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Pesca al polpo dalla barca ,Caravuoglio, Il polpo

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Polpo in tana

Articolo della serie *Racconti di mare*

 Pesca al polpo dalla barca

Come preparare un attrezzo per la pesca al polpo dalla barca

In fondo all’articolo: *Informazioni sul polpo*

 

Ricordi di bei momenti che ho vissuto molti anni fa e che comunque sono rimati indelebili e nitidi nella mia mente.    *Ser*

Verso la metà degli anni ’60 mi trovavo in estate sulla penisola sorrentina: ogni estate per me era molto lunga, infatti mio padre portava la famiglia lì per circa tre mesi. Vivere il mare era quindi naturale ed amare il mare una conseguenza.

Vivere il mare era davvero a largo spettro: Il mio primo piccolo gozzo a 13 anni, imparare a diventare subacqueo, il mio primo piccolo motoscafo con la patente nautica, andare a pesca non professionale e poi accompagnare in mare i pescatori e collaborare con loro nelle azioni di pesca anche notturne e certamente non finiva qui.

Ogni mattina in mare tra i 150 ed i 400 metri dalla costa vedevo molti gozzi e lance con una sola persona a bordo che procedevano a remi molto lentamente.

Una mattina il sole era già alto e le imbarcazioni cominciavano, o forse erano le ultime, a rientrare nel porticciolo della marina D’Aequa di Vico Equense (NA). Incuriusito mi recai sulla battigia. Mentre i pescatori posizionavano sulla sabbia una serie di falanghe per tirare in secca i loro gozzi, cercavo di osservare cosa ci fosse nel secchio posto sul pagliolo, ma ……….. c’era il “o’ cuoppo” posto sopra che impediva la vista. Attesi tutta l’operazione dell’alaggio di una delle imbarcazioni e dopo che questa fu messa in bilancio tramite gli scannetti, finalmente potetti vedere il contenuto di uno dei secchi ………. polpi, si erano molti polpi veraci che si muovevano nella poca acqua contenuta nel secchio stesso.

Ero rimasto molto colpito e volevo capire di più: il mattino seguente, ma stavolta alle 5 in punto, ero già in banchina e vedevo arrivare i primi pescatori che procedevano a varare i gozzi.

Ma come si fa? Intendo dire quale è la tecnica di pesca al polpo dalla barca? Inutile chiedere ….. i pescatori sono gelosi dei loro “secreti” di pesca.

Ma volevo sapere! Una domanda qui con una mezza risposta, una domanda lì con una risposta vaga …….. ma tante richieste d’informazione con tante mezze risposte che però erano diventati tasselli di un puzzle solo da comporre, ormai!

Ed ora che sapevo? Volevo Provare!

Cosa mi serviva? Un gozzo, un cuoppo (Coppo o retino), un secchio e l’attrezzo di pesca. Tutto era facilmente reperibile ma l’attrezzo bisognava costruirlo!

Tale attrezzo, che li in zona è chiamato “caravuoglio” e che non mi sembra esistere come termine marinaresco, non è di difficile assemblaggio. Vediamo la costruzione:  su una tavoletta di sughero circa 20×10 alta 1,5/2 cm., si avvolge una lenza abbastanza robusta che sarà il nostro trave. La profondità dell’azione di pesca è bassa (normalmente circa 10 metri) ma sarà bene che abbia almeno una quarantina di metri di lenza avvolta sul sughero in quanto la lenza opera in obliquo dalla barca al fondo. A questo punto manca solo il piombo (almeno 100 gr. o più secondo la corrente e lo scarroccio) e della lenza, un pochino più fina di quella usata per il trave, per fare tre braccioli ognuno lungo circa 15 cm. circa. Sul trave a 30 cm. dal piombo faccio un cappio dove fisserò il primo bracciolo alla cui estremità creerò un anello a nodo scorsoio. Preparo gli altri due braccioli da fissare al trave (20 cm. dal primo e 20cm. dal secondo) e dalla parte opposta sempre il nodo scorsoio. In questi tre anelli con i nodi scorsoi liberi verso il mare, vanno inseriti sui primi due partendo dal piombo i granchi vivi che avrò catturato la sera prima magari nella vicina scogliera, sul bracciuolo più alto metterò un pesce bianco come uno sparaglione (il bianco attira i polpi). Questa è la soluzione di esca migliore ed ampiamente usata dai pescatori e che ho preferito anch’io. Al posto dei granchi alcuni mettono le zampe di gallina (da qui il nome: pesca polpo zampa gallina) si predilige il granchio alla zampa di gallina che comunque va bene. Anche il pesce bianco può essere sostituito da uno straccetto o pezzo di plastica rigorosamente bianchi.

Ora ho tutta l’attrezzatura pronta, esche comprese, non mi rimane che salpare con la mia barca  e vivere una nuova esperienza di mare. Evviva!

Raggiungo l’area di pesca presto …. è poco fuori dal porticciolo lungo la linea sud/nord per questa pesca Il gozzo deve procedere a remi e molto lentamente, normalmente c’è solo una persona a bordo che fa tutto. Metto le esche nelle “cappiole” e calo la lenza e comincio a pescare avendo in una mano il filaccione e comincio a remare molto lentamente (bisogna essere bravi a gestire l’eventuale corrente sia per la velocità sia per non far lavorare il filaccione troppo di traverso) tenendo la lenza tra il palmo ed il remo che frequentemente lascio per fare fare un movimento sussultorio: il piombo deve scarrocciare sul fondo con piccoli saltelli.

Mi sono improvvisamente sentito osservato da molte persone: i pescatori avevano ovviamente notato che stavo effettuando la loro stessa pesca e la cosa non era di loro gradimento per molteplici motivi, non ultimo che avrei potuto sottrarre un polpo alle loro catture.

Ed ora come porto a casa un polpo utilizzando un sistema che non prevede ami?????? Vediamo l’ultimo passo necessario: mentre creo il movimento sulsuttorio movendo il braccio ritmicamente (tirandolo un po su e rilasciandolo) improvvisamente sento un peso sulla lenza (molto leggero se è un polpo piccolo: bisogna avere un pò di mano per accorgersene) a volte notevole. A questo punto nussuno strattone, lascio entrambi i remi e comincio a salpare la lenza lentamente senza scossoni (la lenza va poggiata sul pagliolo come cade: attenzione non devo metterci i piedi dentro ……. si annoderebbe tutta, mentre dopo rilasciandola per una nuova cattura scivolerà tranquillamente) e porto il polpo a circa un metro sotto la barca (se tirassi ancora l’animale più su, si accorgerebbe della cosa e fuggirebbe). A questo punto con calma prendo il coppo e lo faccio scivolare in acqua lo metto sotto il polpo e tiro su ed il gioco è fatto.

Quel giormo presi ben tre polpi, ma ne rilascai uno in quanto piccolino, sotto misura. Ricordiamo che la migliore pesca e’ sempre quella sportiva in cui si lascia libera la preda. Se proprio si vuole mangiare cio’ che si e’ pescato, limitiamoci a portare a casa l’indispensabile e a ributtare in mare gli esemplari troppo giovani.                                                                                             *Ser*

Pesca al polpo dalla barca . Il video: Come preparare l’attrezzo principale di pesca

Marina D'Aequa - e la parte sinistra dell'area di pesca al polpo

Il polpo

PERIODI di PESCA del POLPO

Premesso che ci sono molte differenze a seconda della zona, più semplice indicare in quali periodi in media si pesca di meno il polpo: Maggio, Giugno, Luglio e Agosto, cio durante i mesi in cui l’acqua più calda. Questo per una ragione fondamentale: i polpi cercano ‘refrigerio’ in acque più profonde. I restanti mesi, cio da settembre ad aprile, rappresentano il periodo più indicato per la pesca al polpo. ATTENZIONE!!!: SOPRATTUTTO DA OTTOBRE A DICEMBRE, I POLPI SI RIPRODUCONO PER CUI E’ DAVVERO ODIOSO CATTURARLI IN QUESTO PERIODO!!! Il polpo un animale, per di più intelligente. Se vogliamo dimostrare di essere più intelligenti di lui, non peschiamolo quando si sta riproducendo. (e questo vale per tutte le specie animali)

Polpo comune
Octopus3.jpg
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Sottoregno Eumetazoa
Ramo Bilateria
Superphylum Protostomia
(clade) Lophotrochozoa
Phylum Mollusca
Subphylum Conchifera
Classe Cephalopoda
Sottoclasse Coleoidea
Superordine Octopodiformes
Ordine Octopoda
Sottordine Incirrina
Famiglia Octopodidae
Genere Octopus
Specie O. vulgaris
Octopus vulgaris
Cuvier, 1797

Il polpo comune (Octopus vulgaris Cuvier, 1797) noto talvolta con il nome improprio di polipo o piovra, è un cefalopode della famiglia Octopodidae.

Habitat e distribuzione

È un mollusco cefalopode molto diffuso nei bassi fondali, non oltre i 200 metri. Preferisce i substrati aspri, rocciosi, perché ricchi di nascondigli, fessure e piccole caverne in cui nascondersi: l’assenza di endo- ed esoscheletro gli permette di prendere qualsiasi forma, e di passare attraverso cunicoli molto stretti. Presente in tutti i mari e gli oceani, è molto diffuso anche nel Mar Mediterraneo. Nel Mediterraneo viene pescato principalmente in due diversi periodi dell’anno: da settembre a dicembre (in buone quantità seppur ancora di piccola taglia) e da maggio a luglio (periodo nel quale è di taglia più grossa).

Descrizione

Il polpo possiede 3 cuori e ha la capacità di cambiare colore molto velocemente e con grande precisione nel dettaglio. Sfrutta questa abilità sia per mimetizzarsi che per comunicare con i suoi simili. Caratteristica principale è la presenza di una doppia fila di ventose su ognuno degli otto tentacoli, il che lo distingue dal moscardino che ha una sola fila di ventose. Al centro degli otto tentacoli, sulla parte inferiore dell’animale, si trova la bocca che termina con un becco corneo utilizzato per rompere gusci di conchiglie e il carapace dei crostacei dei quali si nutre. Il corpo è lungo 15-30 cm, i tentacoli invece sono lunghi in media 70-90 cm, ma in rari casi possono arrivare a 300 cm. In genere i maschi sono più grandi delle femmine.

Può spostarsi rapidamente espellendo con forza l’acqua attraverso un sifone, che viene utilizzato anche per l’emissione dell’inchiostro nero usato in funzione difensiva per confondere possibili predatori.

Riproduzione

Per attrarre le femmine, i polpi effettuano un rituale di corteggiamento. Liberano sperma in pacchetti seminali, detti spermatofore. Per trasferirli alla cavità palleale della femmina durante la copula, utilizzano un braccio modificato chiamato ectocotilo. Dopo che la femmina del polpo ha deposto le uova (in numero che varia da 50.000 a 400.000) le difende da possibili predatori fino alla schiusa. In questo periodo di 1-2 mesi non si nutre perdendo una gran parte del suo peso e spesso rischiando la morte. Dopo la schiusa, i piccoli dei polpi sono come adulti in miniatura.

Specie affini

Il polpo è talvolta confuso con la polpessa (Octopus macropus), un cefalopode dalle abitudini notturne, più piccolo e talvolta preda del polpo, caratterizzato da una livrea rossiccia e punteggiata di bianco.

Comportamento

È considerato uno degli invertebrati più intelligenti, è stato per esempio dimostrato che il polpo comune ha la capacità di apprendere se sottoposto a test di apprendimento per associazione e osservando gli altri della sua specie, capacità che era stata dimostrata solo su alcuni mammiferi. Quest’ultima evidenza è alquanto sorprendente poiché, essendo il polpo un animale fortemente solitario, sembrerebbe ingiustificato un comportamento simile, tipico di animali con rapporti sociali.

Una volta pescato è in grado di guadagnarsi la libertà uscendo per i boccaporti delle navi. Sottoposto a test durante i quali gli è stata somministrata una preda rinchiusa in un barattolo, il polpo ha dimostrato di essere in grado di aprire il barattolo per raggiungere il cibo.

Talora usa acquattarsi sotto gli anfratti rocciosi del fondo marino, talora invece vive in tane preparate con delle pietre disposte in senso circolare.

wikipedia

“Articolo a scopo didattico-istruttivo, divulgativo, informativo e ricreativo“


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