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Strumenti Nautici: Mostrarombi, Renard

MOSTRAROMBI

*Gli oggetti Nautici sulle navi di ieri e di ogni tempo*

Strumenti Nautici  (Articolo n. 33)

MOSTRAROMBI o Renard, cioè “volpe” in francese.

Rotta, velocità, fondale: queste tre parole riassumono l’arte della navigazione. Rotta e velocità determinano la posizione geografica della nave e se anche il fondale, a volte, serve a stabilire un punto sulla carta nautica, quando si incontra una linea batimetrica, questa terza dimensione, la profondità, serve soprattutto a rassicurare il marinaio, dato che avere acqua sotto la chiglia è una questione di vita o di morte. Bussola, mostrarombi, scandagli e solcometri di ogni tipo sono gli strumenti essenziali per la sicurezza in mare. Il solcometro serve a misurare la velocità, il mostrarombi visualizza i dati misurati. Il mostrarombi, che è una sorta di aiuto per la memoria, perde la sua importanza quando i responsabili del turno di guardia imparano a scrivere sul giornale di bordo. Il solcometro, invece, sarà oggetto di continue migliorie per cercare di arrivare a una sempre più accurata misura della velocità e del cammino percorso.

Mostrarombi o Renard (Museo Navale Internazionale di Imperia)

Il mostrarombi “tabella del solcometro” è uno strumento, in uso ancora nell’Ottocento, noto anche come Renard, cioè “volpe” in francese.

Il nome, inconsueto nella tradizione marinara, deriva dal fatto che in Francia esisteva un gioco per bambini, simile nell’aspetto allo strumento, detto le renard et les poules.

Il mostrarombi fu inventato nel Medioevo, quando i marinai erano per lo più analfabeti e quindi non erano in grado di scrivere, sul brogliaccio di bordo o sulla carta nautica, le variazioni di rotta e di velocità inevitabili nel corso della navigazione.

Fu così che qualcuno invent= un attrezzo che non richiedesse dimestichezza con carta e penna. Si tratta di un disco, prevalentemente di legno, sul quale è disegnata – a colori vivaci – una rosa dei venti a 32 rombi; su ciascuno di essi sono incisi otto fori, corrispondenti alle otto mezzore dei turni di guardia.

Lo strumento era affidato al timoniere, il quale infilava ogni mezzora uno dei cavicchi di legno, di cui il mostrarombi è dotato, nel foro successivo del rombo corrispondente alla rotta seguita dalla nave, letta sulla bussola.

Sui cavicchi erano incise delle tacche, corrispondenti alle diverse velocità in nodi. Quindi, per esempio, otto cavicchi con dieci tacche infilati nei primi otto fori di un rombo, indicavano che la nave aveva mantenuto quelle certa rotta per quattro ore alla velocità di dieci nodi.

Cambiando la rotta e la velocità, per esempio per effetto delle condizioni atmosferiche, ogni mezzora il timoniere avrebbe infilato nei rispettivi rombi altri cavicchi con le tacche opportune. In questo modo sul mostrarombi restava la traccia della navigazione seguita, che l’ufficiale di rotta riportava poi sulla carta nautica, per calcolare il punto nave.

A volte il mostrarombi aveva cavicchi senza le tacche indicanti la velocità, che veniva memorizzata su un’apposita tavoletta – sotto o sopra il disco dello strumento, come nell’esemplare qui riprodotto (Museo Navale Internazionale di Imperia) – sulla quale si trovavano tante file, quanti erano i turni di guardia, di fori corrispondenti ai valori della velocità: il nostro mostrarombi riporta quattro file di 15 fori, consentendo quindi di registrare velocità fino a quindici nodi l’ora. A cura di Paola Presciuttini – sullacrestadellonda.it

Mostrarombi

Il mostrarombi era un tempo uno strumento rudimentale: una rosa con otto cerchi di fori e quattro bande orizzontali per la velocità rilevata ogni ora. Più tardi, volendo l’uomo di mare diventare simile al dio Nettuno, si è arrivati a sfidare il buonsenso, segnando la velocità al decimo di nodo e la rotta con l’approssimazione di mezzo grado come nel solcometro del 1840 (foto successiva) navievelieri.it

Mostrarombi, questa tabella di solcometro del 1840

MOSTRAROMBI. In Marina il suo nome ufficiale è "tabella del solcometro"

MOSTRAROMBI o Renard, cioè “volpe” in francese.
Il nome francese del mostrarombi (“renard”, cioè volpe) deriva da quello di un gioco per bambini, detto “la volpe e le pulci”. In Marina però il suo nome ufficiale è “tabella del solcometro”

Mostrarombi

C’è il mostrarombi “evoluto” della marina da guerra, che si chiama allora ufficialmente “tabella del solcometro”, e c’è il mostrarombi realizzato dal maestro d’ascia – il Mister Chips degli inglesi – cioè il carpentiere di bordo, capace di realizzare gli oggetti più piccoli così come i più grandi manufatti. Questo ne è un esempio. I pioli sono d’osso, di piombo o di ottone.Un raro esemplare di meridiana del XVIII secolo, di grande bellezza. Mentre lo gnomone resta verticale, il cerchio orario viene inclinato in funzione della latitudine. navievelieri.it

Mostrarombi

Talvolta la sgorbia del carpentiere di bordo si abbandonava a decorazioni che dimostrano una sorprendente fantasia, messa in risalto da una policromia originale. Il tempo completa l’opera avvolgendola col suo fascino.

Mostrarombi - Museo navale di Pegli

Museo navale di Pegli.

Tra le sale del museo si possono osservare “pezzi” e opere di particolare interesse come un’ancora di nave tonda in ferro (fine XIV secolo), un frammento delle catene di Portopisano, un modello di galea (1881), carte nautiche su pergamena, vedute di Tabarca e Chios, attrezzi dei maestri d’ascia e calafatori, numerosi modellini, mappe, quadri e strumenti nautici (compreso il mostrarombi della foto). L’attenzione del visitatore viene anche catturata dalla ricostruzione della bottega del fabbricante di bandiere e salvagenti, dello scagno dell’armatore e della bottega del velaio.

(Mostrarombi, strumento utilizzato per registrare la rotta e la velocità del vascello.)

 
 “Articolo a scopo didattico-istruttivo, divulgativo, informativo e ricreativo“

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