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Archive for Inventori/Progettisti

ALBERT HICKMAN , CHI ERA COSTUI?

Albert Hickman 1877 1957

“La verità è come una stella, sembra qualcosa di piccolo ma splendente e sicuro”, questa affermazione compariva, nel 1940, nella brochure pubblicitaria del cantiere americano di William Albert Hickman. E da questo già si capisce un po’ chi fosse questo estroso e geniale personaggio, nato a Dorchester, New Brunswick (Canada) nel 1877, inventore di carene, di trasmissioni, capace di intuizioni straordinarie e, fra l’altro, anche ottimo scrittore di romanzi. Le sue biografie, oggi reperibili sul web, ne parlano come un “mistero”: era “uno che vedeva il mondo in modo profondamente differente da ogni suo contemporaneo, un intellettuale superiore a tutti”, amico di Alexander Graham Bell (telefoni) e di Henry Ford (automobili), commentatore politico, critico d’arte eccetera. E, peraltro, anche garantista collerico e arrogante. Crudele e sferzante ma spesso capace di un masochismo impressionate. Sembra che per questo in tutta la sua vita sia stato praticamente ignorato dalla stampa americana, eccezion » Read more..

Celeste Soccol ,la misteriosa slitta marina–l’idroscivolante

Celeste Soccol ,la misteriosa slitta marina–l’idroscivolante

Arcidiavolo: il primo scafo con elica di superficie

Il giorno del solstizio d’estate coincideva, come sempre negli ultimi sessantacinque anni, con quello del mio compleanno (ovviamente, il sessantacinquesimo della serie) e, quando mi sono svegliato, fuori era ancora buio.

Il mio cervello mandava in continuazione un unico, ripetitivo, ridicolo (oltre che del tutto anacronistico) messaggio: “Sleddog, in inglese, è la slitta trainata dai cani. Questo mio cervello, io lo conosco appunto da ben tredici lustri. Avete presente l’incipit di “Herzog” di Saul Bellow, quello tradotto, nel 1965, da Letizia Ciotti Miller (con la preziosa collaborazione di Angelo Sonnino dell’ufficio rabbinico della Sinagoga di Roma e del mio antico amico Erich Linder) e edito da Feltrinelli? Quell’incipit che dice: “Se sono matto, per me va benissimo”. Ecco: io, lo stesso. Insomma, lo so proprio per certo che questo mio cervello é piuttosto bizzarro ma, se pensate che il tutto accadeva in Sicilia e che per quella occasione avevo deciso di festeggiare con una crociera alle Eolie con Antonella, Provvidenza detta “Nuccia” e Saro sul mio fantastico “Exodus volans“, capite che la bizzarria era davvero estrema: che c’azzeccano con il mare (quello delle Eolie, poi mica delle Lofoten) le slitte da cani, roba da neve e quindi da » Read more..

Carlo Sciarrelli, Architetto E Progettista Navale

Sciarrelli

Difficile riassumere in poche parole il genio e l’ unicità di uno degli architetti e progettisti navali più brillanti che la storia della nautica da diporto (e non solo)  abbia conosciuto.

Nato a Trieste nel 1934, si diplomò all’Istituto Tecnico Industriale ed iniziò a lavorare per le Ferrovie dello Stato come fuochista manovratore.
Tuttavia la passione per il mare e per le barche lo avrebbe fatto entro breve approdare a diversi lidi professionali: iniziando a bordeggiare su una piccola deriva, un beccaccino, si

appropria dei segreti della navigazione e, osservando le meravigliose barche ormeggiate presso i moli triestini, inizia a studiarne le forme e le tecniche costruttive.

Da autodidatta, si avvicina alla cultura classica, studiando le più disparate discipline in maniera rigorosa e con vera passione, costruendosi un sapere eclettico e vasto che gli permetterà di esprimere al meglio il proprio genio.

Durante l’ arco della sua vita progetterà quasi 140 barche, i cui nomi verranno via via notati su una striscia di carta, affiancando alcuni di essi da » Read more..

G.50 – fast commuter – by Sonny Levi & Sergio Pininfarina

G50 ai comandi il suo progettista Renato “Sonny” Levi
G50: ai comandi “Sonny” Levi
Questa barca fu ordinata all’ing. Renato “Sonny” Levi dall’avvocato Gianni Agnelli nel 1967.

Imbarcazione G. Cinquanta
(dati di targa)

  • Lunghezza fuoritutto 11,28 m
  • Larghezza al galleggiamento 9,65 m
  • Larghezza massima 3,18 m
  • Larghezza allo spigolo 2,43
  • Immersione 0,58 m
  • Diedro allo specchio di poppa 26°
  • Peso 4,8 tonnellate
  • Motori 4 x 8 litri BPM Vulcano : HP totali 1280 HP

Le richieste per questo progetto furono: la creazione di una barca molto veloce capace di navigare ad andatura sostenuta anche in caso di avaria a qualche motore, con la possibilità di arrivare ad una velocità di 55 nodi e planare anche con mare formato.

La proposta di Levi fu un 37′ (11,28 m) largo 10’5″ (3,18 m), diedro all’ » Read more..

Superyacht Corsara – Progetto Renato Levi e Sergio Pininfarina

Nel 1970 Renato “Sonny” Levi progettò, su specifica ordinazione, una barca dai contenuti tecnologici eccezionali, lunga 14,80 m f.t. e motorizzata con due CRM da 1350 HP cadauno.

Delta
Corsara in planata

DATI DI TARGA

  • Lunghezza f.t. 14,80 m
  • Larghezza max. 4,30 m
  • Larghezza allo spigolo 3,30 m
  • Diedro allo specchio di poppa 25°
  • Peso 22 tonn.
  • Motori CRM Diesel 1350 HP cad.
  • Velocità massima 51 nodi
  • Velocità di crociera 40 nodi

Disegni di Corsara dei Cantieri Delta di Anzio - progetto Sonny Levi & Sergio Pininfarina
Disegni di Corsara

La potenza complessiva istallata su questa barca da circa 15 m di lunghezza era di 2700 HP ed il rapporo peso potenza era di 56 HP per piede (1 piede = 30,48 cm). La barca aveva un dislocamento leggero di circa 17 tonnellate a vuoto, mentre a pieno carico arrivava a 21,25 tonn., quindi il rapporto peso potenza risultava essere 158 HP per tonnellata. Costruita dai Cantieri Delta di Anzio e chiamata Corsara. Varata nel » Read more..

RENATO “SONNY” LEVI

Picture

Renato “Sonny” Levi nasce a Karachi,in India, nel 1926 e trascorre i suoi primi anni a Bombay. Dopo aver studiato in Francia a Cannes,alla fine degli anni trenta torna in India e con lo scoppio della guerra si arruola nella RAF tornando così in Europa. La passione per il volo fa si che nel primo dopoguerra studia ingegneria aereonautica ma poi il padre gli chiede aiuto come progettista per il nuovo cantiere navale che ha aperto in India e “Sonny” accetta l’esperienza. Per lui è un ritorno alla passione d’infanzia quando progettava barche a vela.
Iniziò così a progettare imbarcazioni veloci da pattugliamento costiero per il governo indiano e fu subito un successo. Grazie a queste commissioni,Levi potè anche sperimentare le sue idee fino ad arrivare a varare nel 1956 il suo primo cabinato  di 38′ per diporto. Lo “Speranza Mia” ,così si chiamava la barca, diveniva il suo  » Read more..

Paolo Caliari e la nascita del mediterranean style

In occasione della retrospettiva dedicata a Paolo Caliari, organizzata in occasione del 51° Salone Nautico di Genova, ecco il pensiero del prestigioso progettista che, negli anni Sessanta, ha cambiato il volto della nautica made in Italy.

Paolo Caliari e la nascita del “Mediterranean Style”

Obbiettivo di questa mostra è quello di evidenziare il ruolo fondamentale di Paolo Caliari nella storia della nautica contemporanea, focalizzando due particolari momenti della sua lunga carriera. Il primo, legato al periodo pionieristico e all’apogeo della sua produzione, compreso storiograficamente e stilisticamente tra il 1962 e il 1980. Il secondo, riferito agli ultimi dieci anni, dal 2002 ad oggi, legato soprattutto alla realizzazione di superyacht e alla nuova line up dello studio.

linee-acqua-caliariIl concept della mostra, storiograficamente ricostruito da Massimo Musio Sale e Pier Federico Caliari, è incentrato su due sezioni: la prima è relativa al “caso Tiger”, la barca che ha trasformato, come un fulmine al ciel sereno, la nautica a cavallo tra la fine degli anni ’60 e i primi degli anni ’70.

La seconda sezione analizza lo sviluppo evolutivo del design di Paolo Caliari, dal riferimento estetico-costruttivo al “military”, passando per il “performative period”, alla piena maturità della serie dei Jaguar per Tecnomarine. E ancora, attraverso il periodo dei megayacht legati ad una riflessione retrospettiva sulle linee essenziali del “trawler” e del “expedition boat”, fino alle » Read more..

Giambattista Frare

Un protagonista…

Giambattista Frare, classe 1935, appare prepotentemente sulla scena del diporto nautico verso la fine degli anni ’60 Si pone in evidenza per i suoi modelli innovativi, per le carene veloci, le propulsioni ad idrogetti, le trasmissioni speciali “avanzate” e che utilizzano eliche di superficie. Le sue imbarcazioni concedono pochissimo allo “styling” superfluo, ma si distinguono per la loro affidabilità ed essenzialità operativa, e piacciono a chi predilige barche “spartane”.

GB Frare 1963Nel fatidico dicembre 1972 è tra i fondatori dell’AS.PRO.NA.DI. e sarà un protagonista dei primi “anni ruggent”. Oggi ne è socio onorario.

GB Frare entra nella nautica verso la fine del 1956 attraverso un’esperienza giornalistica come redattore della rubrica nautica per “SCIENZA ILLUSTRATA”, una testata di divulgazione tecnica popolare, che segue con attenzione l’evolversi tumultuoso della voglia del “fai da tè” in Italia.

GB Frare

Quando dal papà per anni validissimo e apprezzato tecnico meccanico della prestigiosa Fabbrica Motori “Isotta Fraschini”, aveva avuto in regalo il modello in scala di un racer degli anni ’38-’39, Frare s’era accorto di avere i “motoscafi” nel proprio DNA. Suscita infatti il suo interesse in particolare il settore della nautica in tutte le sue espressioni emergenti, quali il modellismo, la cantieristica. gli interventi di restauro e quant’altro.

Passa dalla penna ai “ferri del mestiere” e presto si cimenta per hobby nel progettare e poi costruire mini bolidi acquatici (navimodelli con micromotori a scoppio) ed auto costruisce addirittura un micromotore da 30 cc, cercando cosi di mettere in pratica gli ottimi insegnamenti tecnici acquisiti dal papà.

In cantiere

S’introduce più concretamente nel settore ricoprendo incarichi tecnici in un’Azienda bresciana che negli anni ’60 produce su licenza e vende in Italia affermati fuoribordo Americani poi passa ad un’altra Azienda che importa e commercia tutto ciò che » Read more..

Richard “Dick” Bertram

Dick Bertram, a Miami, viveva in un grande parco con dentro più ville: in una abitava lui con la moglie (quella del momento), in un’altra (villa) una sua ex moglie, in una terza un figlio e in una quarta una figlia. E così via.

Di figli ne aveva 6 (sei, tre maschi e tre femmine). Quasi ciascuno di loro aveva un numero di telefono proprio, una cosa assolutamente incredibile per l’epoca. Per questo non mi fu facile localizzarlo visto che lui, proprio mentre io chiamavo, stava passando continuamente da una casa all’altra e tutti mi dicevano: “E’ appena uscito, prova all’altro numero”. Alla fine lo beccai. Fu felice di sentirmi: “In che albergo sei? Passo a prenderti alle 7 di stasera: ceniamo in barca”, disse.

Richard (“Dick”) Bertram era una autentica assoluta leggenda. Già, venerdì 17 aprile 1964, il “Time” aveva scritto di lui:

“At 48, Florida’s Dick Bertram is the Enzo Ferrari of powerboat racing. Like Ferrari, he sells luxury transportation to the well-heeled: his sleek, fiber-glass cruisers and sport fishermen cost anywhere from $9,000 to $75,000. Like Ferrari, he puts his reputation on the line on the racing circuit. And, like Ferrari, he almost always wins, in smooth water or rough.”

Nel 1948 e ’49 aveva vinto il campionato del mondo di vela nei “Lightning” (il monotipo, classe internazionale, progettato nel 1929 da Olin Stephens). Nel 1949, ’50 e ‘51 aveva vinto (con tre barche diverse) il Southern Ocean Racing Championship. E, sempre nel 1951, aveva vinto la sua prima regata transoceanica, la Avana-San Sebastiano, a bordo di “Malabar XIII°”. Nel 1958 faceva parte, come responsabile di coperta, dell’equipaggio di “Vim”, una delle barche americane impegnate nelle gare eliminatorie per la scelta dello scafo che avrebbe difeso – dalla sfida inglese – la Coppa America, la prima che si disputava dopo la Seconda Guerra mondiale, dopo la Guerra in Corea e » Read more..

Albert Hickman

“La verità é come una stella, sembra qualcosa di piccolo ma splendente e sicuro”, questa affermazione compariva, nel 1940, nella brochure pubblicitaria del cantiere americano di William Albert Hickman. E da questo già si capisce un po’ chi fosse questo estroso e geniale personaggio, nato a Dorchester, New Brunswick (Canada) nel 1877, inventore di carene, di trasmissioni, capace di intuizioni straordinarie e, fra l’altro, anche ottimo scrittore di romanzi.

Le sue biografie, oggi reperibili sul web, ne parlano come un “mistero”: era !uno che vedeva il mondo in modo profondamente differente da ogni suo contemporaneo, un intellettuale superiore a tutti”, amico di Alexander Graham Bell (telefoni) e di Henry Ford (automobili), commentatore politico, critico d’arte eccetera. E, peraltro, anche garantista collerico e arrogante. Crudele e sferzante ma spesso capace di un masochismo impressionate. Sembra che per questo in tutta la sua vita sia stato praticamente ignorato dalla stampa americana, eccezion fatta per un paio di famosi giornalisti del settore nautico (in particolare Charles F. Chapman, editore della rivista “Motor Boating”) che gli riconoscevano qualità di genio.

Figlio di gente povera, passata l’infanzia a Pictou, un piccolo paesino di pescatori della Nova Scotia, si trasferì alla Harvard University dove, nel 1899, prese il “bachelor of science” in motoristica. Rientrò quindi in Canada dove svolse incarichi ufficiali per il governo di quella che, allora, era una colonia dell’Impero inglese. A 26 anni era stimato, ricco e già autore di un romanzo di successo, “sacrificio di Shannon” che il New York Sun commentò con queste parole. “Finalmente nella grande massa della fiction qualcosa di originale e un nuovo gusto”. Il suo primo prodotto nautico risale invece al 1907 quando, in collaborazione con Sanford Munsie, disegnò una “barca veloce” che era “così semplice e insieme ridicolo che nessuno l’avesse inventata prima”, come lui stesso scrisse. Si trattava di uno scafo da 20′ (poco più di 6 metri ft) e aveva, sia a prua che a poppa, un considerevole rocker. Fu costruito, con una specie di maratona operativa, in » Read more..