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Arte del vetro soffiato, Maestri veneziani

Arte del vetro soffiato, Maestri veneziani

Arte del vetro soffiato, globo USA

Arte del vetro soffiato, globo USA

Arte del vetro soffiato                                                                      Si rimane affascinati al solo pensiero di come gli artisti del vetro soffiato a mano sappiano domare il vetro a loro piacimento e si immagina che i mastri siano in grado di fare  di tutto con il vetro.

Ma non è proprio così e lo scopriremo tramite questo articolo che lascerà uno stupore incommensurabile nel lettore. Prima di narrare una storia attuale che ha dell’incredibile, crediamo che siano doverosi alcuni
cenni storici, sintetizzati in punti, della storia della lavorazione del vetro soffiato di Murano e del Veneto.

Vetro di Murano e del Veneto è la denominazione che caratterizza i vetri artistici lavorati a Murano e nella regione Da cosa è composto il vetro? Il vetro soffiato è un composto di silice con l’aggiunta di carbonato di sodio. Ad altissime temperature queste polveri fondono e divengono vetro, malleabile, che quindi possono lavorare con diverse tecniche e realizzare meravigliosi oggetti in vetro soffiato o vetro massello.

I cenni storici:

  • L’area in cui sorgerà Venezia in epoca pre-romana rappresentava, nella zona dell’Alto Adriatico, il punto d’arrivo di tutti gli scambi marittimi con le coste orientali del Mediterraneo. Tra tutte le merci giunte dall’Oriente, il vetro godeva di un ruolo di rappresentanza. A riprova di ciò attraverso scavi effettuati per la bonifica di edifici storici, sono state repertate strutture abitative di epoca romana, per cui ufficialmente si pensava che la città di Venezia fosse sorta dai transfughi delle città romane per trovare scampo dai barbari.
  • Si ritiene che la vetreria ebbe origine a Murano nell’VIII secolo, con notevoli influenze asiatiche ed arabe, dal momento che Venezia era un importante porto commerciale.
  • Il Quattrocento
    Inizialmente il vetro soffiato aveva scopo utilitaristico ed infatti se ne conserva poca documentazione, mentre nel 1400 a Venezia si cominciò a produrre l’oggetto in vetro anche con scopo puramente artistico-estetico. Nella seconda metà del XV secolo comparvero opere di pittori su vetro cristallino
  • Il Cinquecento
    In questo secolo, oltre al cristallo decorato o al vetro bianco trasparente decorato con il lattimo utilizzato a filigrana (lunghe e sottili canne inserite nel vetro trasparente), si decorò il vetro con l’incisione a punta di diamante o pietra focaia, che graffiava la superficie del vetro con un disegno prestabilito, su invenzione di Vincenzo di Angelo Dal Gallo nel 1534 che fu usata dando l’immagine del cristallo come avvolto da un fine merletto. Altro tipo di lavorazione dell’epoca fu il “vetro ghiaccio”, rugoso e screpolato all’esterno, lucido ma non trasparente.
  • Il Seicento
    Nel Seicento non vennero prodotti oggetti particolarmente innovativi, ma poi il vetro si contraddistinse per la produzione di manufatti chiamati à la façon de Venise prodotti all’estero con artigiani locali o molto spesso da maestri vetrai muranesi espatriati. Questi, assecondando il gusto dei paesi ospitanti, enfatizzarono i motivi del decoro barocco comparsi nel secolo precedente anche sul vetro colorato, come ad esempio la decorazione dei gambi sui calici denominati “ad alette” . Purtroppo questo secolo rimarcò il grande esodo dei maestri muranesi che trovarono dimora nelle grandi città del Nord Europa più per la miseria dovuta alla rigidità delle leggi repubblicane che da obiettivi economici. Ed è infatti in questo periodo che l’arte del vetro cominciò a decadere pur avendo validi artisti, dando spazio all’affermazione del vetro boemo.
  • Il Settecento
    Per tentare di uscire dalla grave crisi in cui si era imbattuta l’arte vetraria all’inizio del XVIII secolo, il muranese Giuseppe Briati avviò una produzione di vetro simile per composizione a quella dei vetri boemi, senza imitare le opere ma tentando di vincere la concorrenza. Per quanto riguarda i vetri incisi a rotella, tecnica anch’essa boema, seppur variandone la foggia, dovettero essere chiamati cristalli “all’uso di Boemia”. Ciononostante, la produzione di Briati, approvata dal Consiglio dei Dieci del 1737, ebbe un enorme successo. Tra gli oggetti più noti si annoverano le “chiocche”, lampadari a molti bracci decorati da festoni, fiori e foglie, i “deseri” centri tavola, gli specchi di cristallo colorato e il famoso “lattimo” che imitava la porcellana. A Murano il lattimo era opera soprattutto della famiglia Miotti e dei fratelli Bertolini, che nel 1739 avevano ottenuto dalla Repubblica di Venezia l’esclusiva di decorarlo in oro. Quest’epoca è anche quella della produzione di vetri mimetici come il “calcedonio”, l'”avventurina” ed i vetri soffiati decorati a smalto a caldo
  • L’Ottocento
    Caduta la Repubblica di San Marco, nel 1797 cominciò per Venezia una crisi industriale e occupazionale, poiché nel 1806 i decreti napoleonici sancirono l’abolizione delle corporazioni artigianali, e quindi l’opera dei vetrai perse la tutela della Mariegola dell’Arte; in più le fornaci soffrirono la concorrenza della Boemia, Stiria e Carinzia, delle cui produzioni in vetro abbondavano i nostri mercati. Inoltre, l’imponente emigrazione dei vetrai, diffuse i segreti professionali mentre le materie prime importate e i prodotti esportati, subirono l’alto peso della tassazione. Una stasi si manifestò, quindi, tra la fine del XVIII secolo e l’inizio del XIX secolo, sia a livello tecnico che estetico, anche se si continuava molto rozzamente la tradizione dei vetri dipinti a smalto dei Brussa. La rinascita fu merito nel 1838 di Domenico Bussolin e di Pietro Bigaglia nel 1845, che ripresero a produrre vetro filigranato dai colori vivaci e dalla varietà di intrecci e alla produzione dell'”avventurina” e di Lorenzo Radi coi “calcedoni”. Successivamente, nella metà del secolo, i fratelli Toso fondarono la fornace omonima e nel 1859 Antonio Salviati creò il laboratorio collaborando con l’abate Vincenzo Zanetti alla Fondazione dell’Archivio e alla Scuola di disegno per vetrai, che diverrà Museo del Vetro.
  • Il Novecento
    Il XX secolo comincia a Murano con nuovi processi di lavorazione del vetro di foggia moderna. Il primo innovatore fu Vittorio Toso Borella, che creò, intorno al 1909, due ciotole in vetro leggerissimo decorate con aironi e fiori acquatici a smalto trasparente. A Vittorio Zecchin, artista del gruppo secessionista di Cà Pesaro, si devono creazioni in vetro mosaico realizzate nella fornace dei Barovier ed esposte a Cà Pesaro nel 1913. Nel 1914 divenne famosa la lastrica “barbaro” disegnata dal pittore Teodoro Wolf Ferrari. Dopo l’interruzione dovuta alla Prima Guerra Mondiale, le fornaci ripresero la produzione adottando uno stile essenziale e funzionale. Subito dopo la guerra iniziarono le collaborazioni tra artisti e fornaci. Vittorio Zecchin stesso divenne direttore artistico della “Vetri Soffiati Muranesi Cappellin Venini e C.”, nata nel 1921 e specializzata nel recupero degli stili dei vetri cinquecenteschi, tratti dai dipinti rinascimentali, come ad esempio il “Calice Costolato” ed il “Vaso Veronese”. Altri artisti come il pittore Guido Cadorin e lo scultore Napoleone Martinuzzi collaborarono con le aziende e quest’ultimo, nel 1925, alla separazione di Cappellin e Venini, divenne direttore artistico della “Nuova Vetri Soffiati Muranesi Venini e C.” fino al 1932.
  • Oggi: Tempi moderni
    Solo oggetti per turisti visitatori ? Solo oggetti standardizzati? Nessun desiderio di cimentarsi in qualcosa di nuovo ?

Quanta bravura, quanta storia indiscutibile e tanta ammirazione per i maestri del vetro soffiato.

Cliccare sulle singole foto della galleria per ingrandire

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Dopo questa premessa ecco la storia di cui abbiamo fatto accenno in testa all’articolo. 

Una signora che chiameremo Sonia, artigiana creatrice di oggetti frutto del proprio ingegno che opera con la lavorazione di metalli etnici (argento, ottone e rame) e nel settore di pietre pregiate e semi-pregiate e lavorazione di materiali vari, nota nel web e partecipante a festival medioevali o a vari temi, visita in Florida, pochi mesi or sono una attività americana che crea delle sfere o globi manufatti di vetro soffiato a mano con all’interno l’albero della vita.

Un oggetto particolarmente interessante per la sua attività artigianale: ne acquista un esemplare e lo esibisce, qui in Italia, al pubblico come campione non in vendita. L’oggetto ha avuto un grande riscontro e consensi, nonché molteplici richieste d’acquisto.

Pertanto la naturale conseguenza è stata di voler replicare il globo  in Italia. Quale posto migliore se non rivolgersi ai professionisti mastri vetrai del Veneto. E’ il loro settore certamente per le notorie capacità i problemi saranno limitati all’organizzazione.

Prima di continuare la storia osserviamo questa sfera sconosciuta in Italia, ma che ha destato un interesse incredibile, tramite qualche foto ed informazioni.

La sfera è portatrice di messaggi o sentimenti: ha un tema o più temi secondo i colori ?

La risposta è certamente affermativa: non è solo una palla di vetro soffiato molto accattivante per la sua estetica unica. Non è una sfera natalizia (quelle sono facili per i mastri veneti), ma  sono globi regalo a tema con un preciso significato per chi lo riceve e per quello che si desidera dire ad un amico, un parente, una persona cara: ogni globo ha un tema, un nome.

Un presente che può significare, ad esempio, amicizia, amore, felicità, famiglia, cura, consapevolezza, sogni, gentilezza, fede, gratitudine, auguri, gioia, speranza, saggezza, fratelli, conoscenza  il tutto secondo il colore che cambia per ciascun tema.

Qualcosa di particolare …. non una semplice pallina natalizia da albero di Natale.

In America questa opera d’arte di vetro soffiato a mano viene prodotta sostanzialmente in tre misure:                                                          – Piccola misura 3 pollici (come una palla da baseball)
– Grande misura circa 6 pollici rotonda (come le dimensioni di un pompelmo ben grande)
– Lampada a olio (circa la stessa dimensione della grande, ma con una base piatta e uno stoppino)
– Extra Large (che bellezza! misure circa 12 pollici il doppio della grande)

Dentro ogni sfera c’è l’albero della vita, sempre in vetro soffiato. Molto belle, un vero spettacolo!

Arte del vetro soffiato, globo USA tipo lampada ad olio

Arte del vetro soffiato, globo USA tipo lampada ad olio

Cliccare sulle singole foto della galleria per ingrandire

La signora Sonia il 16 luglio 2018 giunge in Veneto al fine di recarsi, tra Murano e dintorni, da alcune fonderie e da masti del vetro soffiato per prendere accordi per la realizzazione di alcune sfere.
La signora Sonia con una lista di nomi ed indirizzi comincia la visita di alcune fornaci accompagnata da una nipote sedicenne che vive da sempre a Mestre.

Al primo contatto, dopo aver mostrato il campione, riceve una risposta negativa. Il maestro artigiano confessa di non essere in grado di replicare i globi!

Dopo aver parlato con molti mastri veneti esperti notoriamente nell’arte del vetro soffiato ed aver ottenuto solo riposte negative, un sorriso amaro non può non sorgere tra la signora Sonia e la sua nipotina. Un sorriso ironico d’incredulità.

Ma è incredibile …. non sono in grado di replicare questo globo americano della Florida “arte del vetro soffiato a mano” . NESSUNO ha detto neanche di volerci provare magari per orgoglio professionale della loro bravura.

Non è certamente edificante per l’arte italiana del vetro soffiato.  Un operatore ha detto in veneto (ma capiti) alla titolare di una fornace che oltre ad non essere in grado, che temeva una figuraccia ed allora le scuse cominciavano a fioccare in quella fabbrica ed in altre successivamente:  “troppo lungo e COSTOSISSIMO, etc.”

Il resoconto di una lunga giornata, riassumendo, è stata: incapacità alla realizzazione del globo,  affermazione che l’albero della vita inserito nel globo vuoto non lo sanno fare e poi le varie scuse laconiche come la lavorazione lunghissima o costi di produzione alti ed improponibili !

Uno spiraglio si è aperto all’ultima visita. Alla zia Sonia e nipotina viene consigliato di parlare con un vecchio mastro molto bravo. Questi, vedendo il globo, ha dichiarato che forse era possibile. Si è preso il tempo per far visionare l’oggetto al titolare della fabbrica. Dopo qualche minuto è tornato con una risposta già e fin troppo ascoltata!

In molti hanno visionato la sfera originale e tanti sono rimasti esterrefatti per la sua bellezza sia per l’estetica che per la lavorazione .

Ma allora sono più bravi i maestri del vetro soffiato a mano della Florida? Oppure, gli esperti mastri sono espatriati come visto qui nell’articolo nei cenni storici?
Come visto oltre che in Florida, esistono alcune fabbriche del vetro soffiato nel nord Europa, in Italia (oltre Veneto) in Slovenia (artigiani del vetro soffiato che vengono da Lubiana con tradizione di famiglia trentennale)

Ma poi ci sono i cinesi che imitano tutto, copiano e con bravura, serietà e precisione ogni cosa. Consigliamo alla signora Sonia di rivolgersi ai cinesi che se ancora no hanno il prodotto a breve esisterà oppure fare acquisti in Florida?

Chissà se qualcuno del settore leggerà questo resoconto e si sentirà diciamo ….. almeno confuso.

Abbiamo catturato questa immagine dell’artista belga Jane-Sylvie Van den Bosch 

L’arte del vetro soffiato a Lier, Belgio – C
Belgium artist Jane-Sylvie Van den Bosch (L) and glass

L'arte del vetro soffiato a Lier, Belgio - C

L’arte del vetro soffiato a Lier, Belgio – C

La sfera che l’artista belga sta creando non somiglia a quella della Florida?  Forse Jane-Sylvie Van den Bosch sarebbe in grado di copiare quella USA: sarebbe interessante scoprirlo!
Ma chi è Jane-Sylvie Van den Bosch, è più capace dei nostri mastri veneti?
Jane-Sylvie Van den Bosch è un Artista manuale che parla di se:

Vengo dalla linea, dal disegno, dallo schizzo. All’inizio c’è la linea. Linea di vita su cui si articolano materiali, possibilità, punti di vista. 

Ispirato dalla natura, a volte umano, il mio lavoro, la mia ricerca artistica, parla degli aspetti intricati della realtà che ci circonda. Livelli interattivi, diversi “livelli”. 

Pittore e scultore dal 1988, la realizzazione di prototipi e scenografie mi ha permesso di approcciare diversi materiali compositi e diverse tecniche. 

Per molto tempo ho cercato un mezzo di espressione tridimensionale sottile e forte, capace di trascrivere “l’umano” dal tocco stampato sul materiale, ma anche di integrare colore, trasparenza, opacità, finezza, il disegno. Il mio incontro con il vetro è stato decisivo nella mia ricerca artistica. 

Diplomato nel 2010 dall’Institut voor Kunst & Ambacht – IKA Mechelen – Belgio, come artista del vetro, ho anche partecipato a numerosi workshop offerti in Germania, Francia o Spagna da produttori di vetro internazionali come Richard Price, Mathew Butchner o Kenji Ito. 

Soffiatura, pasta di vetro, incisione, sabbiatura; attraverso diverse tecniche, calde o fredde, trasformo il “vetro” e cerco di esprimere attraverso questo mezzo, a volte associato ad altri, la mia percezione del mondo. 

CONTATTO Jane-Sylvie Van den Bosch

www.jane-sylvie.be 

00 32 (0) 475 80 17 94

 

Abbiamo voluto fare una intervista ad una veneziana, vediamo la sua reazione.
L’intervistata, la chiameremo Catia, è una signora di grande sensibilità nata e vissuta a Venezia.
Ci ha raccontato che molti anni fa, allora diciottenne, lavorava presso una famosa fornace a Murano gestita da suoi parenti.

Svolgeva varie attività nella fabbrica: dall’accogliere i clienti e visitatori sbarcati sull’isola per ammirare le lavorazioni alle vendite e spiegazioni tecniche. Conosceva molti artisti del vetro soffiato, mastri di vecchio stampo.

La signora Catia, nell’apprendere la nostra storia, è passata dall’incredulità alla perplessità ed è rimasta senza parole!

Infatti è riuscita a pronunciare solo alcune frasi  con visibile difficoltà.

Subito ha esclamato: ” Non ci posso credere…. 😳😳😳” e di rincalzo “Ridere per non piangere…….. ”

Dopo qualche attimo di smarrimento è riuscita ad esprimere concetti decisi: <<avevo capito subito che NON potevano essere delle semplici … “palle di Natale”
Ma delle vere opere artigianali con un PRECISO significato….. e con un particolare lavorìo>>

Un’amica di Catia ha subito commentato ” penso che questo globo sia un pezzo artistico, … un vero tesoro, allora per questo non trovi qui, si , in America bene cosi, ma grazie mille perche mi hai fatto vedere ciò che bello”
La signora Catia con profonda tristezza ha continuato ” Come si è ridotta anche Venezia. Tutte quelle aziende rinomate in tutto il mondo, hanno “maestri” vetrai che NON FANNO PIÙ OPERE FATTE A MANO, forse con lo stampo sì, credo. 😤😤😤”

Non è riuscita a dire altro se non “Mamma mia. Dove sono i VECCHI maestri vetrai che INGLOBAVANO a mano figure d’ORO ZECCHINO dentro il vetro…… 😭? ” (Quelli che Catia conosceva molti anni or sono)

L’amica di Catia lapidaria :”….. in America, cara!”

 

“Articolo a scopo didattico-istruttivo, divulgativo, informativo e ricreativo“

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