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Strumenti Nautici: Bozzelli,Grilli e Moschettoni, Bigotte

Immagini di Bozzelli d'epoca.

Strumenti Nautici: Bozzelli, Grilli e Moschettoni, Bigotte.  

Manovre veliche: “correnti e dormienti”

Da “Le navi di Colombo” Mursia.
Inizialmente le casse dei bozzelli erano estremamente limitate. I bozzelli avevano stroppi, i quali erano stroppati attraverso fori praticati nella cima delle casse che erano più lunghe di quelle attuali……………………Non sappiamo se le bigotte a canali fossero utilizzate per le sartie maggiori
poichè noi le conosciamo solo utilizzate per gli stragli. L’enciclopedia spagnola pone anche accanto alla voce “vigota” (bigota) la riproduzione fotografica di una vecchia bigotta a canali proveniente da Palos (vedi foto)………quella illustrazione di bigota sembrò in un primo tempo illuminante.
Ma la descrizione più recente nell’enciclopedia indica come bigotta un bozzello rotondo con due o tre fori. La bigotta a canali in Spagna si chiama anche (bigota de estay) cioè bigotta di straglio.
Le casse dei bozzelli non erano in metallo; l’attacco alle bugne era effettuato con bastoncini infilati fra l’anello dello stroppo e le bugne stesse…………

Antica bigotta a canali reperita nel porto di Palos

Antica bigotta a canali reperita nel porto di Palos, porto di partenza
della Santa Maria di Cristoforo Colombo”  (Le navi di Colombo) Mursia.

bigotte a cuore
bozzelli

Grilli e i moschettoni sono utilizzati solitamente per collegare le cime alle vele, ma possono anche essere impiegati per molte altre funzioni di unione e anche per riparazioni d’emergenza. I moschettoni a differenza dei grilli sono concepiti per essere aperti istantaneamente e senza troppa fatica da parte del velista anche quando sottoposti a trazione. La cassetta degli attrezzi di bordo ne deve racchiudere sempre una certa quantità di scorta. Solitamente sono realizzati in acciaio inox secondo lo standard ANSI 304 o il più restrittivo ANSI 312.

Grilli e Moschettoni

Bisogna sempre diffidare da grilli e moschettoni anonimi in quanto su quelli marchiati e’ sempre stampigliato il carico di lavoro per il quale sono concepiti e garantiti dal produttore. Ad occhio nudo sono praticamente identici ma l’uso dimostra che hanno resistenze assolutamente differenti.

Facciamone ora una classificazione citando i tipi più comuni:

1. Grillo diritto o standard: il più utilizzato. Il perno si avvita o si chiude, con una chiavetta all’estremità che gli impedisce di sfilarsi.

2. Grillo a cetra: il suo arco più largo consente di accogliere più attrezzatura insieme.

3. Grillo ritorto: si utilizza quando lo sforzo è perpendicolare all’asse del perno.

4. Grillo a scatto: un grillo con chiusura a scatto per evitare che il perno scappi dalla drizza o dall’occhiello.

5. Moschettone di sicurezza: destinato a ogni utilizzo, può reggere carichi di 2 tonnellate.

6. Moschettone da pompiere: facilmente agganciabile e apribile, serve ad assicurare un’imbragatura, una lifeline o una cima sulla draglia o sull’anello del gommone.

7. Moschettone da drizza con articolazione: possiede la particolarità di aprirsi completamente per liberare istantaneamente la cima o il cavo che trattiene

Un tempo gli antichi erano convinti che il ferro fosse il materiale più duro in assoluto derivante dalla natura, poi alcuni aggiunsero altri metalli e minerali al ferro ed inventarono l’acciaio, in tempi più recenti le fibre sintetiche hanno preso l posto dei materiali in leghe ferrose soprattutto in certi settori merceologici dove la flessibilità ed il carico di trazione, sono le principali doti del materiale.

La nautica è certamente un campo nel quale da sempre si sono usate le fibre tessili, in origine di canapa, per realizzare cime, gomene, scotte, sartie ecc. Nei corso dei secoli e con l’avvento della vela moderna le barche hanno sostituito le fibre tessili con cavi d’acciaio che, pur non essendo molto flessibili, garantivano carichi di rottura certamente migliori.

Al giorno d’oggi la ricerca nel settore delle fibre tessili di origine polimerica e di sintesi ha fatto passi da gigante e di recente il mercato è stato rivoluzionato dall’arrivo di una fibra denominata Dyneema.

Boston: Lo storico Charlestown Navy Yard

Boston. La città si sviluppa intorno al Charles River e le sue sponde sono un continuo di warfs (pontili) storici e moderni che hanno ospitato gli eventi più importanti di questi luoghi.
Lo storico Charlestown Navy Yard sul lato nord del fiume.
Il cantiere fu fondato nel 1800, e nei sui 174 anni di attività qui furono costruite più di 200 e mantenute migliaia di navi della flotta americana. All’interno del cantiere si costruiva tutto ciò che serviva a bordo, dalle cime, alle catene sino alle dotazioni elettroniche.  Fonte: velagiro.it

Attrezzatura velica

Le attrezzature veliche di una imbarcazione a seconda del loro uso si definiscono correnti o dormienti, sono correnti quelle mobili e dormienti quelle fisse.

Manovre correnti

Amantiglio è la manovra per sostenere un’asta

Avvolgifiocco è un congegno, meccanico o manuale, utilizzato per avvolgere il fiocco allo stallo al posto di ammainarlo, oppure lo si svolge al posto di issarlo, può essere anche usato per ridurre la superficie velica.

Boma è l’asta incernierata all’albero su cui si inserisce la vela randa.

Bompresso è il piccolo albero obliquo posto a prua che permette di usare triangoli di prua o fiocchi più grandi;

Bozzello è il nome marino della carrucola.

Drizza è il cavo di metallo o tessuto che permette di issare oppure ammainare le vele.

Rinvio è un congegno che viene usato per cambiare la direzione del percorso di un cavo.

Scotta, cavo tessile utilizzato per l’orientamento delle vele.

Tangone, asta che permette di portare fuori bordo una vela (spinnaker, fiocco ecc..).

Verricello è un piccolo argano utilizzato principalmente per la manovra delle scotte e delle drizze.

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