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Cavallucci marini: pericolo di estinzione

In soli cinque anni alcune popolazioni di cavallucci marini si sono dimezzate. Le cause vanno ricercate principalmente nell’inquinamento marino. Lo sviluppo smodato di infrastrutture costiere ha provocato la contaminazione delle acque, riducendo fortemente le zone di caccia dei cavallucci marini.
All’inquinamento causato dal turismo, si aggiunge poi la pesca di questi animali a scopi terapeutici. E’ questo il caso della Cina, che pesca enormi quantità di questi animali, per usarli come cura. Secondo la medicina tradizionale cinese infatti gli estratti di cavalluccio marino sono dei veri e propri toccasana per combattere malattie come l’asma e l’impotenza  inoltre assieme ai loro parenti pesci ago e pegasidi, sono considerati un tonico dello Yang, con azione positiva contro l’invecchiamento delle ghiandole.

Si calcola che siano circa 20 milioni i cavallucci pescati ogni anno per questo scopo e questo numero è in ascesa. Non si contano poi le centinaia di migliaia di cavallucci marini che vengono strappati al mare per essere trasformati in souvenir o per essere inseriti vivi nel commercio internazionale degli acquari.
Intanto un programma internazionale si sta fortunatamente occupando della loro sorte. Si tratta del Project Seahorse, con base allo zoo di Londra. Qui è stato sviluppato un centro di sopravvivenza per cavallucci. Allevarli però è molto difficile, poiché questi animali hanno uno stomaco molto piccolo e devono cibarsi in continuazione con sostanze organiche per poter sopravvivere.

I cavallucci marini sono molto vulnerabili verso lo sfruttamento eccessivo, per il loro stile di vita: scarsa mobilità e monogamia rendono fragile la loro struttura sociale, se un individuo è catturato anche il partner è perso ai fini riproduttivi. Il maschio incuba le uova in un marsupio ventrale, e questo pone un limite al numero di giovani che possono essere prodotti. La reale estensione delle popolazioni naturali è poco nota.

Nord Sulawesi è patria di molte specie di cavallucci marini, tra cui il famoso cavalluccio pigmeo delle gorgonie, piccolo e strordinariamente ben mimetizzato tra i rami della gorgonia Muricella, il suo unico substrato. Vive normalmente in acque profonde.

“Articolo a scopo didattico-istruttivo, divulgativo, informativo e ricreativo“

One comment

  1. marialetrizia ha detto:

    io credo la cattiveria dell’uomo non ha limite che il demonio vi possa fare bruciare all’inferno questi sono dei maledetti bastardi

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