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Archive for Ecologia

Tropicalizzazione Mediterraneo ,Mare Nostrum

Tropicalizzazione Mediterraneo ,Mare Nostrum

Pesce Balestra  - Banco S.Croce (Napoli)

Pesce Balestra – Banco S.Croce (Napoli)

Tropicalizzazione Mediterraneo ,Mare Nostrum

Tartarughe, meduse, flora e pesci tutti di origine tropicale invadono il Mediterraneo. Boom di specie tropicali, diminuiscono quelle di acqua fredda. Specie tropicali che arrivano, specie d’acqua fredda che se ne vanno. Nel Mar Mediterraneo la biodiversità sta mutando e la causa principale è il cambiamento climatico che riscalda le acque. Certamente non è una notizia nuova. Con questo articolo analizzeremo quali sono le cause principali, gli effetti ed enunceremo alcune delle specie “aliene”

Le cause che svilupperemo nell’articolo le possiamo sintedizzare in:

  1. Tropicalizzazione del Mediterraneo
  2. Meridionalizzazione nel Mediterraneo
  3. Riscaldamento delle acque del mare

La cronaca parla sempre più spesso di specie ittiche anomale pescate o verificate dai subacquei nei mari italiani. Da dove vengono? E perchè?

– Analizziamo ora da dove provengono ed arrivano.

Il Mediterraneo naturalmente è collegato all’oceano Atlantico tramite lo stretto di Gibilterra e dal 17 novembre 1869 con l’apertura del canale di Suez con il mar Rosso ed i mari tropicali. Tramite questi due collegamenti, con » Read more..

Un Mondo senza SQUALI

Il ruolo degli squali nelle acque di tutto il mondo è piuttosto evidente, ma i punti oscuri e che necessitano di chiarimenti sono ancora molti.Relativamente ad alcune specie di squali che si trovano all’apice della catena alimentare, quello che è certo è che questi ultimi giocano un ruolo fondamentale nel mantenimento degli equilibri dell’ecosistema marino e rappresentano dei veri e propri marcatori dello stato di salute degli oceani. E’ indubbio che la scomparsa degli squali determinerebbe un’inevitabile rottura dei delicati equilibri del mondo sommerso, con conseguenze difficilmente pronosticabili sull’intero sistema.

Uno dei ruoli degli squali ha una diretta ricaduta sulle loro prede abituali: gli esemplari più deboli o malati vengono predati con » Read more..

3000 Delfini muoiono a causa delle compagnie petrolifere

Negli ultimi 3 mesi, più di 3000 delfini morti sono stati trascinati a riva sulle coste del Perù, e questa tendenza preoccupante continua a crescere. Finora, la media è di circa 30 al giorno, ma una crescita significativa è stata riportata nei giorni scorsi.

Mentre il lavaggio dei delfini morti non è del tutto insolita, l’entità di questo evento non è assolutamente naturale. Secondo i biologi, tra cui il biologo peruviano Carlos Yaipen di un organismo scientifico per la conservazione degli animali acquatici, le compagnie petrolifere sono da biasimare in questo caso. Essi credono che il rilevamento acustico (sonar) è » Read more..

Cavallucci marini: pericolo di estinzione

In soli cinque anni alcune popolazioni di cavallucci marini si sono dimezzate. Le cause vanno ricercate principalmente nell’inquinamento marino. Lo sviluppo smodato di infrastrutture costiere ha provocato la contaminazione delle acque, riducendo fortemente le zone di caccia dei cavallucci marini.
All’inquinamento causato dal turismo, si aggiunge poi la pesca di questi animali a scopi terapeutici. E’ questo il caso della Cina, che pesca enormi quantità di questi animali, per usarli come cura. Secondo la medicina tradizionale cinese infatti gli estratti di cavalluccio marino sono dei veri e propri toccasana per combattere malattie come l’asma e l’impotenza  inoltre assieme ai loro parenti pesci ago e pegasidi, sono considerati un tonico dello Yang, con azione positiva contro l’invecchiamento delle ghiandole.

Si calcola che » Read more..

L’arte al servizio della natura

Il riscaldamento globale sta interessando molte parti del mondo. L’artista giapponese Takeshi Kawano ha creato tre sculture che rappresentano l’impatto del riscaldamento globale sugli animali, e come essi stiano praticamente scomparendo sotto i nostri occhi.

Takeshi Kawano ha creato sculture suggestive che ritraggono l’ » Read more..

Mare sporco – E’ passato l’uomo! + Video

Mare sporco – E’ passato l’uomo! + Video

Mare sporco

Mare sporco ! E’ passato l’uomo!

Mare sporco e non solo sopra ma anche nel profondo blu dove i nostri occhi non vedono, spiagge sporche, Great Pacific Garbage Patch: un oceano di plastica, ………. sicuramente un argomento molto attuale ed anche scottante. Il nostro scopo è informare e sensibilizzare al fine che anche i nostri lettori facciano altrettanto per ottenere, certamente purtroppo nel tempo che possa essere il più breve possibile, l’inversione di tendenza.

Entriamo in argomento con un » Read more..

Rifiuti a mare. Monnezza gettata dalla poppa della nave

Rifiuti a mare. Monnezza gettata dalla poppa della nave

Monnezza gettata dalla poppa della nave

Rifiuti a mare. Monnezza gettata dalla poppa della nave

Un racconto , una storia, realtà o fantasia?

Come è nostra abitudine, è doveroso parlare di tutto e denunciare a gran voce inquinamenti, massacri di specie marine e quant’altro ….. e chi ci segue su FB e /o qui nel blog, chi ci conosce sa che non ci tiriamo indietro. Abbiamo più volte scritto che non facciamo gli struzzi e questo vale anche per la nostra platea …. Nessuno si “nasconda” dietro un dito. Abbiamo sempre scritto che vorremmo parlare solo di belle cose, ma sarebbe » Read more..

Neurotossine in pinne di squalo collegate a malattie degenerative del cervello

Pinne di squalo ad asciugare al sole prima della trasformazione in Kaohsiung. Il trenta per cento delle specie di squali del mondo sono minacciate o in prossimità minacciate di estinzione. Photo Credit: Heinrichs Shawn per il Gruppo Ambiente Pew.

Neurotossine in pinne di squalo

Gli squali, che sono tra i più minacciati di specie marine, vengono uccisi principalmente per le loro pinne solo per alimentare la crescente domanda di zuppa di pinne di squalo, una prelibatezza asiatica. Ora, un nuovo studio condotto da scienziati dell’Università di Miami negli rivista Marine Drugs ha scoperto che le pinne di squalo contengono alte concentrazioni di BMAA, una neurotossina legata a malattie neurodegenerative negli esseri umani tra cui l’Alzheimer e il morbo di Lou Gehrig (SLA). Lo studio suggerisce che il » Read more..

Cosmetici e test su animali: per un acquisto consapevole!!!

Iniziativa: “Cosmetici e sperimentazione animale”

ATTENZIONE: se si desidera capire in dettaglio cosa sia lo Standard “senza crudeltà” relativo ai test su animali, è necessario leggere non solo la presente pagina ma tutta la sezione, iniziando dall’Introduzione.

Le ditte “cruelty-free”: quali sono e dove trovare i loro prodotti

La lista delle aziende “cruelty-free” è compilata tenendo conto dell’adesione allo Standard “senza crudeltà” attraverso la certificazione ICEA (società indipendente di auditing) dietro accordo con LAV – Lega Anti Vivisezione; oppure dell’adesione allo stesso Standard attraverso l’associazione inglese Naturewatch; oppure dell’autocertificazione di rispetto dello stesso Standard inviata alla dott.ssa Antonella de Paola, autrice della “Guida ai prodotti non testati su » Read more..

Il mare lo stiamo uccidendo NOI

L’uso di reti da posta illegali nel Mediterraneo sta causando la morte di centinaia di migliaia di animali ogni anno, tra cui balene, delfini, tartarughe, squali, pesce spada e tonno. Ma quali specie sono più a rischio? Come The Black Fish si prepara per la sua campagna per porre fine all’uso di queste reti distruttive, guardiamo alle vittime di questa attività di pesca criminale. La maggior parte delle reti da posta nel Mar Mediterraneo, sono messe per catturare pesce spada e tonno. Tuttavia, la ricerca indica che fino a 100.000 cetacei (delfini e balene) e fino a 100.000 squali vengono catturati ‘accidentalmente’ nelle reti ogni anno nella regione del Mediterraneo da solo. I numeri mostrano che in » Read more..

L’isola che non c’è

La Garbage Island cioè l’isola di spazzatura, è un’isola che non c’è: non si vede dai satelliti e non è segnata sulle mappe geografiche ma molti media parlano. Ad es qui su La Repubblica “Nel pacifico l’isola della spazzatura” o qui su scienze.tv “Un’isola di rifiuti nel pacifico”.

Più che un’isola, trattasi di un’area molto estesa di oceano che contiene una quantità enorme di rifiuti galleggianti di plastica, che per un giro di correnti a spirale (gyre o vortex) vi si sono concentrati, accumulandosi per 60 anni. I materiali sono i più vari: flaconi, bottiglie, taniche, bidoni, boe, sacchetti, e cordame vario e pezzi di reti da pesca ad imbrigliare il tutto. Oppure la plastica è ridotta in frammenti delle dimensioni che vanno da alcuni cm ad alcuni micron.
Anziché biodegradarsi, la plastica si “fotodegrada” disintegrandosi in pezzi sempre più piccoli, fino alle dimensioni dei polimeri che la compongono la cui ulteriore biodegradazione è molto difficile. La fotodegradazione della plastica può produrre inquinamento da PCBs.
Il galleggiamento di tali particelle che apparentemente assomigliano a zooplancton, inganna le meduse che se ne cibano, causandone l’introduzione nella catena alimentare. In alcuni campioni di acqua marina presi nel 2001 la quantità di plastica » Read more..

Dossier Isola di spazzatura – …Aggiungi un posto a tavola…

plastica-2I frammenti di plastiche di cui è composta questa isola di spazzatura nel Pacifico non solo fanno schifo a vedersi ma rischiano di cambiare determinati habitat naturali. Secondo l’Encyclopedia of Coastal Process “i problemi creati sono cronici e potenzialmente globali”. Cronici, perchè le plastiche commerciali non sono biodegradabili nell’acqua di ; globali, perchè le acque inquinate non stanno ferme ma si muovo in base alle correnti.

Vi dico di più, queste porcherie fluttuando in mare accumulano su di se tutta una serie di veleni e sostanze chimiche nocive che non sono solubili in acqua. A scoprirlo sono stati, nel 2001, dei ricercatori giapponesi i quali sostengono, in base alle loro ricerche, che i detriti di plastica funzionano come delle spugne per sostanze tossiche disperse nelle acque in minuscole particelle come ad esempio, i » Read more..

Il Biorock Project

L’idea di usare l’elettricità per rigenerare la vita sott’acqua ha un che di visionario e apocalittico allo stesso tempo, tanto da poter sembrare un’astrazione degna di Jules Verne. Tuttavia, questo è esattamente il concetto alla base del Biorock Project, un metodo per nulla fantascientifico. Le elucubrazioni e gli esperimenti degli scienziati marini Wolf Hilzberg e Tom Goreau non hanno forse portato alla creazione di una nuova Atlantis, ma, tramite l’applicazione dell’elettrodeposizione, hanno prodotto un’invenzione che permette la tutela e il ripopolamento degli ambienti marini. (di Marcella Segre)
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PREMESSA
Controllare bene quanta acqua consumi la mattina quando ti fai la barba o ti lavi i denti, evitare di produrre troppi rifiuti e differenziarli scrupolosamente (pur sapendo che poi saranno riuniti e bruciati senza che questo peraltro produca nessun tipo di energia), comprare alimenti che non abbiano viaggiato tanto e che siano rigorosamente di stagione, magari biologici, usare il meno possibile la macchina, spegnere tutte le spie a led di casa che ti avvertono inutilmente che il tuo elettrodomestico è spento…mille azioni che speri siano compiute da milioni di persone. Poi ancora di più, cercare di fare il tuo lavoro in modo coscienzioso, pur sapendo che sarebbe meglio avere “un mondo senza edifici” -è una frase che ho visto scritta nel cemento fresco, del pavimento del nuovo Museo Nazionale delle arti del XXI secolo di Zhaha Hadid, da un operaio evidentemente schizofrenico)- in un mondo che ormai ne è ricoperto.
Una battaglia quotidiana giocata sui nervi e sull’attenzione, sicuramente (almeno spero) utile, ma decisamente non risolutiva.
Primo perché le decisioni importanti, quelle che veramente pesano sull’ambiente in modo diretto, si prendono altrove, ossia nei parlamenti e ancor di più nei consigli di amministrazioni delle grandi multinazionali del commercio, piuttosto che davanti allo scarico differenziato della propria tazza del cesso; prodotto tecnologico, lo scarico del cesso intendo, che poi hai trovato sul mercato già bell’è fatto, ossia qualcuno ha deciso che tu potessi comprarlo.
Quindi G8_10_20 etc., le riunioni del World Trade Organization (WTO) che » Read more..