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Russia – Foche

manifestanti in Russia

Reportage – Denuncia:  STOP ai Massacri delle Creature Marine

Russia – Foche

09/02/2012

In Canada il problema della caccia e massacri delle foche sembrerebbe in via di risoluzione come da noi documentato nei nostri articoli di questi giorni.                                                                                 Vediamo ora la situazione della caccia alle foche in Russia che appare nettamente migliore.

Desideriamo riportare quanto da noi pubblicato il 26/03/2011 nelle nostre bacheche di Facebook: IN RUSSIA STOP ALLA CACCIA ALLE FOCHE
Anche in russia!!!!!!!!!!!!!!!!!  Riportiamo un articolo .*Ser*

L’associazione VITA Animal Rights Centre di Mosca ha annunciato che le proteste dell’opinione pubblica hanno reso possibile che nella Regione di Arkhangelsk (Russia) per quest’anno ci sia un bando alla caccia delle foche.

Le proteste delle associazioni protezioniste, sostenute da artisti e star russe, hanno permesso di evitare che sia versato il sangue di animali innocenti.
La regione di Arkhangelsk si trova nella parte settentrionale della Russia. Il territorio della regione si estende per 587.400 chilometri quadrati, di cui una larga parte si trova a nord del circolo polare artico.

Il 10 e l’11 Marzo 2011, celebrità russe insieme a TV cameramen, hanno fatto un viaggio verso il villaggio di Letnyaya Zolotitsa e si sono recate nei luoghi in cui le foche vengono alla luce.

Il gruppo ha visto da vicino i cuccioli appena nati ed ha lanciato un appello pubblico per chiedere a tutti di unirsi a loro nel domandare il bando in Russia di uno dei più crudeli crimini che siano mai stati commessi contro la natura da parte degli esseri umani.

La conferenza stampa, che si è tenuta subito dopo l’arrivo nella Regione di Arkhangelsk, ha visto la presenza anche dei cacciatori e la discussione si è trasformata in una tempesta di due ore.

I cacciatori sostenevano che si devono tenere in vita le tradizioni dei gruppi locali e che bisogna controllare la popolazione delle foche.

“Sono andata per dire alla gente: è sbagliato fare del male ai cuccioli di foca” – ha detto Laima Vaikule – “sono convinta che questo debba essere gridato al mondo! Quanto dolore, quante lacrime in un cappotto di pelliccia di foca”.

Prima dell’imbarco sull’elicottero il gruppo ha improvvisato una manifestazione contro la barbarica caccia alle foche: i membri della spedizione si sono sdraiati sulla neve vicino ad una scritta che dice “Russia senza crudeltà”.

Siamo certi che questo progetto attirerà l’attenzione non solo della società Russa, ma anche di tutto il mondo. Questa è stata la prima vittoria: quest’anno non saranno uccise le foche nella Regione di Arkhangelsk.
Paola Ghidotti  – OIPA International Campaigns Director

Quanto sopra accadeva a marzo 2011. Vediamo, quindi, la situazione ad oggi.

29 gennaio 2012  Nel 2009 Valdimir Putin ha vietato la caccia alle foche nei mari del nord della Russia, definendola “un’industria sanguinaria che avremmo dovuto abolire da tempo”.
Nel mese di gennaio 2012 il governo russo, assieme a quelli di Bielorussia e Kazakistan, hanno inoltre firmato un divieto di importazione di prodotti di foca.
Dopo il divieto di importazione di prodotti di foca da parte della Unione Europea, la Russia è rimasta il principale cliente dei cacciatori canadesi, acquistando 80-90% delle pelli strappate ai cuccioli. La fine delle esportazioni verso questo paese potrebbe dunque segnare davvero la fine di una pratica che da decenni attira l’attenzione di tutto il mondo per la sua crudeltà.

manifestanti in Russia

 

attivisti in Russia

attivisti in Russia

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

foche attivisti in Russia

Pellicce di foca: al bando anche in Russia, Kazakistan e Bielorussia

I governi si allineano al veto europeo e bloccano l’import-export di pelli e prodotti di foca “arpa” la specie maggiormente perseguitata per la caccia commerciale in Canada.

Pubblicato il 21/12/11  in News, Ambiente & Energia

Stop alle importazioni ed esportazioni di pellicce di foca anche per la Federazione Russa, il Kazakistan e la Bielorussia, che si allineano così alle decisioni europee sulla protezione e tutela di questi preziosi mammiferi marini.

Al bando quindi le pelli delle foche “arpa” (Pagophilus groenlandicus), appartenenti alla specie maggiormente cacciata per scopi commerciali in Canada. La decisione è stata presa in seguito al veto dell’Unione Europea approvato nel 2009 e alla decisione dell’ex Presidente Vladimir Putin di vietare la caccia delle foche – definita dallo stesso premier un’industria sanguinaria – fino a quel momento praticata anche nel nord-ovest del Mare di Barents.

«Il massacro sanguinoso delle foche, l’uccisione di animali indifesi, è ora vietato in Russia così come negli altri paesi più sviluppati» ha commentato il ministro russo per le Risorse Naturali Yuri Trutnev.

E la Lav, Lega AntiVivisezione, esulta e dichiara che con questo ulteriore passaggio va a concludersi definitivamente l’era del commercio internazionale dei prodotti di foca.

«Il Governo canadese si trova sempre più isolato nel continuare a sostenere la caccia alle foche – dichiara Simone Pavesi, responsabile Lav campagna Pellicce –  Il mondo si sta chiaramente muovendo in favore della tutela di questi animali e della promozione di attività economiche alternative; è ora che il Canada faccia lo stesso cominciando a ritirare il ricorso avanzato in sede di Omc contro il bando europeo».

I due più grandi partner commerciali del Canada – Stati Uniti e Unione Europea – infatti, hanno già vietato il commercio di prodotti di foca. Più di 60 organizzazioni per i diritti degli animali stanno lavorando per replicare questo risultato anche in Cina, e il governo di Taiwan ha già annunciato lo scorso anno l’intenzione di mettere al bando questo tipo di commercio. Con lo stop arrivato ora anche da Federazione Russa, Kazakistan e Bielorussia – che dopo la chiusura del mercato europeo rappresentavano il 90% delle esportazioni di prodotti di foca – il Canada ha ben poche possibilità di diffondere questo riprovevole business.

Questo importante risultato giunge in concomitanza con la nuova campagna Lav per vietare in Italia l’allevamento, la cattura e l’uccisione di animali per la loro pelliccia. A solo una settimana dal lancio della petizione per sostenere la proposta di legge della Lav (già depositata in Senato e Camera) sono state più di 40.000 le firme raccolte in centinaia di piazze italiane. La mobilitazione anti-pellicce prosegue ora on-line dal sito www.nonlosapevo.com dove, anche tramite l’ausilio di social network, i cittadini possono partecipare attivamente per dire No alle pellicce.

Cucciolo di Foca

News Caccia alle Foche

(articolo a cura LAV )

  • Foche: bando a pellicce da Russia e Paesi ex URSS
    • 20/12/2011
    • LAV si congratula con i governi della Federazione Russa, Kazakistan e Bileorussia per avere proibito nell’Unione Doganale ulteriori importazioni ed esportazioni di pellicce ricavate dalle foche “arpa” (Pagophilus groenlandicus), la specie prevalentemente perseguitata per la caccia commerciale in Canada. Il bando fa seguito al veto dell’Unione Europea approvato nel 2009 (Reg. CE 1007/09) ed alla decisione dell’ex Presidente Vladimir Putin di vietare la caccia di questi animali sino ad allora praticata anche nel nord-ovest del Mare di Barents e definita dallo stesso Putin “un’industria sanguinaria”.FOCA3_150Il Ministro russo per le Risorse Naturali Yuri Trutnev ha dichiarato: “Il massacro sanguinoso delle foche, l’uccisione di animali indifesi, è ora vietato in Russia così come negli altri paesi più sviluppati”.“Il commercio internazionale di prodotti di foca è ormai giunto alla fine – dichiara Simone Pavesi, responsabile LAV campagna Pellicce – Il Governo canadese si trova sempre più isolato nel continuare a sostenere la caccia alle foche. Il mondo si sta chiaramente muovendo in favore di una tutela di questi animali e della promozione di attività economiche alternative; è ora che il Canada faccia lo stesso cominciando a ritirare il ricorso avanzato in sede di OMC contro il bando europeo”.I due più grandi partner commerciali del Canada – Stati Uniti e Unione Europea – hanno già vietato il commercio di prodotti di foca. Più di 60 organizzazioni per i diritti degli animali stanno lavorando per replicare questo riFOCA_caccia2_150sultato anche in Cina, ed il governo di Taiwan ha già annunciato lo scorso anno l’intenzione di mettere al bando il commercio di prodotti di foca. Con lo stop arrivato ora anche dalla Federazione Russa, Kazakistan e Bielorussia che dopo la chiusura del mercato europeo rappresentavano il 90% delle esportazioni di prodotti di foca, il Canada ha ben poche possibilità di diffondere questo riprovevole business.

      Con il mercato russo chiuso e un accordo lungamente promesso ma oggi sempre più traballante di esportare carne di foca in Cina, il futuro dell’industria canadese per la trasformazione di prodotti di foca appare sempre più nero. Per il bene della propria economia e della propria popolazione, il governo canadese deve prendere atto una volta per tutte che il mondo non vuole e non ha bisogno di prodotti derivanti dall’uccisione, per di più cruenta, delle foche.

      Questo importante risultato giunge in concomitanza con la nuova campagna LAV per vietare in Italia l’allevamento, la cattura e l’uccisione di animali per la loro pelliccia. A solo una settimana dal lancio della petizione per sostenere la proposta di legge della LAV già depositata in Senato e Camera, sono state più di 40.000 le firme raccolte in centinaia di piazze italiane. La mobilitazione anti-pellicce della LAV prosegue ora on-line dal sito Nonlosapevo.com, dove, anche tramite l’ausilio di social network, i cittadini possono partecipare attivamente per dire No alle pellicce.

      Per approfondire:
      1 – L’impegno della LAV nel contrasto alla caccia alle foche, tra azioni nazionali e comunitarie
      2 – Il declino di un mercato insostenibile
      3 – Trend del mercato dei prodotti di foca – Profilo socio-economico dell’industria di trasformazione dei prodotti di foca

Articolo correlato                                                                                                      al nostro precedente: http://filmatidimare.altervista.org/foche-un-passo-avanti-e-due-indietro/

“Articolo a scopo didattico-istruttivo, divulgativo ed informativo“

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