Dimensioni

Ombrello fino a circa 10 centimetri di diametro. Le braccia orali sono lunghe fino a circa 30 centimetri. Gli otto lunghi tentacoli retrattili partono dai bordi e si possono estendere fino a 2 metri.

Biologia

Urticante. Nei nostri mari la stragrande maggioranza delle punture di meduse sono ascrivibili a questa specie. P. noctiluca possiede cellule urticanti praticamente ovunque, a differenza di altre meduse. Quindi anche la parte superiore dell’ombrello risulta urticante.

È una specie pelagica: quindi è in genere una specie da mare aperto, anche se a volte si lava nei pressi delle coste e può arenarsi in gran numero sulle spiagge.

Ha solo una cavità del corpo nota come la cavità gastrovascolare. Questo è un intestino primitivo o cavità digerente con una sola apertura che funge da bocca ed ano. Ha quattro lunghe braccia orali con margini merlate che si trovano sulla superficie di alimentazione primaria. Il corpo è radialmente simmetrico e pertanto non ha testa e quindi nessun sistema nervoso centrale. Il sistema nervoso è presente in forma primitiva. Le meduse non hanno occhi complessi, ma hanno recettori di luce chiamati ocelli in modo che possano probabilmente percepire luminescenza in conspecifici.

Inoltre la P. noctiluca manca anche di uno scambio gassoso, sistema escretore e circolatorio. Tuttavia è un evoluto cnidae, le cellule servono ad una varietà di funzioni che comprendono la cattura la preda, la difesa, la locomozione e l’attacco. Quando è completamente formata la cnidae è chiamata cnidocytes. Quando è stimolata la cnidae secere nematocisti tossine che sono veleni biologici.

Il mesoglea o gelatina è relativamente più spessa e ben sviluppata in questa specie. Organi di senso, noti come rhopalia nel scyphomedusae, si trovano attorno al margine ombrello in tacche e si alternano tra i tentacoli. Cnidae sono presenti nell’epidermide e gastrodermis dell’ombrello nonché sui tentacoli.

Il movimento è causato quando la medusa pulsa: la subombrella è circondata dal muscolo coronale, molto sviluppato, che permette all’animale di muoversi attivamente. La pulsazione è risultata ottimale tra 8 ° e 26 ° C. Il movimento è limitato solo in senso verticale e quindi si verificano grandi sciami trasportati dalle correnti.

La Pelagia noctiluca ha la capacità di bioluminesca. La luce è verde o verdastra ed è sprigionata sotto forma di flash (molto belli ed affascinanti soprattutto di notte, magari attivati da una scia di un’imbarcazione) quando la medusa è stimolata da turbolenza creata dalle onde o se toccata, rovesciata o mossa. Questo lampeggio è solo di durata relativamente breve e svanisce gradualmente.(altra foto qui sotto)

Pelagia-discoidea-medusa-luminosa-con-in-attivazione-della-luce-è-verde-o-verdastra-fluorescente-sprigionata-sotto-forma-di-flash-Panarea-Isole-Eolie-Spinazzola-Sicilia-03-09-2013

Pelagia-discoidea-medusa-luminosa-con-in-attivazione-della-luce-è-verde-o-verdastra-fluorescente-sprigionata-sotto-forma-di-flash-Panarea-Isole-Eolie-Spinazzola-Sicilia-03-09-2013

Alimentazione

Carnivora. Si nutre principalmente di macrozooplanton (Malej et al. 1993) di plancton e di piccoli pesci che cattura tramite i tentacoli dotati di urticanti nematocisti. Sono noti per nutrirsi di una varietà di organismi, tra cui Cladocera, Appendicularia, Copepoda, Hydromedusae, sifonoforo, e uova di pesce (Malej 1982).

Possono anche perforare il guscio di un granchio con le loro barbe. Il cibo viene digerito intracellulare e extracellulare, nella cavità intestinale, permettendo di mangiare animali multicellulari.

Quando la preda tocca un tentacolo marginale della gelatina i nematocisti vengono immediatamente scaricati per paralizzare la preda ed il braccio orale più vicino viene utilizzato per il trasporto della preda alla cavità gastrica.

Poiché la Pelagia noctiluca mangia piccole prede, molto del suo tempo è dedicato alla alimentazione; queste meduse sono in continuo movimento, almeno durante il giorno, si pensa che siano costantemente a caccia di cibo (Malej 1989).

A sua volta viene predata dalla tartaruga marina (Caretta caretta), dal pesce luna (Mola mola) e da alcuni piccoli pesci [come le Boghe (Boops boops) che se ne cibano mordendole un poco alla volta] che sono quasi immuni alle tossine che possiedono i tentacoli urticanti di questi organismi.

Dato che le meduse mangiano anche uova e larve di pesci, l’impatto sugli stock ittici e sulla pesca può essere devastante.

Pelagia flaveola - Pelagia noctiluca - Stromboli e Strombolicchio 02-09-2013

Pelagia flaveola – Pelagia noctiluca – Stromboli e Strombolicchio 02-09-2013

Riproduzione – la crescita

Questa specie si riproduce sessualmente. La Pelagia noctiluca è una delle meduse che non attraversano lo stadio polipoide [assenza della formazione di polipo] durante la maturazione. Gli adulti sono a sessi separati: la femmina depone le uova nel mare in dicembre a campioni del Mediterraneo come descritto da Metschnikoff (1886), che vengono fecondate dagli spermatozoi dei maschi. Dallo zigote dopo 3 giorni l’uovo si sviluppa e nasce la planula, una larva plantonica di forma ovale, dotata di ciglia per il movimento e che si disperde a livello planctonico. Non attraversa però lo stadio di scifistoma, ancorandosi al terreno, ma dopo 7 giorni la planula si sviluppa e si divide in efira, circa 3 mm, una giovane medusa (maschio o femmina) che poi crescerà a formare la medusa adulta dopo un mese.

Le gonadi, descritte da Hertwig nel 1879, sono ben sviluppate. Ogni esemplare porta 4 gonadi. Le uova rimangono adese alla parete dello stomaco, e la porzione rivolta verso il centro risulta essere coperta da uno strato di cellule endodermiche. Si presentano piccole e occupano inizialmente un volume modesto ed a maturazione possono crescere sino a rompere la parete dell’ombrello (vedere 2 foto che seguono dopo lo shema di riproduzione) ed estrudere all’esterno, insieme ai filamenti grastrici.
Le gonadi maschili sono molto simili a quelle femminili. I gameti sono emessi all’esterno e la fecondazione avviene in mare.

Pelagia noctiluca ,medusa luminosa -Schema Riproduzione – crescita  -   Notare l’ombrello lacerato della medusa: sono uscite le uova ed il ciclo ricomincia

Pelagia noctiluca ,medusa luminosa -Schema Riproduzione – crescita                                                                                                                                                                   Notare l’ombrello lacerato della medusa: sono uscite le uova ed il ciclo ricomincia

Pelagia noctiluca - Si nota la rottura dell'ombrello da dove sono uscite le uova -Panarea-Isole Eolie -Spinazzola (Sicilia) 03-09-2013

Pelagia noctiluca – Si nota la rottura dell’ombrello da dove sono uscite le uova -Panarea-Isole Eolie -Spinazzola (Sicilia) 03-09-2013

Pelagia noctiluca – Si nota la rottura dell’ombrello da dove sono uscite le uova -Panarea-Isole Eolie -Spinazzola (Sicilia) 03-09-2013

Pelagia noctiluca – Si nota la rottura dell’ombrello da dove sono uscite le uova -Panarea-Isole Eolie -Spinazzola (Sicilia) 03-09-2013

Minaccia per la specie

La Pelagia noctiluca non è in pericolo di estinzione al momento attuale. Si stanno moltiplicando nel Mediterraneo, ma si prevede di tornare a livelli normali nei prossimi anni. (Marr 1999)

Usi umani

Non ha valore commerciale, per cui non è in pericolo dagli esseri umani.

Importanza economica per gli esseri umani: Positive

Le Pelagia noctiluca sono belle, soprattutto quando diventano forforescenti. Le reazioni chimiche che causano la loro luminescenza sono attualmente di grande interesse per i ricercatori. Altre meduse vengono utilizzate per scopi medici e terapeutici e la Pelagia noctiluca potrebbe presto essere utile per gli esseri umani. Un uso possibile della loro proteina fluorescente è un marcatore genetico per rilevare il movimento delle proteine o espressione genica nella ricerca in sviluppo, ambientale e medico biologico. (Manning 1997)

Recenti ricerche: Nel 2002 La Spada et al. isolarono le nematocites di P. noctiluca per la prima volta. Essi scoprirono che il trattamento termico, una tecnica utilizzata per isolare nematocytes in altre scifozoi, non era adatto per la P. noctiluca perché danneggiava le cellule. Un trattamento chimico utilizzando SCN- in soluzione è riuscita ad isolare ~ 90% di nematocytes di  P. noctiluca. Mariottini et al. (2002) hanno valutato la citotossicità del veleno di P. noctiluca su cellule in coltura. Essi hanno scoperto che il veleno non ha alterato il DNA delle cellule. Venom ha indotto ad alta produzione di ATP in cellule in coltura ed il 61% delle cellule sono state uccise in 3 ore.

Gasca e Haddock (2004) hanno trovato un’associazione tra il parassita rostratus anfipode Euthamneus e P. noctiluca.

Importanza economica per gli esseri umani: Negative

La Pelagia noctiluca – è tra le meduse che spaventano i turisti sulle spiagge, soprattutto nel Mediterraneo. Le spiagge italiane sono state invase da grandi sciami durante l’estate del 1999. I pescatori sono danneggiati anche dalle meduse, tra cui – Pelagia noctiluca -. Ci sono state segnalazioni dalla Francia di meduse che hanno lacerato le reti da pesca. (Marr 1999; Calder 2000)

Pelagia noctiluca - Panarea-Isole Eolie -Spinazzola (Sicilia) 03-09-2013

Pelagia noctiluca – Panarea-Isole Eolie -Spinazzola (Sicilia) 03-09-2013

Acquario:

necessita di temperatura molto stabile

Note

Ogni essere gelatinoso incontrato in mare viene etichettato come “medusa” e considerato urticante. Ma non tutte le meduse sono urticanti; molte sono innocue per l’uomo, anche se è sempre meglio evitare di toccarle.

Come le Velella-valella anche le Pelagia noctiluca si spiaggiano, a volte, in massa come racconta  Lauren Thomas:

“…. ho trovato molti di loro a terra a Horseshoe Bay, Bermuda. C’erano centinaia posate a terra. Sono rimasto affascinato dal loro bel colore rosa e la consistenza gelatinosa, così ho deciso di individuare e ricercare.”

I banchi sono molto fitti e se arrivano ad un impianto di maricoltura, i pesci in allevamento possono essere uccisi: in un evento senza precedenti il 21 novembre del 2007, in un’area di 10 miglia quadrate (26 km 2)  uno sciame di P. noctiluca ha distrutto un allevamento di 100.000 salmoni in Irlanda del Nord, provocando circa £ 1.000.000 di sterline di danni.

Medusa noctiluca - Pelagia noctiluca - Stromboli e Strombolicchio 02-09-2013

Medusa noctiluca – Pelagia noctiluca – Stromboli e Strombolicchio 02-09-2013

Pelagia neglecta - Pelagia noctiluca - Panarea-Isole Eolie -Spinazzola (Sicilia) 03-09-2013

Pelagia neglecta – Pelagia noctiluca – Panarea-Isole Eolie -Spinazzola (Sicilia) 03-09-2013

Le cellule urticanti

Nematocisti (o cnidocisti) organi urticanti racchiusi in alcune cellule ectodermiche.
Nematociti (o cnidociti o cnidoblasti), racchiusi nelle cellule ectodermiche, servono all’animale per difesa e per paralizzare le prede.

Le nematocisti sono organuli intracellulari di cellule altamente specializzate, i nematociti, tipiche dei Celenterati Cnidari. Esse sono costituite da una parete capsulare al cui interno è presente un tubulo introflesso dotato di spine, immerso nel fluido capsulare contenente tossine. A seguito del contatto casuale con l’animale, si ha la rapida estroflessione del tubulo che si infigge nei tessuti della “vittima” iniettando le sostanze tossiche, che possono dare luogo sia a reazioni locali che sistemiche di differente gravità. Questo fenomeno di esocitosi, tra i più rapidi in natura, viene definito “scarica” ed è alla base del successo evolutivo di questi animali così primitivi.

Pelagia noctiluca - Tossine -

Pelagia noctiluca – Tossine –

Ipnotossina Sostanza tossica secreta che ha il potere di stordire la preda o di allontanare il nemico. È affine alle attinotossine.

Talassina Sostanza tossica dell’azione urticante

Congestina – Uno dei sintomi provocati è il vomito

Tossicità – Effetti

E’ facile essere toccati da questa medusa senza tuttavia riuscire a vederla perchè i suoi tentacoli marginali sono appunto lunghissimi ed aderiscono sul corpo delle persone dove lasciano dei piccoli  organelli sferici (cnidocisti) responsabili del bruciore, che è come un colpo di frusta o bruciatura di sigaretta, e di tutte le manifestazioni che seguono al contatto.

Le reazioni al veleno della medusa sono certamente individuali. Il contatto produce dolorose irritazioni anche se solo sfiorata con effetti che possono protrarsi per due settimane nei casi lievi, ma anche per lunghi o lunghissimi periodi e cicatrici più o meno marcate che spesso possono rimanere sulla cute. (A volte una cicatrice è come segni  di frusta). In rari casi di reazioni allergiche, possono verificarsi condizioni di pericolo di vita, come lo shock anafilattico.

Appunti personali del dott. Claudio Italiano  Oltre alla sintomatologia cutanea, l’ustione da medusa può indurre:

pelagia noctiluca -conseguenze

pelagia noctiluca -conseguenze

Dopo un primo contatto con la P. noctiluca con eventuali successivi si possono creare  quadri clinici immunologici.

In un caso una persona colpita da una Pelagia ebbe come conseguenza un eritema vescicolare, che regredì in 5 settimane. Successivamente, dopo parecchio tempo, fu punto altre volte e le lesioni guarirono in 15/20 giorni. Dopo anni dal primo contatto e successivi ebbe un incidente apparentemente più grave dei precedenti per essere stato colpito in una parte del corpo (il viso) più delicata di un braccio con eritema molto esteso e questa volta la guarigione fu molto veloce, 10 giorni circa. Si pensa, come nel caso di punture da insetti, che il veleno iniettato le volte precedenti, mano a  mano, abbia prodotto sostanze nell’organismo creando una sorta di immunologica.

Rimedi – Cure

Avvertenza
Le informazioni riportate non sono consigli medici e potrebbero non essere accurati. I contenuti hanno solo fine illustrativo e non sostituiscono il parere medico

Le informazioni sulle cure sono a volte contrastanti se non addirittua con indicazioni opposte. Troppo spesso ci si base su esperienze o credenze personali. Ciò premesso non si possono fornire indicazioni certe e quindi serie.

A dimostrazione di quanto asserito riportiamo dei testi trovati nel web: evidenzieremo alcune discordanze. Il lettore attento sarà facilitato a notare chi dice, ad esempio, di usare ghiaccio ed acqua fredda e chi asserisce l’esatto contrario oppure chi consiglia l’acqua dolce e chi invece l’acqua salata e così via per altri “rimedi”.  ***Un pò di confusione***

Noi di *Filmati Di Mare* useremmo una tessera, tipo una carta di credito, da passare di taglio leggermente inclinata sulle parti per levare i cnidociti (senza strofinare) e poi al più presto possibile dal medico o al pronto soccorso.

pelagia noctiluca -conseguenze

pelagia noctiluca -conseguenze

Trattamento delle ustioni da medusa

Il trattamento delle ustioni da medusa è ancora oggi fondamentalmente sintomatico e aspecifico. Il soggetto ustionato deve:

-limitare i movimenti della parte colpita al fine di ridurre al minimo la quota di tossine immesse in circolo attraverso la pompa muscolare, anche applicando un laccio emostatico, per bloccare momentaneamente il circolo, sempre se l’ustione è estesa.
-rimuovere subito i microtentacoli ancora adesi alla cute con oggetti smussi, per evitare che si rompano le nematocisti.
-lavare con acqua di mare (acqua salata) e non con acqua dolce per evitare che con effetto osmotico le nematocisti integre scarichino il loro contenuto.
-usare il ghiaccio:il freddo infatti da una parte porta ad una riduzione della risposta infiammatoria e dell’edema locale, dall’altra deprime l’eccitabilità delle terminazioni nervose libere e delle fibre nervose periferiche.
Il trattamento farmacologico è generalmente sintomatico, topico e si avvale di corticosteroidi in creme o lozioni oppure antistaminici.
l’ammoniaca non serve, meglio l’aceto di vino.

COSA NON SI DEVE FARE

Da evitare, in seguito ad una puntura, le seguenti operazioni

  • bendaggio, va evitato perchè incrementa la quantità di veleno che viene iniettata.
  • il lavaggio con soluzioni alcoliche, con dopobarba e con altre lozioni tipo la lozione di suntan
  • il lavaggio con Vineger (soluzione 3 – 10 % di acido acetico acquoso) messa in vendita per alleviare il dolore da punture da meduse del genere Chironex, poiché l’ambiente acido provoca l’effetto opposto
  • i pescatori suggeriscono ancora di urinare sulla parte colpita, poiché l’urina conterrebbe ammoniaca. In realtà, a volte il “rimedio” funziona perchè la stessa urina risulta calda (circa 37 °C) e non perchè contiene ammoniaca (escluse patologie gravi del fegato, normalmente l’urina non contiene ammoniaca). Nei mammiferi (con poche eccezioni, come alcune specie di pipistrello, per esempio Tadarida brasiliensis) i metaboliti dell’azoto (proteine) vengono espulsi come urea, perchè può essere accumulata nell’organismo (vescica) senza nessun danno, al contrario dell’ammoniaca che è tossica. Solo i pesci producono ammoniaca come metabolita dell’azoto poiché vivendo in un mezzo acquoso ed essendo molto solubile, possono eliminarla senza problemi. Alcuni pesci come i Dipnoi (pesci polmonati), producono ammoniaca solo in presenza di acqua, nella stagione secca (estivazione) producono urea.

Troppo spesso si consiglia di utlizzare aceto, questo vale per alcune specie ma non per P. noctiluca e per P. physalis. L’ambiente acido provoca l’espulsione delle cnidociasti e questo siginifica altro veleno.

By Lauren Thomas  :

Le punture di P.noctiluca sono dolorose e possono causare lesioni pigmentate (Kokelj & Burnett 1990), la sindrome di Guillain-Barre (Pang & Schwartz 1993), e anafilassi, una reazione allergica grave (Togias et al. 1985). Se si è punti i tentacoli devono essere rimossi versando aceto sulla puntura che può impedire un’ulteriore scarica di nematocisti (Burke 2002). Un impacco di ghiaccio aiuta ad alleviare il dolore per la maggior parte delle punture (Burke 2002).

Dalle ricerche abbiamo dei due riscontri medici

a cura di: Dott. Giancarlo Gallone (pediatra)

Nel 1992 la Pelagia noctiluca, la regina dei celenterati che scorrazza per il Mediterraneo, mandò a casa i bagnanti di mezza Italia con bolle, vesciche e irritazioni. La Pelagia noctiluca è piccola, ma terribile.

Le sue dimensioni sono ridotte, con un cappello di soli dieci centimetri e tentacoli esili e lunghissimi che provocano fastidiose dermatiti. In caso di contatto, che può provocare sulla pelle una reazione locale, conviene applicare garze imbevute di acqua tiepida e aceto al 50%. Attualmente non esistono indicazioni all’uso dell’ammoniaca. È vero, però, che sono state usate tante di quelle sostanze (ammoniaca, alcol, bicarbonato di sodio, acido borico, addirittura succo di fichi o di limone) da far suggerire la necessità di variare il pH cutaneo, insieme all’innalzamento locale della temperatura, per ottenere un giovamento.

Può essere utile sciacquare la parte dolente con acqua salata tiepida. Sconsigliato anche l’alcol che può stimolare l’apertura dei nematocisti, le cellule urticanti presenti soprattutto nei tentacoli. Da evitare anche l’acqua dolce, il ghiaccio e le frizioni di sabbia. Vietato grattarsi perché così si stimola l’attività muscolare e si mette in circolo più velocemente il “veleno”. Il trattamento locale deve essere continuato per alcuni giorni con pomate di corticosteroidi e antistaminici per via generale. In caso di vere e proprie ustioni il trattamento può essere diverso e deve essere valutato dal medico.

appunti del dott. Claudio Italiano

Non tutte le specie di meduse sono urticanti. La specie più fastidiosa è la Pelagia noctiluca, appena dieci centimetri di gelatina punteggiata di porpora ci fa piangere per il forte bruciore e dolore lancinante (come un colpo di frusta, che viene percepito come una scossa elettrica o una fiammata e si esce dal mare ustionati) che provocano i suoi tentacoli, sottili come capelli. I loro tentacoli ospitano delle particolari cellule, dette cnidociti, che funzionano una volta sola, per cui devono essere rigenerate spesso ed hanno funzioni difensive,  ma secernono un veleno che paralizza la preda. Infatti le cellule hanno dei sensori, come dei filamenti, il  cnidociglio, ed estroflettono dei filamenti urticanti detti cnidae, collegati agli organuli cnidoblasti che contengono un liquido urticante

Le cnidae, in genere, inoculano una sostanza che uccide la preda per shock anafilattico. Il liquido urticante ha azione neurotossica o emolliente, la cui natura può variare a seconda della specie, ma di solito è costituita da una miscela di tre proteine a effetto sinergico: ipnossina, talassina e congestina. Queste sostanze sono responsabili rispettivamente dell’anestesia della presa, del comportamento allergenico e della paralisi dell’apparato circolatorio. Esistono le cubomeduse, che sono particolarmente pericolose per l’uomo: in taluni casi possono causare anche la morte per shock anafilattico. Il veleno presente nella più pericolosa, la Chironex Fleckeri, non presente nel mediterraneo, prevede un antisiero specifico. Altre specie, invece, sono innocue, come la Cotylorhiza tubercolata, molto più visibile della Pelagia, di colore marroncino, la quale si può anche toccare senza conseguenze. Le lesioni cutanee possono essere delle semplici lesioni eritematose, che col tempo diventano di colore vinaceo-bruno, e si accompagnano da prurito e fine desquamazione della cute, oppure si possono avere lesioni eritemato-edemato-vescicolose, lineari, variamente orientate, che riproducono la forma dell‘ombrella e dei tentacoli, più o meno estese a seconda della lunghezza dei tentacoli stessi,spesso non numerose, che possono persistere per diverse settimane in rapporto alI’estensione, alla durata del contatto e al diverso grado di suscettibilità individuale.

Vespa di mare - Pelagia noctiluca - Panarea-Isole Eolie -Spinazzola (Sicilia) 03-09-2013

Vespa di mare – Pelagia noctiluca – Panarea-Isole Eolie -Spinazzola (Sicilia) 03-09-2013

Alcune Pelagie noctiluca  di mari diversi dal Mediterraneo

Pelagia discoidea gialla - Medusa noctiluca gialla

Pelagia discoidea gialla – Medusa noctiluca gialla

Pelagia flaveola Bronzea -Pelagia noctiluca bronzea

Pelagia flaveola Bronzea -Pelagia noctiluca bronzea

 Pelagia perla gialla - Pelagia noctiluca gialla

Pelagia perla gialla – Pelagia noctiluca gialla

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Pelagia discoidea - Parete Pierucci (Civitavecchia . Roma) 16-10-2011

Pelagia discoidea – Parete Pierucci (Civitavecchia . Roma) 16-10-2011

Pelagia flaveola - Pelagia noctiluca - Panarea-Isole Eolie -Spinazzola (Sicilia) 03-09-2013

Pelagia flaveola – Pelagia noctiluca – Panarea-Isole Eolie -Spinazzola (Sicilia) 03-09-2013

Medusa noctiluca - medusa luminosa con in attivazione della  luce è verde o verdastra fluorescente sprigionata sotto forma di flash- Panarea-Isole Eolie -Spinazzola (Sicilia) 03-09-2013

Medusa noctiluca – medusa luminosa con in attivazione della luce è verde o verdastra fluorescente sprigionata sotto forma di flash- Panarea-Isole Eolie -Spinazzola (Sicilia) 03-09-2013

Pelagia perla - Pelagia noctiluca -Salina-Lipari 05-09-2013

Pelagia perla – Pelagia noctiluca -Salina-Lipari 05-09-2013

Pelagia neglecta - Pelagia-noctiluca-Panarea-Isole-Eolie-Spinazzola-Sicilia-03-09-2013

Pelagia neglecta – Pelagia-noctiluca-Panarea-Isole-Eolie-Spinazzola-Sicilia-03-09-2013

Pelagia crassa  - Pelagia noctiluca - Stromboli e Strombolicchio 02-09-2013

Pelagia crassa – Pelagia noctiluca – Stromboli e Strombolicchio 02-09-2013

Pelagia minuta - Pelagia noctiluca - Panarea-Isole Eolie -Spinazzola (Sicilia) 03-09-2013

Pelagia minuta – Pelagia noctiluca – Panarea-Isole Eolie -Spinazzola (Sicilia) 03-09-2013

 Pelagia papillata - Pelagia noctiluca - Panarea-Isole Eolie -Spinazzola (Sicilia) 03-09-2013

Pelagia papillata – Pelagia noctiluca – Panarea-Isole Eolie -Spinazzola (Sicilia) 03-09-2013

Pelagia placenta  - Pelagia noctiluca - Stromboli e Strombolicchio 02-09-2013

Pelagia placenta – Pelagia noctiluca – Stromboli e Strombolicchio 02-09-2013

Vespa di mare - Pelagia noctiluca - Panarea-Isole Eolie -Spinazzola (Sicilia) 03-09-2013

Vespa di mare – Pelagia noctiluca – Panarea-Isole Eolie -Spinazzola (Sicilia) 03-09-2013

Pelagia discoidea - Pelagia noctiluca - Panarea-Isole Eolie -Spinazzola (Sicilia) 03-09-2013

Pelagia discoidea – Pelagia noctiluca – Panarea-Isole Eolie -Spinazzola (Sicilia) 03-09-2013

Pelagia flaveola - Pelagia noctiluca

Pelagia flaveola – Pelagia noctiluca

Medusa noctiluca - Pelagia noctiluca - Panarea-Isole Eolie -Spinazzola (Sicilia) 03-09-2013

Medusa noctiluca – Pelagia noctiluca – Panarea-Isole Eolie -Spinazzola (Sicilia) 03-09-2013

Pelagia papillata - Pelagia noctiluca - Stromboli e Strombolicchio 02-09-2013

Pelagia papillata – Pelagia noctiluca – Stromboli e Strombolicchio 02-09-2013

Pelagia crassa - Pelagia noctiluca - Stromboli e Strombolicchio 02-09-2013

Pelagia crassa – Pelagia noctiluca – Stromboli e Strombolicchio 02-09-2013

Pelagia perla - Pelagia noctilucaSalina-Lipari 05-09-2013

Pelagia perla – Pelagia noctilucaSalina-Lipari 05-09-2013

Pelagia noctiluca - Panarea-Isole Eolie -Spinazzola (Sicilia) 03-09-2013

Pelagia noctiluca – Panarea-Isole Eolie -Spinazzola (Sicilia) 03-09-2013

Pelagia noctiluca - Panarea-Isole Eolie -Spinazzola (Sicilia) 03-09-2013

Pelagia noctiluca – Panarea-Isole Eolie -Spinazzola (Sicilia) 03-09-2013

 

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“Articolo a scopo didattico-istruttivo, divulgativo, informativo e ricreativo“

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