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Archive for Note Tecniche

Professionista della subacquea ,carriera nella subacquea

Professionista della subacquea  

carriera nella subacquea

Professionista della subacquea  ,carriera nella subacquea

Professionista della subacquea ,carriera nella subacquea

Professionista della subacquea  

carriera nella subacquea

In questo articolo di Claudio Compagnone potremo conoscere come deve essere un professionista della subacquea, la sua carriera, come si fa a diventare Istruttore Sub e potremo ottenere molte indicazioni che persolalmente non solo  ritengo utili, ma indispensabili. Prima di addentrarci nell’articolo con le parole di Claudio vorrei presentarlo ai lettori:

nasce come appassionato dell’ambiente marino solo dopo quattro mesi dalla nascita quando viene avvicinato all’ambiente liquido nelle incantevoli ed incontaminate acque di » Read more..

Sidemount ,tecnica di immersione su relitti e in grotte

Sidemount

Sidemount in immersione

Sidemount tecnica di immersione

Sidemount ,tecnica di immersione

Con questo articolo presentiamo la tecnica di immersione Sidemount. Side mount una parola sconosciuta a molti subacquei e sono sicuro che il solo termine ha già incuriosito molti.

Cominciamo subito con una introduzione per poi addentrarci nella parte tecnica.                                                                                            Claudio Compagnone

Side Mount, la rivoluzione

In realtà non è affatto una novità, qualcosa del genere si faceva già negli anni 60 nel Regno Unito, dove speleologi usavano utilizzare due piccole bombole fissate alle cosce con delle cinghie, questo tipo di configurazione permetteva loro di attraversare pozzetti, cunicoli e passaggi pieni d’acqua che collegavano grotte piene d’aria.

Gli speleosub negli Stati Uniti iniziarono ad adottare il sistema nei primi Anni 80, per attraversare gallerie sotterranee che spesso erano larghe diversi metri ma con solo pochi centimetri di altezza.
La filosofia del Side Mount è stata poi studiata ed ampliata da speleosub in Florida.

In seguito il Side mount è diventato una tecnica molto » Read more..

10 RAGIONI DI UNA CATTIVA IMMERSIONE…

 

10 RAGIONI DI UNA CATTIVA IMMERSIONE…
…E 20 CONSIGLI PER MIGLIORARLA

Quali delle seguenti sgradevoli esperienze subacquee avete già fatto ?

a)     mal di testa d)     difficoltà improvvise
b)     fatica e)     estremamente freddo
c)     paure psicologiche f)        tutte le sopra citate?

Per molti sub la risposta esatta è la f) per una semplice ragione: tutti noi abbiamo fatto brutte immersioni. Il segreto, comunque, è quello di perseverare e di immergersi frequentemente aumentando l’esperienza e la conoscenza. Sarebbe bellissimo se, tutte le volte, tutto funzionasse alla perfezione ma questo, con la subacquea, non è proprio compatibile. Analizziamo ora le 10 cause principali responsabili di brutte immersioni. Se sarete in grado di eliminarle o imparerete a gestirle, eliminerete anche la » Read more..

Tabella di decompressione

Una tabella di decompressione è lo strumento tradizionale per programmare le immersioni subacquee, è usata per stabilire l’esatta decompressione per desaturarsi dall’azoto assorbito durante l’immersione in maniera sufficiente a non incorrere nei rischi di embolia o MDD. In seguito è stata creata la tabella di immersione ricreativa, quella che è usata oggi per l’uso amatoriale al fine di rimanere nella zona di sicurezza ed evitare quindi di doversi sottoporre a delle soste obbligatorie e utilizzata e consigliata dalle più importanti agenzie didattiche di immersione. L’uso delle due tabelle è distinto. La prima si usa nel caso di programmazione di immersione con la necessità di soste di decompressione, la seconda per evitare di superare i limiti di non decompressione. La tabella di decompressione da portare sott’acqua è generalmente in plastica e indica una serie di dati necessari per immersioni di tipo sportivo, e quindi limitata a immersioni di breve durata e di bassa e media profondità, da – 15 a – 50 metri. Le tabelle complete, e che riportano anche i dati di tempo e profondità fino a situazioni eccezionali, compreso i dati di immersione ripetitiva con relativi gruppi di appartenenza di azoto residuo, sono tabelle di numerose pagine in formato cartaceo, e con relative numerose e dettagliate istruzioni, e sono utilizzate generalmente per la gestione delle camere iperbariche e per le immersioni impegnative sia professionali che militari.

Le prime tabelle, di cui gli appassionati hanno potuto disporre, sono state quelle della US Navy – Marina Militare degli Stati Uniti, pubblicate da » Read more..

Computer subacqueo

Un computer subacqueo è un computer usato da un subacqueo per misurare vari parametri durante un’immersione subacquea, tipicamente la durata e la profondità in modo da poter calcolare i tempi per una risalita sicura evitando la malattia da decompressione.

Esempio di un profilo di immersione subacquea prodotto dal software di un computer subacqueo.

I computer subacquei si concentrano sullo stesso problema affrontato dalle tabelle di decompressione, ma sono in grado di calcolare continuamente la pressione parziale dei gas inerti nel corpo basandosi sulla profondità e sul profilo di immersione del subacqueo. Dal momento che i computer subacquei misurano automaticamente questi dati si riduce la necessità di portare con sé un orologio subacqueo e un profondimetro, e soprattutto possono avvisare il sub di un’eccessiva velocità nella risalita e di eventuali tappe di decompressione mancate.

Molti computer subacquei forniscono anche altre informazioni al subacqueo, quali ad esempio la temperatura dell’acqua, la pressione del gas all’interno della bombola o il consumo medio d’aria.

Il primo computer subacqueo analogico, detto decompressometro o bend-O-meter, venne costruito dalla ditta SOS nel 1959 su progetto De Sanctis- Alinari. Fu successivamente commercializzato anche da varie ditte di attrezzature subacquee come Scubapro, Cressi etc.nel 1972. Il suo funzionamento era piuttosto semplice: una camera d’aria riempita di gas, incapsulata all’interno di un piccolo alloggiamento e collegata tramite una membrana di ceramica porosa (che simulava i tessuti), la cui pressione veniva misurata da un manometro che indicava poi le tappe di decompressione.

Molti altri decompressometri vennero in seguito commercializzati, ma vennero poi messi da parte con l’avvento dei computer elettronici. I primi esempi di computer subacquei per » Read more..

COMPENSAZIONE ,tecniche di compensazione

COMPENSAZIONE ,tecniche di compensazione

La compensazione -Scoglio Galera,Isola Di Favignana Ott. 2012

Compensazione -Scoglio Galera,Isola Di Favignana Ott. 2012

COMPENSAZIONE ,tecniche di compensazione

Cominciamo domandandoci cos’è la compensazione, con questo termine si definisce il fenomeno che determina il raggiungimento dell’equilibrio tra la pressione del gas presente nelle cavità corporee e pressione esterna. A dirla così sembra complicato, vediamo di chiarire.

Se abbiamo due contenitori pieni di gas a due pressioni diverse e collegati da un rubinetto chiuso ogni gas manterrà la sua pressione iniziale (per i pignoli: a temperatura costante), se apriamo il collegamento i due gas si mescoleranno e raggiungeranno una pressione finale omogenea nei due compartimenti.

Quando compensiamo le cavità aeree, essenzialmente l’orecchio medio, facciamo la stessa cosa, equilibriamo la pressione esterna al timpano (dovuta nel nostro caso all’acqua) e quella nell’orecchio medio esercitata dall’aria che respiriamo.

Noi siamo in grado di compensare “meccanicamente” solo l’orecchio medio, le cavità aeree come i seni (frontali, mascellari, etmoidali e sfenoidali) sono sempre in comunicazione con le cavità nasali e la loro compensazione è automatica. Se le » Read more..

TRIMIX

Il trimix è una miscela gassosa usata da taluni subacquei per le immersioni più impegnative, la si può utilizzare già a partire dai 40 metri ma solitamente viene utilizzato oltre 60 metri, oppure quando si oltrepassano i normali tempi di fondo dati dalle tabelle decompressive ad aria.

Lo scopo del trimix è di ridurre/eliminare gli effetti tossici che ossigeno e azoto scatenano con l’aumentare della pressione.

L’elio essendo un gas più leggero e inerte, entra in soluzione nei tessuti presenti nel nostro corpo più velocemente, ma allo stesso tempo fuoriesce dai tessuti con altrettanta velocità. Riguardo alle tappe decompressive, il trimix impone le prime tappe a profondità molto superiori rispetto alle tabelle di decompressione ad aria o nitrox.

La miscela è composta da ossigeno, elio e azoto. Le percentuali dei gas nella miscela sono variabili in funzione di vari parametri, vengono decise dal subacqueo stesso in base alle caratteristiche di durata dell’immersione, della profondità massima, della pressione parziale dell’ossigeno e dell’azoto e ad altri parametri che il » Read more..

NITROX Specialità d’immersione subacqua

NITROX Specialità d’immersione subacqua

NITROX Specialità d’immersione subacqua

NITROX Specialità d’immersione subacqua

NITROX, alcune notizie al riguardo
A cura di
Sergio Discepolo & Manuela Bonacina

Nonostante il Nitrox venga costantemente pubblicizzato e che insistenti voci provenienti dagli U.S.A., sua patria d’origine, abbiano più volte affermato che esso avrebbe ben presto soppiantato l’aria come miscela di scelta nelle immersioni a carattere ricreativo sia durante i corsi che nelle immersioni quotidiane, in Italia non è che abbia avuto poi tutto questo successo, tant’è che » Read more..

Immersioni profonde

Esistono tecniche specifiche per affrontare immersioni prolungate o profonde:

* immersioni tecniche – Immersioni che prevedono l’utilizzo di miscele ipossiche per gestire la tossicità dell’ossigeno in profondità, combinate con gas inerti (tipicamente elio) per limitare la narcosi d’azoto e iperossigenate per ottimizzare la decompressione; sono caratterizzate, quindi, da profondità e tempi che valicano i confini della subacquea ricreativa
* immersioni assistite dalla superficie – subacqueo assistito dalla superficie, grazie all’uso di uno scafandro;
* immersioni in saturazione – operazioni subacquee effettuate con l’ausilio di campane, e relative stazioni di superficie con ambienti iperbarici (camera di decompressione) abitabili e riscaldati, che permettono una unica decompressione/desaturazione graduale, a volte anche di molti giorni, alla fine di una serie di immersioni ad alta o altissima profondità, da ca 80 a 200 mt e oltre).

Attrezzature

Nello svolgimento dell’attività subacquea ci si avvale dell’uso di alcune attrezzature, distinguendo tra quelle usate indifferentemente dal tipo di immersione (apnea o con autorespiratore) e attrezzature specifiche di una delle due attività.

Problematiche

In particolare sono di comune utilizzo alcune attrezzature mirate a risolvere alcuni problemi particolari che si possono verificare durante l’immersione del corpo in acqua.

Respirare sott’acqua

Il primo ed ovvio problema a cui il sommozzatore va incontro è il bisogno di respirare, non avendo come le diverse specie acquatiche appositi organi idonei all’immersione. Per risolvere questo problema si è ricorsi all’uso di bombole contenenti tipicamente aria compressa. È possibile usare anche altre miscele gassose studiate per risolvere alcuni fenomeni che si verificano respirando aria compressa (tossicità dell’ossigeno, narcosi da azoto, aumento delle microbolle di gas inerte nel sangue).

La respirazione subacquea avviene quindi tramite un autorespiratore ad » Read more..

STORIA DELLA SUBACQUEA

Il desiderio di andare sott’acqua è probabilmente sempre esistito: per cercare cibo, scoprire manufatti, riparare navi (o affondarle) e forse solo per osservare la vita del mare. Tuttavia, finché gli esseri umani non trovarono un sistema per respirare sott’acqua, le immersioni sono state necessariamente brevi e convulse.

Nel XVI secolo si iniziò ad utilizzare campane subacquee rifornite d’aria dalla superficie, il primo vero sistema per rimanere sott’acqua per un tempo illimitato. Due delle principali strade di investigazione, una scientifica e una tecnologica, accelerarono notevolmente l’esplorazione subacquea. La ricerca scientifica fu portata avanti dal lavoro di Paul Bert e Scott Haldane, provenienti rispettivamente dalla Francia e dalla Scozia. Allo stesso tempo i progressi tecnologici – pompe ad aria, scrubber, erogatori, ecc. – hanno reso possibile la permanenza dell’uomo sottacqua per lunghi periodi di tempo.

A partire dagli anni settanta si sviluppò, a fianco del crescente fenomeno del turismo internazionale, un turismo della subacquea mirato alla semplice “visita” dell’ambiente sottomarino. Oggigiorno i subacquei grazie alle nuove attrezzature, sempre più leggere, tecnologiche e confortevoli, sono autonomi dalla superficie e possono spostarsi nuotando quasi senza fatica, ma durante le immersioni può anche accadere di muoversi sfruttando un veicolo a propulsione, secondo le esigenze, o semplicemente sfruttando le correnti marine.

 

SUBACQUEA

Le attività subacquee (immersione subacquea) sono quelle attività che permettono all’uomo la permanenza in un ambiente sommerso, prevalentemente acquatico, sia di acque dolci che salate, quindi in ambito prevalentemente lacunare, fluviale e marino. E possibile praticare tale attività con o senza attrezzature e a seconda del caso prende il nome specifico di immersione in apnea o immersione con ARA o ARO, in pratica sistemi di respirazione autonomi o vincolati ad aria, ossigeno o miscele respiratorie, in inglese scuba diving (vedi SCUBA), sistemi che permettono quindi l’immersione per lunghi periodi di tempo.

Si può distinguere tra subacquea ricreativa o tecnica/professionale. Le due tipologie di equipaggiamenti per la subacquea sono il sistema a circuito aperto detto A.R.A., l’autorespiratore ad aria con erogatore sviluppato da Jacques Cousteau con il nome di Aqua-lung, e il sistema a circuito chiuso detto A.R.O., l’autorespiratore ad ossigeno creato ed utilizzato per per la prima volta dagli uomini rana della Marina Militare Italiana durante la seconda guerra mondiale, più recentemente evolutosi e chiamato Rebreather, termine anglosassone che significa letteralmente rirespiratore, sistema molto sofisticato e complesso che può essere a circuito chiuso o semichiuso, in grado quindi di riutilizzare il gas respiratorio e prolungare notevolmente la possibilità di permanenza in immersione.