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Siti d’immersione ” a scrocco” ,Isole Egadi,Racconti di mare

Barbara Bongioanni

Siti d’immersione ” a scrocco”

Isole Egadi Crociera sul Merak

Articolo della serie *Racconti di mare*

(Articolo n. 27 nella categoria *Racconti di mare* : cercare altri articoli in “Cerca nel Blog” opp. In  ”Naviga in Filmati di Mare )

Un particolare articolo che è molto di più di un semplice racconto di mare. Una storia vera vissuta quest’anno da Barbara, che riesce a far percepire al lettore emozioni contrastati tra  gioia e dispiacere e tra loro molte sensazioni.

Ho conosciuto Barbara ai primi di ottobre 2012 in occasione di una crociera subacquea alle Egadi sul due alberi “Merak”. E’ una subacquea esperta ed istruttice, fantastica sia in acqua che in cucina…ehm.. ed anche come mozzo, un’indomabile esploratrice dei fondali marini. Affatto gelosa dei suoi avvistamenti, custodisce i suoi segreti da condividere poi con gioia con gli amici subacquei, ma non sempre tutto va bene. Barbara ha molte  belle qualità, ma, Lei dice ” il fiuto sul conto delle persone… zero…e infatti ogni tanto becco delle delusioni devastanti”

L’amico Jose Vizari, citato nell’articolo, ricorda bene le lacrime di emozione di Barbara dietro la maschera, nemmeno celate. Dice Jose “sono momenti unici. Sono attimi per i quali vale la pena vivere. Il resto è quel sottile fastidio che ti viene quando senti, leggi che quei posti che hanno dato tanta gioia per averli cercati e trovati, oggi qualcun’altro si arroga come scopritore.                                                   *Ser*

Diplodus cervinus – Sarago faraone – Sarago Reale

Il Merak

29/09/2012 – 06/10/2012: crociera sub isole Egadi a bordo del Merak con il comandante Filippo La Ciura Vicuna 

il Merak

il Merak con il comandante Filippo La Ciura Vicuna

il Merak

il Merak – L’alba

il Merak – L’alba

il Merak – L’alba

il Merak – L’alba

Sei sola, il meteo non è dalla tua parte, ti carichi addosso una bombola, scruti il mare, avverti chi di dovere che stai scendendo e vai a vedere cosa puoi inventarti e cosa puoi mostrare agli appassionati che verranno a trovarti. Non è semplice, non è nemmeno sicuro, perchè quando sei sola a volte un semplice timore può trasformarsi in paura. Però lo fai, per passione e per quel senso di avventura che hai dentro. Poi succede che passa qualche anno e magicamente quei posti non li hai scoperti tu, c’erano, si dà (lo fanno tutti) per scontato che sono sempre stati lì e che li conoscevano tutti e scopri che i nomi di fantasia che tu hai dato a quei posti sono quelli che tutt’ora hanno. Non vuoi niente in cambio, a volte solo un grazie sarebbe sufficiente. Ma nemmeno ti piace che ci si dimentichi di chi per primo\a tra le onde, nel blu totale, in solitudine, sia andato a vedere e a scoprire cosa si nascondeva sotto la superficie. E allora tutti a farsi l’allegra scampagnata , a fotografare, a fare gli eroi dove “qualcuno”, prima, si è un po’ sacrificato per andare a vedere. Andare a vedere un posto nuovo sott’acqua non è come una passeggiata al parco, ma in genere è quello che facciamo. A volte mi piacerebbe che qualcuno si ricordasse. No, non succede mai, o perlomeno quasi mai. Ci si limita a farsi foto e non riconoscere mai i meriti. Anzi, spesso ho sentito per interposta persona dire frottole gigantesche. Dire “l’ho trovata io”. Ma io non ho mai voluto soldi per queste scoperte, ero solo e semplicemente orgogliosa di averlo fatto. E mi arrogo il merito, perchè è mio (pure i nomi dei siti, a volte fantasiosamente inventati al terzo spritz). Quest’estate per esempio voglio riconoscere che ho avuto la fortuna di andare a scoprire tanti posti in compagnia del paziente Jose Vizari ed è anche merito suo, che mi ha spronata, arrivare a quel ramo gigante di gerardia, agli astrospartus, ecc. però non mi sento per niente meno brillante nel dire che una condivisione mi ha fatto godere anche di più delle bellezze che abbiamo trovato. Le persone piccole non capiranno. Io capisco benissimo. Si chiama opportunismo. peccato che con questa tecnica io, a meno che non ne valga la pena, in futuro sarò sempre più gelosa di quel che vedo. E lo condividerò sempre meno. Come si dice, è troppo facile fare certe cose quando il c…o è quello altrui! Poi ci sono quelli che invece ti ringraziano ancor prima di andarci di persona e urlano che sei stata tu. E quelli sono dei Signori, ne ho un esempio presente, di una bella famiglia che conosco. Persone con le quali ho voluto condividere anche le mie sensazioni profonde di fronte ai miei scrigni di tesori in fondo al mare… e con le quali condividerò tutto. Il passato remoto subacqueo è per me da cancellare. Avrei dovuto dare più retta al nostro Comandante Filippo La Ciura Vicuna quando mi strillava ” quello che vedi tienilo per te e per le persone che reputi te ne saranno grate, gli eroi lasciali perdere”. Aveva ragione, gli eroi troppo spesso sono eroi a spese altrui…

barbarella72

Foto e video di *Filmati Di Mare*

 

Tunicato, Aplydium Proliferum

Sarago Maggiore, Diplodus Sargus

Stella Gorgone o Astrospartus, scoperta da Barbara Bongioanni insieme a Jose Vizari   a Favignana

 

Gerardia, Savalia scoperta da Barbara Bongioanni a Favignana

 

Corvine, Sciaena Umbra

Serranus scriba

Polpo

Flabellina

 

Chromis chromis

 

 

Maasella edwardsi, a destra il briozoo Margaretta cereoides

 

Labrus merula

 

Gerardia, Savalia Savalia scoperta da Barbara Bongioanni a Favignana

 

Uova di Flabellina

 

 

spugna giovane del genere Axinella

 

 

Astroides calycularis

 

Caulerpa racemosa

Caulerpa racemosa (filamento verde a grappoli) a destra spugna

30/09/2012, Punta Altarella – isola di Levanzo (Sicilia) Caulerpa racemosa è quell’alga con una specie di palline. Si tratta di una specie lessepsiana, ciò vuol dire che è originaria del mar Rosso e che è entrata nel Mediterraneo dal canale di Suez già negli anni ’20 ed è competitrice della posidonia oceanica che ne è minacciata. Ha invaso tutte le secche: Vada, Meloria, Capraia, Montecristo.
Ha una forma caratteristica a grappolo d’uva, solo che i grappoli si sviluppano verso l’alto.
Non presenta radici, ma un tallo particolarmente adatto ai substrati duri.

 

Maasella edwardsi, a sinistra il briozoo Margaretta

 

Epinephelus marginatus, cernia bruna, fase giovanile, una femmina

 

Diplodus cervinus – Sarago faraone – Sarago Reale

 

Particolare di un Astrospatus

 

Diplodus sargus-Sarago maggiore

 

 

 

una spugna giovane del genere Axinella

una spugna giovane del genere Axinella

 

Pelagia noctiluca

 

Corvine, Sciaena Umbra

 

Anemone

 

Scorpaena porcus

 

Gerardia, Savalia Savalia

 

Cerianthus membranaceus

 

Diplodus cervinus – Sarago faraone – Sarago Reale

 

Diplodus vulgaris-Sarago fasciato

Per gli altri video cliccare QUI

“Articolo a scopo didattico-istruttivo, divulgativo, informativo e ricreativo“


2 comments

  1. cesare ha detto:

    Anche un mio carissimo amico e istruttore subacqueo proprietario di un diving all’Isola del Giglio diceva: non fotografare niente, tutto quello che vedi tienitelo per te, piuttosto scrivilo su un quaderno personale. Ho ascoltato il suo consiglio. ti auguro tante belle immersioni. Ciao Cesare

    • Filmati di Mare ha detto:

      Si Cesare, ma oggi si pussono anche fare foto, video e non perdere la paternità. Per quanto riguarda mostrare i siti ad altri…… se ti immergi per diletto …. li puoi tienere per te o condividerli, magari solo con alcuni amici, è una scelta personaòe . Se i tuffi sono per professione, allora li devi condividere….. ed allora se sei lo scopritore di un particolare sito interessante e desideri il riconoscimento nel tempo della o delle tue scoperte, farai qualcosa (articolo pubblico, libro fotografico etc.) che abbiano date certe. La scrittrice di questo articolo per ogni nuova scoperta, scriverà qui sul nostro blog…… ogni dettaglio ivi compreso il nome del sito ….. avrà una data certa e nessuno potrà più dire “l’ho visto prima io” 🙂 Ciao e torna presto a visitarci . *Ser*

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