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Strumenti Nautici: Clessidra Nautica

Clessidra Nautica - 30 minuti (moderna) Misure:Ø. 100 x H. 200 mm

*Gli oggetti Nautici sulle navi di ieri e di ogni tempo*

Strumenti Nautici: Clessidra Nautica

Gli orologi ad acqua, sabbia e fuoco sono strumenti tellurici che misurano grazie a elementi naturali, non sono misuratori cosmici come gli orologi solari.
Sono i cosiddetti “orologi elementari” e sono utili anche se non si osservano il sole o le stelle.
L’orologio di sabbia (clessidra) è vincolato a una determinata concezione del tempo “il tempo passa, scorre, fluisce” e ad un senso della vita e della morte opposto al tempo meccanico, diviso in unità e ciclico.
L’origine delle clessidre è incerta. Cominciano a venire menzionate tra il XIV e il XV secolo e le loro apparizzioni aumentano tra il XVI e il XVIII secolo.
Il principio della loro decadenza è situabile all’inizio del secolo XIX.
L’ipotesi più probabile è che sia stato inventato nell’Europa Medioevale più o meno al tempo dell’invenzione dell’orologio meccanico.
Entrambi convissero in competizione durante secoli.
I tre luoghi in cui si impose con maggiore forza l’uso della clessidra fuorono i laboratori di lavoro (i professori in classe, i cittadini etc.), il pulpito (i sermoni della chiesa protestante e i tempi delle preghiere domestiche) e le imbarcazioni durante lunghe traversate.
Nella navigazione svolse il suo ruolo più importante (tre tipi diversi: per misurare le guardie-come quello che presentiamo, quelli più piccoli per misurare la velocità della navigazione e quelli più eleganti, come quelli che tenevano gli ufficiali nelle loro cabine.
Si compone di due parti: il cristallo e la cassa. In origine le due ampolle venivano unite dall’orologiaio, dopo aver messo tra loro un disco in metallo forato attraverso il quale passa la sabbia.
Questa sottile cintura costituisce la parte più fragile dell’orologio.
Per questa ragione ci si rinforza con un pezzo di tela grezza, protetta a sua volta da un laccio di cuoio che viene coperto con dei fili colorati intrecciati “alla turca”.
Negli esemplari più preziosi il filo viene sostituito con seta o un cordone finissimo in oro e argento. fonte: dime-italy.com

La clessidra a sabbia per nautica

 

 

La clessidra a sabbia è uno strumento per la misura del tempo, costituito da due recipienti di forma approssimativamente conica collegati al vertice tra di loro e in cui la sabbia contenuta fluisce con regolarità dal cono superiore a quello inferiore in un tempo preciso. Al termine è sufficiente capovolgere lo strumento per iniziare un altro periodo. La durata del ciclo dipende dalla quantità e qualità di sabbia, dalla dimensione del collo e dalla forma dei bulbi. in alternativa alla sabbia sono utilizzati polveri di calcare (da gusci di uovo o marmo polverizzati). La clessidra inizialmente era basata su un flusso costante di acqua che fuoriusciva da un contenitore. Poiché il flusso di acqua non era facilmente controllabile e dipendeva da diverse variabili, questo strumento non era né preciso né accurato. Però fu il primo strumento di misura del tempo indipendente dalle osservazioni astronomiche. In Grecia l’uso della clessidra fu introdotto nel 325 a.C., sotto forma di contenitori in pietra di forma tronco conica che facevano fuoriuscire acqua da un foro sul fondo ad un ritmo costante. Altre clessidre avevano forma cilindrica o a coppa e venivano lentamente riempiti da un flusso costante di acqua. Alcuni segni sulla superficie interna del contenitore indicavano il trascorrere delle ore al salire del livello del liquido. Un’altra versione era costituita da un contenitore di metallo forato sul fondo che, posto a galleggiare in un contenitore più grande, affondava in un tempo determinato. Questo sistema è rimasto in uso fino al XX secolo in nord Africa.

Questi orologi erano in genere impiegati durante la notte, ma non di giorno, quando erano disponibili le più precise meridiane.

A partire dalla prima metà del III secolo a.C. furono introdotti vari meccanismi per aumentare la precisione dello strumento regolando la pressione e mantenendo costante il flusso dell’acqua, ma anche per offrire una migliore visualizzazione dell’ora. Gli esemplari più evoluti potevano suonare campane o gong, aprire finestre per mostrare immagini, oppure avevano indicatori mobili, quadranti o rappresentazioni di corpi celesti. Su una nave, la misura del tempo pone alcuni problemi particolari: gli sbalzi di temperatura, il movimento, e l’umidità possono influire sulla precisione della misura. In una prima approssimazione, i marinai prendevano nota del passare del tempo semplicemente valutando la posizione del sole. Dal sorgere del sole a mezzogiorno l’intervallo è di circa sei ore, e di altre sei ore, da mezzogiorno al tramonto; ma in genere tutti i giorni o sono più o meno lunghi e per tanto tempo questa approssimazione è stata accettata. I marinai “tenevano conto” del tempo con clessidre che soddisfacevano i loro bisogni. Per tenere conto di quanto tempo avessero lavorato, usavano una clessidra della durata di 30 minuti .

Il periodo di servizio di quattro ore a bordo della nave era detto orologio, Una clessidra della durata di quattro ore sarebbe stata troppo pesante e la sabbia in essa maggiori probabilità di ostruzione e perciò utilizzavano clessidre della durata di 30 o 60 minuti. Per essere sicuri che il mozzo fosse attento, poiché il suo compito era quello capovolgere la clessidra ogni 30 minuti, e per far sapere a tutti il tempo, il mozzo suonava la campana della nave. Suonava una volta ogni mezz’ora nel corso di una guardia di quattro ore. Così, allo scadere della seconda ora, suonava quattro volte la campana, dopo la terza, sei volte.
Fonte: museodelmarenapoli.it

Clessidra. Marina (moderna) Misura: H:19 cm L: 10 cm

Le clessidre a sabbia sono la diretta evoluzione di quelle ad acqua e sono appena meno fragili. Fanno la loro comparsa sulle navi d’alto mare verso il XV – XVI secolo e servono a scandire le ore di guardia piuttosto che a misurare la distanza percorsa dalla nave, la cui velocità veniva stimata ad occhio. Che si tratti di clessidre da un’ora, o di grandi clessidre da quattro ore, dette “da battaglia” perchè venivano usate quando si temeva che i colpi di cannone facessero saltare gli orologi meccanici, o ancora di piccole clessidre da solcometro, tutti questi primitivi segnatempo conserveranno il loro posto a bordo delle navi fino a quando non verranno imbarcati i cronometri marini. Le clessidre marine, dovendo essere periodicamente rovesciate, non erano più affidabili del personale incaricato di questa manovra. Non era raro il caso di un timoniere che “mangiasse la sabbia”, ossia girasse lo strumento prima che tutta la sabbia avesse finito di scorrere, allo scopo di accorciare il suo turno di guardia.

clessidra inglese a base pentagonale

 

 

Questa clessidra inglese a base pentagonale è calibrata sulla durata di un’ora e si compone di due ampolle unita da una placca. La placca ha un foro calibrato per lasciar passare nel tempo richiesto una polvere di guscio d’uovo. I labbri rialzati delle ampolle servono a trattenere l’intreccio dei fili che tengono insieme lo strumento (fine secolo XVIII). Fonte: navievelieri.it

clessidra di bordo, per il cappellano,(ore degli offici religiosi).

 

Della fine del XVIII secolo, con montatura in ottone e le basi adornate con motivi religiosi, questa bella clessidra segna a bordo, per il cappellano, le ore degli offici religiosi.Fonte: navievelieri.it

clessidra nautica da solcometro

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Questa clessidra da solcometro è da trenta secondi. Funziona con granelli di sabbia abbastanza grossi ed ha il vantaggio di poter proteggere le sue fragili ampolle girando di 90° il contenitore di ottone, una caratteristica molto apprezzata dai marinai alle prese con i colpi di mare!Fonte: navievelieri.it

Articolo a scopo didattico,divulgativo ed informativo

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