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Calamaro di Humboldt ,Dosidicus gigas,Jumbo squid,Humboldt Squid

Calamaro di Humboldt ,Dosidicus gigas, Jumbo squid

Calamaro di Humboldt ,Dosidicus gigas,Jumbo squid

Calamaro di Humboldt ,Dosidicus gigas,Jumbo squid

Calamaro di Humboldt ,Dosidicus gigas, Jumbo squid,Diablo Rojo,il Diavolo Rosso

Video straordinari sequenziali, interessanti ed istruttivi in fondo all’articolo

La misteriosa strage dei calamari di Humboldt

Articolo n. 3  della serie *Calamari giganti* :Calamaro di Humboldt ,Dosidicus gigas

(Articolo n. 7 nella categoria Polpi–Cefalopodi: cercare altri articoli in “Cerca nel Blog” opp. In  ”Naviga in Filmati di Mare opp. sulle barre blu in alto)

In questo articolo troverete subito qualche notizia sui calamari in genere. In singoli articoli sono stati trattati dettagliatamente il calamaro gigante, il calamaro colossale,  il calamaro di Humboldt = Jumbo squid,Diablo Rojo, il kraken  – il tentacolo terrore degli abissi, il Calamaro vampiro -Vampire squid e l’antenato La tusoteutide (Tusotheuthis longa). Alcuni interessanti filmati sono collocati alla fine di ciascun articolo per avere un complemento a ciò che si è appena letto.                                             *Ser*

Il calamaro è un mollusco cefalopode, con corpo fusiforme e allungato. Il mantello cilindrico (torso), che sormonta il capo, contiene gran parte degli organi interni. All’interno del mantello è anche presente una conchiglia cornea (calamo, piuma o gladio) allungata a forma di lancia. Il corpo presenta due evidenti pinne, unite in modo tale da formare, se viste dal dorso, un rombo. Il capo presenta sui lati due occhi coperti da membrana cornea, al centro dei quali è situato un organo di senso olfattorio, o forse tattile.
Il calamaro possiede in tutto 10 braccia: 8 sono più corte e con due file di ventose sferiche, la circonferenza di queste ventose è circondata da anelli di chitina taglienti e finemente dentellati, i due tentacoli sono più lunghi con estremità a forma di clava e con 4 file di ventose. Ogni braccio e tentacolo è suddiviso in tre regioni – carpo («polso»), mano («mano») e dattilo («dito»). La mano, vicina all’estremità del braccio, è più larga ed ha ventose più larghe disposte su due file mediali. Il dattilo costituisce l’estremità. Le basi di tutte le braccia e dei tentacoli sono poste a circolo intorno al singolo becco, dalla forma di quello del pappagallo.

Nei maschi una delle braccia viene utilizzata come organo per la riproduzione. Le braccia ed i tentacoli costituiscono la maggior parte della lunghezza del calamaro.

Speciali cellule del corpo, dette cromatofori, permettono variazioni di colorazione e sono utilizzati dai calamari per la trasmissione di segnali diversi quali, ad esempio, aggressività, corteggiamento, accoppiamento, ecc. La colorazione di base è variabile, con diverse sfumature dal rosso-chiaro al bruno.

Tra le specie è comune il cannibalismo:

Lotte furibonde si innescano continuamente. Per i calamari giganti sono state fatte riprese davvero avvincenti anche a profondità abissali. Squid è generalmente bravo e veloce ed si muove a raffiche: le poche osservazioni sono state fatte sul live show per il calamaro gigante che è un animale potente.

Calamaro di Humboldt – Jumbo squid

(nome scientifico Dosidicus gigas)

Un animale che viene nominato raramente… un predatore del mare. Per la sua aggressività potremmo paragonarlo all’orca o allo squalo… eppure.. è soltanto un calamaro!!!

Il calamaro di Humboldt (nome scientifico Dosidicus gigas) di notevoli dimensioni, appartiene alla famiglia delle Ommastrephidae. Il 30 settembre 2004 i ricercatori del Museo Nazionale di Scienze del Giappone e dell’Associazione di Whale Watching delle Ogasawara catturarono le prime immagini di un calamaro gigante vivo nel suo ambiente naturale. Alcune delle 556 fotografie vennero pubblicate un anno dopo. Successivamente, il 4 dicembre 2006, lo stesso team filmò per la prima volta un calamaro gigante vivo.

A causa della sua indole fortemente aggressiva e per la colorazione rossa cupa del corpo, questo calamaro è chiamato anche Diablo Rojo, il Diavolo Rosso. Il Calamaro di Humboldt è un intelligente e infallibile cefalopode predatore.

Calamaro di Humboldt ,Dosidicus gigas,Jumbo squid

Calamaro di Humboldt ,Dosidicus gigas,Jumbo squid

Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Sottoregno Eumetazoa
Ramo Bilateria
Superphylum Protostomia
(clade) Lophotrochozoa
Phylum Mollusca
Subphylum Conchifera
Classe Cephalopoda
Sottoclasse Coleoidea
Superordine Decapodiformes
Ordine Teuthida
Sottordine Oegopsina
Famiglia Ommastrephidae
Sottofamiglia Ommastrephinae
Genere Dosidicus
Specie D. gigas
Nomenclatura binomiale
Dosidicus gigas
D’Orbigny, 1835 (in 18341847)
Nomi comuni
Calamaro di Humboldt
Calamaro di Humboldt ,Dosidicus gigas

Calamaro di Humboldt ,Dosidicus gigas

Distribuzione e habitat

Il calamaro Humboldt è nativo delle acque al largo del Messico. Vive di solito ad una profondità di 200-700 metri, sebbene non sia raro incontrarlo fino alla superficie, dalla Terra del Fuoco fino alla California.

Vive nella corrente di Humboldt dalle coste sudamericane fino a quelle californiane. Vive in grossi banchi di anche 1200 esemplari

Calamaro di Humboldt ,Dosidicus gigas - JUMBOSQUID

Calamaro di Humboldt ,Dosidicus gigas – JUMBOSQUID

Descrizione

Il Dosidicus gigas è un calamaro di grandi dimensioni, fino a due metri di lunghezza.  Può nuotare ad una velocità di 24 km/h grazie al sistema di propulsione fornito dal sifone. La colorazione del corpo è rosso cupo con striature color ruggine. Si muovono in grandi banchi sotto il pelo dell’acqua, e la moltitudine degli esemplari di questi gruppi che nuota rassomiglia a una grande nube rosa sotto le onde.

Questi carnivori possono arrivare fino a 50 kg .

Il calamaro di humboldt ha sui tentacoli degli uncini dentellati molto affilati su tutto l’anello della ventosa che servono a trattenere una preda piccola o a sventrarne una grande.

Calamaro di Humboldt ,Dosidicus gigas - uncini dentellati molto affilati su tutto l'anello della ventosa

Calamaro di Humboldt ,Dosidicus gigas – uncini dentellati molto affilati su tutto l’anello della ventosa

Calamaro di Humboldt, Humboldt Squid

Calamaro di Humboldt, Humboldt Squid

Comportamento alimentare

I Calamari Jumbo, Dosidicus gigas, salgono verso la superficie di notte per nutrirsi di lanterna, sgombri, sardine, gamberi, e di tutto ciò che è in grado di mangiare compresi esemplari più piccoli della sua specie ed altri cefalopodi. Questi predatori aggressivi usano potenti armi:ventose spinate per tirare preda verso il loro becco affilato come rasoi.

Riproduzione

Poco si sa circa le abitudini riproduttive del calamaro gigante sfuggente, perché è probabile che si riproducono a grandi profondità. E’ noto che la durata della vita di questa specie è di circa un anno e che in genere riproducono solo una volta durante la loro vita, dato che, come gli altri cefalopodi, si crede che i calamari jumbo muoiono dopo la deposizione delle uova.

Calamaro di Humboldt ,Dosidicus gigas

Calamaro di Humboldt ,Dosidicus gigas

Stato di conservazione 

La pesca commerciale per Dosidicus gigas iniziata nel 1970 al largo della costa Pacifica dell’America. Questa specie è ormai fortemente pescata al largo delle coste del Messico dove le catture sono aumentate da 14 tonnellate l’anno nel 1974 a oltre 19.000 tonnellate nel 1980. Successivamente le catture medie sono state meno di 10.000 tonnellate annue. Questa specie è commercialmente pescata per usi come esca e si inscatola in alcuni mercati.

Calamaro di Humboldt ,Dosidicus gigas

Calamaro di Humboldt ,Dosidicus gigas

Curiosità

Di giorno rimane nelle profondità ma la notte risale in superficie per nutrirsi. Tante sono le storie di pescatori trascinati giu di peso dalle barche per essere divorati da questo mostro degli abissi. Per testarlo un uomo della national geographic si è immerso con questi bestioni. Inizialmente solo curiosità ma dopo pochi secondi lo hanno attaccato. Difendendosi come un vero predatore l’uomo è riuscito ad allontanare la bestia e a risalire sulla barca.
Questo animale, come altri cefalopodi, possiede cellule cromatofore che cambiano la pigmentazione della pelle. La variazione di questo calamaro dipende dall’uomore, bianco o azzurro quando è rilassato e rosso accesso quando è arrabbiato e sta per attaccare. Da questo il nome “diablo rocue” cioè diavolo rosso.

LE TESTIMONIANZE – Un incontro da evitare o da ricercare?

Si tratta di una specie molto aggressiva anche contro gli esseri umani. Hanno un aspetto estremamente minaccioso, becchi durissimi affilati come lame di rasoio e tentacoli dentati lunghi e robusti. «Hanno attaccato alcuni sub e afferrato coi tentacoli maschere e macchine fotografiche», mette in guardia il Los Angeles Times. Gli incontri ravvicinati con questi cefalopodi del terzo tipo hanno fatto fuggire i veterani delle immersioni ed eccitato altri, combattuti tra il pericolo e l’occasione unica di nuotare con loro.

Il cosiddetto calamaro Humboldt è nativo delle acque al largo del Messico, dove è stato soprannominato «diavolo rosso», per le sue striature color ruggine. «Non nuoterei con loro come non camminerei in mezzo ad un branco di leoni nel Serengeti – ironizza Mike Bear, un sub locale – anche se so che sto perdendo l’occasione di una vita». Altri sub, come Shanda Magill, non hanno resistito. «Alcune notti fa ho ammirato gli occhi tristi ed espressivi di una dozzina di calamari giganti – racconta -: mi hanno circondata, salutandomi con dei colpetti». Ma la notte successiva non è andata così bene: un gigantesco calamaro ha afferrato la donna da dietro con i suoi tentacoli: «Mi ha staccato il galleggiante dal petto e gettato via la luce, con una forza a dir poco immane – rievoca ancora terrorizzata -. Quando mi sono ripresa, il calamaro se ne era andato, ma io ero senza galleggiante. Ho scalciato come una pazza e non sapevo se sarei sopravvissuta». Roger Uzun, un fotografo sottomarino, ha nuotato con queste creature per circa 20 minuti e ha detto che gli sembravano «più curiosi che aggressivi»: «Appena ho acceso la telecamera sott’acqua – racconta – si sono spinti verso di me e mi hanno colpito alla nuca. Sembravano volermi tastare per vedere se ero commestibile». Alla fine Uzun ha scaricato su YouTube un video di tre minuti che ha rischiato di non essere mai girato: «Mi ha quasi tolto la videocamera dalle mani», spiega.

Ecco il video rischiato di non essere mai girato da Roger Uzun: nella seconda parte i calamari descritti da R.Uzum

Scienziati in allarme

Gli scienziati sono allarmati. Negli ultimi anni sono stati avvistati fino all’Alaska: un trend attribuibile all’effetto serra e al surriscaldamento della crosta terrestre, oltreché alla mancanza di cibo, anche per la pesca eccessiva dei predatori del calamaro, il che ha permesso loro di espandere la propria gamma. I predatori includono pesce spada, squali, focene, Blue Marlin, Makaira mazara, capodogli Physeter, catodon, Juan Fernandez, foche Arctocephalus philippii e foche Guadalupe, townsendi Arctocephalus. Secondo gli esperti gli esemplari potrebbero essere centinaia, se non migliaia. «In genere quando si avvista un calamaro, ce ne sono moltissimi altri» avverte John Hyde, un biologo al National Marine Fisheries Service di San Diego. «Si avvicinano alla costa quando le loro prede si spostano nelle acque basse e poi restano intrappolati o confusi», lo incalza Nigella Hillgarth, direttore del Birch Aquarium di San Diego. «Vederli da vicino è straordinario – dice -. Hanno degli occhi meravigliosi. Sembra che vedano e sappiano tutto».

Calamaro di Humboldt ,Dosidicus gigas -Jumbo Squid, Humboldt Squid at Night,  Loreto, Sea of Cortez, Baja California, East Pacific, Mexico Foto Franco Banfi / WaterF

Calamaro di Humboldt ,Dosidicus gigas -Jumbo Squid, Humboldt Squid at Night, Loreto, Sea of Cortez, Baja California, East Pacific, Mexico Foto Franco Banfi / WaterF

News di Sabato 18 Luglio 2009
Invasione di Calamari Giganti in California: pesano 50 Kg e sono pericolosi !
Calamaro di Humboldt ,Dosidicus gigas,Jumbo squid,Humboldt Squid

Calamaro di Humboldt ,Dosidicus gigas,Jumbo squid,Humboldt Squid

E’ allarme per i ‘baywatch’ della California: nei giorni scorsi migliaia di calamari giganti si sono riversati nelle acque di San Diego, diffondendo il panico tra i bagnanti e aggiungendo un altro problema allo stato di Schwarzenegger.

Per i pescatori, questi animali rappresentano un’arma a doppio taglio: da un lato pescare un calamaro di Humboldt vuol dire portare a casa un gran bel bottino; dall’altra la sua presenza potrebbe influenzare notevolmente l’ecosistema marino della California, con gravi conseguenze per la pesca.

fonte ANSA –

La misteriosa strage dei calamari di Humboldt

California invasa dai super-calamari. E’ allarme: «Possono essere pericolosi»

07 gennaio 2013 I corpi di centinaia di calamari spiaggiati sono stati rinvenuti sulla costa californiana, ma i ricercatori non hanno alcuna certezza sulle cause dell’accaduto Mentre era alla ricerca di un fossile di balena esposto grazie alla bassa marea nell’isolata baia di Santa Cruz (California), il fotografo Chris Elmenhurst si è trovato di fronte ad una scena raccapricciante: una distesa sterminata di calamari di Humboldt (Dosidicus gigas) morti, spiaggiati sulla rive di Capitola.

In seguito, ritrovamenti simili si sono ripetuti anche in altre località della California centrale, come Aptos e Pacific Grove. Alla fine gli esemplari morti di calamaro gigante sulle spiagge californiane ammontavano a qualche migliaio.

Calamaro di Humboldt ,Dosidicus gigas,Jumbo squid

Calamaro di Humboldt ,Dosidicus gigas,Jumbo squid -Foto di Chris Elmenhurst, Surf the Spot Photography -National Geographic Italia

Le morie non riguardano più solo uccelli di diverse specie, come gli spiaggiamenti non coinvolgono più soltanto balene e delfini, creature come i calamari giganti che lasciano sempre più spesso ed inspiegabilmente gli abissi.

Fino a poco più di dieci anni fa sapevamo che questi esseri esistevano grazie a qualche raro ritrovamento di corpi saliti a galla senza vita, o dalle grosse echimosi e cicatrici lasciate da grosse ventose sulla pelle dei grandi cetacei come il capodoglio.

Fine misteriosa
Calamaro di Humboldt ,Dosidicus gigas,Jumbo squid -Foto di Chris Elmenhurst, Surf the Spot Photography -National Geographic Italia

Calamaro di Humboldt ,Dosidicus gigas,Jumbo squid -Foto di Chris Elmenhurst, Surf the Spot Photography -National Geographic Italia

Per la comunità scientifica restano ancora un mistero le cause degli spiaggiamenti di questi calamari jumbo, che possono raggiungere anche il metro e mezzo di lunghezza. “Queste cose ogni tanto succedono per varie ragioni che però non sono ancora del tutto chiare”, dice il biologo marino John Field della NOAA, l’agenzia federale americana che si occupa del monitoraggio di oceani e atmosfera.

Calamaro di Humboldt ,Dosidicus gigas,Jumbo squid -Foto di Chris Elmenhurst, Surf the Spot Photography -National Geographic Italia

Calamaro di Humboldt ,Dosidicus gigas,Jumbo squid -Foto di Chris Elmenhurst, Surf the Spot Photography -National Geographic Italia

Fotografia di Chris Elmenhurst, Surf the Spot Photography
Tra i fattori principali che sembrano causare gli spiaggiamenti di massa vi sono il cambiamento climatico, il surriscaldamento delle acque oceaniche e le fioriture algali, che sarebbero in grado di disorientare i calamari.

Altri scienziati invece pensano che la causa sia più diretta. Secondo Henk-Jan Hoving, ricercatore del Monterey Bay Aquarium Research Institute (MBARI), i calamari potrebbero aver seguito le loro prede in acque sempre più basse e sovraffollate, arenandosi sulle spiagge durante la bassa marea.

Acque calde
Calamaro di Humboldt ,Dosidicus gigas,Jumbo squid -Foto di Chris Elmenhurst, Surf the Spot Photography -National Geographic Italia

Calamaro di Humboldt ,Dosidicus gigas,Jumbo squid -Foto di Chris Elmenhurst, Surf the Spot Photography -National Geographic Italia

“Negli ultimi dieci anni gli spiaggiamenti sono stati sempre più frequenti, e nel frattempo le popolazioni di calamari di Humboldt sono cresciute, forse in seguito al riscaldamento delle acque, diventando a volte anche molto numerose”, ha spiegato Field.

Questa specie di calamari che normalmente si trova nelle acque a sud del Golfo della California e fino alle coste peruviane, “a volte si trova anche più a nord, nei periodi in cui le acque sono più calde”, aggiunge Kenneth Bruland, ricercatore dell’Università della California a Santa Cruz. Questo accade quando in autunno e inverno i venti che spirano a sud e che spingono le correnti oceaniche ricche di sostanze nutritive a risalire dalle profondità cessano: allora le correnti più calde si avvicinano alle coste.

Secondo Bruland, il cambiamento climatico e il conseguente minor apporto di ossigeno nelle acque potrebbero “essere i fattori determinanti” che spingono i calamari di Humboldt verso nord.

Agile predatore
Calamaro di Humboldt ,Dosidicus gigas,Jumbo squid -Foto di Chris Elmenhurst, Surf the Spot Photography -National Geographic Italia

Calamaro di Humboldt ,Dosidicus gigas,Jumbo squid -Foto di Chris Elmenhurst, Surf the Spot Photography -National Geographic Italia

Ma questa teoria non è universalmente accettata. “Non credo che tutto ciò abbia qualcosa a che fare con il riscaldamento globale o i cambi nei livelli di ossigeno”, ha detto Francisco Chavez, oceanografo e biologo del MBARI. Anche secondo Hoving, collega di Chavez al MBARI, le cause sarebbero altre. Hoving fa notare infatti l’incredibile abilità dei calamari di Humboldt che riescono a sopravvivere e prosperare anche negli ambienti scarsamente ossigenati, al contrario di molti altri esseri viventi. Inoltre Hoving descrive il calamaro di Humboldt come un “predatore incredibilmente agile” che non si ritroverebbe mai intrappolato senza motivo, specialmente quando si muove in grandi gruppi.

Avvelenamento di massa?
Calamaro di Humboldt ,Dosidicus gigas,Jumbo squid -Foto di Carrie Vonderhaar, Ocean Futures Society/National Geographic

Calamaro di Humboldt ,Dosidicus gigas,Jumbo squid -Foto di Carrie Vonderhaar, Ocean Futures Society/National Geographic

Un’altra possibile causa degli spiaggiamenti di massa sarebbero le fioriture algali eccezionali. Alcune specie di alghe, infatti, rilasciano delle tossine, come l’acido domoico, che possono decimare le faune locali. Alcuni scienziati sono convinti che queste fioriture causino la perdita dell’orientamento nei calamari e quindi siano responsabili degli spiaggiamenti, anche se non ci sono ancora prove evidenti.

“Anche se è possibile che i calamari siano esposti a delle tossine questo è comunque improbabile visto che il mio laboratorio monitora i livelli di alghe e tossine settimanalmente nell’area di Santa Cruz, e nell’ultimo mese i livelli sono stati molto bassi”, spiega Raphe Kudela, biologo dell’UCSC.

L’ultima spiaggia
Calamaro di Humboldt ,Dosidicus gigas,Jumbo squid -Foto di Chris Elmenhurst, Surf the Spot Photography -National Geographic Italia

Calamaro di Humboldt ,Dosidicus gigas,Jumbo squid -Foto di Chris Elmenhurst, Surf the Spot Photography -National Geographic Italia

Purtroppo non ci sono ancora spiegazioni scientifiche per questi macabri ritrovamenti ma di certo non se ne sono preoccupati gabbiani, leoni marini e tutti gli altri predatori che hanno rapidamente provveduto a ripulire le spiagge.

Videos: la storia dei calamari Jumbo in sei video sequenziali

Diavoli Rossi: I Calamari Giganti di Humboldt 01/06

 Diavoli Rossi – I Calamari Giganti di Humboldt 02/06

Diavoli Rossi – I Calamari Giganti di Humboldt 03/06

 Diavoli Rossi – I Calamari Giganti di Humboldt 04/06

 Diavoli Rossi – I Calamari Giganti di Humboldt 05/06

Diavoli Rossi – I Calamari Giganti di Humboldt 06/06

 “Articolo a scopo didattico-istruttivo, divulgativo, informativo e ricreativo“


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