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Archive for Storia

STORIA DELLA PIRATERIA : SEQUENZA TEMPORALE

STORIA DELLA PIRATERIA

67 aC – Il fenomeno della pirateria che assalta le navi mercantili è vecchissimo e risale al 67 aC quando la flotta di Pompeo Magno riuscì a sconfiggere la pirateria cilicia definitivamente.

7 ott 1571 – Ormai Galeni aveva appreso appieno i segreti della pirateria che poteva agire in assoluta autonomia nelle imprese di abbordaggio delle navi nemiche e di saccheggio delle coste del Mediterraneo. Di vittoria in vittoria il suo prestigio andò ad aumentare fino a diventare governatore di Algeri, pascià di Tripoli e di Tunisi. Con la battaglia di Lepanto del 7 ottobre 1571, la sua parabola sembrò arrestarsi in seguito alla sconfitta a opera della Lega santa.

1600 – Bey racconta della nascita della pirateria e del suo periodo d’oro, nel 1600, e di vari pirati diventati poi leggendari; parla anche di vari covi pirata nel Mediterraneo e altrove, con particolare riferimento alla
repubblica pirata di Salé

1724 – Il Capitano Charles Johnson è l’autore del libro Storia generale dei pirati, opera dedicata  al » Read more..

FINE DEI PIRATI

FINE DEI PIRATI

FINE DEI PIRATI

FINE DEI PIRATI

FINE DEI PIRATI

Dopo aver prosperato per tre millenni, la pirateria organizzata e le guerre di corsa si conclusero nel XIX secolo. All’inizio del secolo i corsari erano ancora un flagello pericoloso, anche se ormai le marine delle grandi potenze marittime non avessero più bisogno dell’aiuto delle navi da guerra armate dai privati. Nel 1856 la maggior parte delle nazioni marittime firmò un trattato, la » Read more..

Bandiere pirata ,come erano le bandiere pirata

Bandiere pirata

Come erano le bandiere pirata? Vediamone alcune vari simboli, diversi significati
Bandiere pirata ,come erano le bandiere pirata

Bandiere pirata ,come erano le bandiere pirata

Con i suoi simboli di morte, la bandiera nera invitava le vittime ad arrendersi senza combattere, i marinai rabbrividivano nel vederla, era tuttavia meno temuta di una disadorna bandiera rossa, che significava morte certa per tutti quelli che la avvistavano.
Questa bandiera sanguinaria significava che i pirati non avrebbero avuto nessuna pietà in battaglia, ma, in genere, la semplice vista della bandiera nera era sufficiente allo scopo, la maggior parte degli equipaggi era disposta alla resa, e a volte si univa addirittura alla ciurma pirata.
Erano pochi i marinai che difendevano coraggiosamente la propria nave, costretti a lavorare fini allo stremo, e con una disciplina ferrea, molti di loro consideravano la vita del pirata come un’esistenza libera e con la possibilità di arricchirsi senza seri pericoli di essere catturati.
La bandiera di Henry Avery è il classico esempio della simbologia delle bandiere pirata, con il teschio e le ossa incrociate, nel 1600 quest’immagine era » Read more..

ARMI dei pirati e dei corsari

ARMI dei pirati e dei corsari

ARMI dei pirati e dei corsari

 ARMI dei pirati e dei corsari

ARMI dei pirati e dei corsari

PALLE INCATENATE: raramente i colpi di cannone potevano affondare una nave, ma l’impatto della palla di ferro contro lo scafo provocava un’esplosione di schegge mortali. Bastavano due palle incatenate insieme e lanciate in alto per abbattere gli alberi e le vele e danneggiare un vascello.

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LA VITA A TERRA

Pigiati per mesi in una nave maleodorante uno accanto all’altro, pirati e bucanieri non potevano far altro che sognare la vita a terra, e quando sbarcavano in un porto, molti erano abbastanza ricchi da soddisfare qualsiasi desiderio, sperperavano il loro bottino nel bere, nelle donne e nel gioco: “Si trovavano alcuni di questi pirati che sperperano due o tremila pezzi da otto in una sola notte, per poi rimanere anche senza camicia”, considerando che con due pezzi da otto, si poteva comperare una mucca, i pirati scialacquavano in poche ore l’equivalente di un’intera fattoria.
La vita a terra non era sempre una festa ininterrotta: l’equipaggio doveva calafatare lo scafo, riparare la nave e provvedere alle provviste per il viaggio successivo, le donne erano bandite dalla maggior parte delle navi pirata, ma » Read more..

PIRATI LE PROVVISTE A BORDO

PIRATI LE PROVVISTE A BORDO

PIRATI LE PROVVISTE A BORDO

PIRATI LE PROVVISTE A BORDO

Per i pirati affamati, il menù non era molto vario e quando c’era carne fresca di solito si trattava di tartarughe, abbondanti in tutte le isole dei Caraibi, costituivano una delle poche risorse di cibo fresco, agili in mare, questi animali corazzati erano lenti a terra e facili prede, a bordo della nave, il cuoco poteva tenere le » Read more..

LA VITA IN MARE

La vita a bordo di una nave pirata era piena di contrasti, quando ci s’impadroniva di un carico, si attraversavano momenti di grand’eccitazione e di pericolo, ma tra un saccheggio e l’altro, trascorrevano settimane di noia assoluta.
Per riuscire a vincere la noia e alleviare la frustrazione del suo equipaggio, il “capitano” doveva incutere rispetto, se non paura, molti pirati volevano che la vita a bordo seguisse le regole di una comunità democratica: se non vi era accordo su una decisione da prendere, si teneva una votazione, poteva essere contestato perfino il capitano.
I pirati consideravano indispensabili i servizi di un medico chirurgo, il quale aveva con sé un portautensili e usava una sega per amputare braccia e gambe, le infezioni provocate dagli interventi chirurgici portavano spesso alla morte.
Sulle navi non mancava certo il lavoro per la ciurma, che era continuamente impegnata per il buon governo della nave, per mantenere costante la velocità erano necessarie continue rettifiche alle vele e alle sartie, tutti i marinai erano in grado di intrecciare e unire le cime, ma i pirati preferivano rubare i “ricambi”, alcuni equipaggi avevano un codice di comportamento che tutti dovevano rispettare.
Ecco alcune regole, derivate dal libro sui pirati di Charles Johnsons (XVIII secolo)
I. Ognuno ha il diritto di voto, ha diritto a provviste fresche, e alla razione di liquore.
II. Nessuno deve giocare a carte o a dadi per denaro.
III. I lumi e le candele devono essere spenti alle otto di sera.
IV. Tenere il proprio pezzo (moschetto), la pistola, e la spada, puliti e pronti ad essere usati.
V. Non è consentito salire a bordo ai ragazzi e alle donne.
VI. Chi diserta in battaglia è punito con la morte o con l’abbandono in mare aperto.

La frusta tipica che si usava in mare era il “gatto a nove code”, lo stesso marinaio che doveva subire la punizione la preparava, srotolando una fune in tre parti, a loro volta suddivise in tre funicelle, e poi annodando ogni estremità, un “gatto” era usato una volta sola, le corde insanguinate, se riutilizzate, potevano infettare le ferite.

LA NAVIGAZIONE E LE MAPPE

Per compiere con successo azioni di pirateria nel Mar delle Antille, bisognava essere in grado di superare in navigazione, e in battaglia la preda prescelta, ma come potevano i pirati localizzare le loro vittime? dal momento che i metodi di navigazione erano alquanto primitivi, i pirati dovevano riuscire a incrociare le rotte dei galeoni spagnoli carichi di tesori, affidandosi esclusivamente all’esperienza, al senso comune e, in buona parte, alla fortuna, erano in grado di stabilire la latitudine con accuratezza, misurando la posizione del sole, ma era molto più difficile calcolare la longitudine.
Oltre alla bussola, lo strumento di navigazione più importante, di cui poteva disporre un capitano erano le mappe.
All’inizio del XVI secolo i conquistatori spagnoli, avevano già esplorato gran parte delle coste del Nuovo Mondo, e le loro mappe dettagliate costituivano un bottino prezioso.
Con l’aiuto di una mappa rubata agli Spagnoli, i pirati e » Read more..

LE PUNIZIONI

I pirati colti sul fatto e giudicati colpevoli erano condannati al patibolo, la “ballata dell’impiccato” era la danza di morte che s’improvvisava dopo l’esecuzione, i pirati scherzavano sull’impiccagione, ma la loro sicumera finiva quando si trovavano davanti alla forca.
Tuttavia, per la maggior parte dei pirati, il pericolo della vita in mare, era molto più pericolosa del boia, erano pochi quelli che erano portati davanti alla giustizia e anche quelli giudicati colpevoli erano spesso graziati.

Per i corsari, la cattura significava il carcere, con la possibilità della libertà in cambio dei prigionieri, ma molti corsari temevano la prigione: le carceri erano luoghi malsani dai quali era difficile uscire vivi.
L’Inghilterra introdusse nel 1776 le prigioni galleggianti, situate sull’estuario del Tamigi, all’inizio erano ricavate da navi in disarmo, più tardi i pontoni (così erano chiamate) furono costruiti come prigioni galleggianti, erano umide e malsane, ed essere condannati a rimanervi rinchiusi era la peggior punizione, dopo la morte, per un pirata incarcerato una cella “singola” sarebbe stata considerata una sistemazione di lusso.
Nel XVII secolo le prigioni erano affollatissime, e solo quelli che potevano permettersi di corrompere il carceriere potevano sperare di vivere in condizioni accettabili, i prigionieri dovevano pagare per le candele, per il cibo e persino per stare vicino al fuoco che scaldava l’umida prigione.
I corsari francesi che erano catturati temevano le » Read more..

I PIRATI DELL’OCEANO INDIANO

Quando il ricco raccolto del mar delle Antille cominciò a scarseggiare, molti pirati si spostarono ad oriente, nelle acque dell’Oceano Indiano, attirati dalle flotte del tesoro dei principi indiani e dalle grandi navi mercantili delle Compagnie delle Indie Orientali, olandesi, francesi e inglesi, molti pirati trovarono un rifugio sicuro in Madagascar, la grande isola al largo delle coste orientali dell’Africa, si trovava nella posizione ideale per controllare le rotte commerciali per le Indie e i pellegrinaggi dei Musulmani verso la Mecca, i pirati accumularono ben presto incredibili ricchezze e alcuni di loro, come Kidd e Avery, diventarono personaggi leggendari.
Dopo aver doppiato il Capo di Buona Speranza, le navi europee per recarsi in India ed in Cina, potevano scegliere tra due rotte, entrambe passavano a poche miglia di distanza dal Madagascar, covo dei pirati, nel viaggio verso l’Asia erano carichi d’oro e d’argento, in quello di ritorno trasportavano porcellane cinesi, sete e spezie, gli East Indiament (grandi navi a vela usate dalle Compagnie delle Indie, con armamento da 16 a 20 cannoni, che nei secoli XVII e XVIII facevano la spola tra l’Europa e l’Asia) erano le prede favorite dei pirati.
D’origine scozzese, William Kidd (1645-1701) era un » Read more..

I CORSARI AMERICANI

La rivoluzione americana (1775-1783) mostrò il potere dei corsari come poche altre guerre aveva fatto nei secoli precedenti.
La piccola Marina Continentale americana combatté i dominatori inglesi con sole 34 navi, ma una flotta di navi corsare, tredici volte superiore per numero, attaccò i mercantili inglesi, ostacolandone il commercio.

Dopo l’indipendenza, quando nel 1812 scoppiò una nuova guerra con l’Inghilterra, la giovane nazione degli Stati Uniti d’America utilizzò i corsari per aumentare, ancora una volta, le potenzialità della propria marina, ma le navi veloci non furono più così efficaci come nei giorni in cui avevano assicurato la libertà alla loro nazione.
Leggendario in America per le sue azioni in mare, John Paul Jones si meritò, in terra britannica dove era nato, l’appellativo di “pirata” per le sue » Read more..

I BUCANIERI

Nel 1603 il re inglese Giacomo I aprì un capitolo sanguinoso nella storia del mar delle Antille.
Per porre fine al caos causato dai saccheggi nei Caraibi, ritirò tutte le lettere di marca, provocando conseguenze disastrose.
I bucanieri, originariamente semplici cacciatori dell’isola di Hispaniola, si unirono in bande senza legge e sostituirono i corsari, dopo che gli Spagnoli ebbero distrutto i loro insediamenti, cominciarono ad attaccare prima piccole navi spagnole per poi cercare prede sempre più grosse, pregiudicati, fuorilegge, schiavi fuggiti, s’unirono ai bucanieri ubbidendo alle loro leggi e sottostando alla ferrea e crudele disciplina imposta dai capi.
Alcuni tuttavia, come Henry Morgan, combatterono per conquistare fama e gloria e divennero degli eroi.
In origine i bucanieri vivevano fornendo carne, grasso e pelli alle navi di passaggio, catturavano il bestiame che si era riprodotto rapidamente dopo che i conquistatori spagnoli avevano lasciato l’isola di Hispaniola. François L’Ollonnais, il più crudele tra i bucanieri, seminò il terrore tra gli spagnoli, temendo la crudeltà delle sue torture, le vittime preferivano morire piuttosto che cadere nelle sue mani.
Nelle pericolose acque dei Caraibi, la » Read more..

I CORSARI DEL NUOVO MONDO

I tesori del mar delle Antille lasciarono estasiati gli Europei del XVI secolo, lo scrittore spagnolo Bernal Diaz, si meravigliò alla vista di un disco d’oro fatto a forma di sole, grande quanto la ruota di un carro.
Ben presto i nemici della Spagna, misero le vele al vento e navigarono verso il mar delle Antille nella speranza di accaparrarsi una fetta di quel ricco bottino, i primi ad arrivare furono i corsari francesi, poi arrivarono gl’inglesi, guidati da Drake e Hawkins.
Lo spettacolare successo delle loro spedizioni incoraggiò molti avventurieri a fare rotta verso questo mare, pronti a qualsiasi cosa pur di tornare a casa, colmi di ricchezze, furono molti quelli che attraversarono la linea sottile che divide la corsa dalla pirateria, attaccando indistintamente navi d’ogni provenienza.
Gli Spagnoli ridussero in schiavitù la popolazione indigena obbligandola a lavorare nelle miniere d’argento, le durissime condizioni di vita e le torture inflitte a coloro che tentavano di ribellarsi, causarono la morte di moltissimo schiavi costringendo gli spagnoli a rifornirsi di manodopera in Africa.
I Francesi furono i » Read more..