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IL KRAKEN ,IL TENTACOLATO TERRORE DEGLI ABISSI

IL KRAKEN ,IL TENTACOLATO TERRORE DEGLI ABISSI
Kraken -Disegno di Pierre Denys de Montfort, dalle descrizioni di marinai francesi che sostenevano di essere stati aggrediti da questa creatura al largo dell'Angola (1801).

Kraken -Disegno penna ed acquerello di Pierre Denys de Montfort (1801), dalle descrizioni di marinai francesi che sostenevano di essere stati aggrediti da questa creatura al largo dell’Angola

IL KRAKEN

IL TENTACOLATO TERRORE DEGLI ABISSI

Articolo n. 4  della serie *Calamari giganti* :  IL KRAKEN

(Articolo n. 8 nella categoria Polpi–Cefalopodi: cercare altri articoli in “Cerca nel Blog” opp. In  ”Naviga in Filmati di Mare opp. sulle barre blu in alto)

In questo articolo troverete subito qualche notizia sui calamari in genere. In singoli articoli sono stati trattati dettagliatamente il calamaro gigante, il calamaro colossale,il calamaro di Humboldt = Jumbo squid,Diablo Rojo, il kraken = il tentacolo terrore degli abissi, il Calamaro vampiro-Vampire squid e l’antenato La tusoteutide (Tusotheuthis longa). Alcuni interessanti filmati sono collocati alla fine di ciascun articolo per avere un complemento a ciò che si è appena letto.

Oggi vedremo il Kraken: il solo nome antisonante fa pensare a qualcosa di straordinario e unico. Una delle creature più misteriose e mitizzate del nostro pianeta è il calamaro gigante ( trattato in un nostro recentissimo articolo) più volte nell’antichità protagonista di leggende e racconti del mare con vari nomi tra cui il più conosciuto è “kraken“, della mitologia nordica, è senza dubbio l’animale che più di tutti incarna le paure e i timori umani dell’ignoto.                                             *Ser*

Il calamaro è un mollusco cefalopode, con corpo fusiforme e allungato. Il mantello cilindrico (torso), che sormonta il capo, contiene gran parte degli organi interni. All’interno del mantello è anche presente una conchiglia cornea (calamo, piuma o gladio) allungata a forma di lancia. Il corpo presenta due evidenti pinne, unite in modo tale da formare, se viste dal dorso, un rombo. Il capo presenta sui lati due occhi coperti da membrana cornea, al centro dei quali è situato un organo di senso olfattorio, o forse tattile.
Il calamaro possiede in tutto 10 braccia: 8 sono più corte e con due file di ventose sferiche, la circonferenza di queste ventose è circondata da anelli di chitina taglienti e finemente dentellati, i due tentacoli sono più lunghi con estremità a forma di clava e con 4 file di ventose. Ogni braccio e tentacolo è suddiviso in tre regioni – carpo («polso»), mano («mano») e dattilo («dito»). La mano, vicina all’estremità del braccio, è più larga ed ha ventose più larghe disposte su due file mediali. Il dattilo costituisce l’estremità. Le basi di tutte le braccia e dei tentacoli sono poste a circolo intorno al singolo becco, dalla forma di quello del pappagallo.

Nei maschi una delle braccia viene utilizzata come organo per la riproduzione. Le braccia ed i tentacoli costituiscono la maggior parte della lunghezza del calamaro.

Speciali cellule del corpo, dette cromatofori, permettono variazioni di colorazione e sono utilizzati dai calamari per la trasmissione di segnali diversi quali, ad esempio, aggressività, corteggiamento, accoppiamento, ecc. La colorazione di base è variabile, con diverse sfumature dal rosso-chiaro al bruno.

 IL KRAKEN – Il tentacolo terrore degli abissi

Il kraken è un mostro marino leggendario dalle dimensioni abnormi; il suo mito ha origini molto antiche, ma si è sviluppato soprattutto fra il Settecento e l’Ottocento, forse anche sulla base dei resoconti di reali avvistamenti di calamaro gigante. Viene generalmente rappresentato come una gigantesca piovra, con tentacoli abbastanza grandi da avvolgere un’intera nave.

Le dimensioni e l’aspetto temibile attribuito al Kraken ne hanno fatto un mostro dimorante nell’oceano in varie opere di narrativa . La sua mole è di sicuro l’aspetto comune a tutte le versioni del mito e anche quella che sicuramente ha suggerito di più la connotazione di mostro aggressivo.

È normale che, in un’epoca in cui ancora la scienza muoveva i primi passi, i marinai fossero portati a spiegare con la superstizione e le leggende la presenza di animali di così grandi dimensioni, attribuendo loro capacità sovrannaturali e aggressività contro gli umani. Il contrasto tra la fragilità della vita umana e il mistero degli abissi è molto probabilmente il motivo per cui al Kraken sono state attribuite caratteristiche malvagie e devastanti come quelle legate alla distruzione delle navi.

In norvegese, krake indica un animale malsano o aberrante (in analogia alle forme inglesi crank e crook). In tedesco, Krake significa piovra.

Il kraken

Il kraken

La piovra gigante – Kraken: Origini

Il Kraken è un mostro mitologico marino, la cui origine risale a un’opera educativa anonima del 1250 d.C. circa, Konungs skuggsjá. In questo testo l’autore riprende due mostri marini della mitologia norrena, chiamati Hafgufa e Lyngbark, e apparsi nella Saga di Örvar-Odds: le caratteristiche dei due mostri vengono illustrate in maniera approfondita e l’autore suggerisce l’idea che in realtà si tratti dello stesso mostro, il Kraken, appunto.

Tuttavia il mito del Kraken prende forma in maniera più organica nel Settecento, quando appare nell’opera Systema Naturae di Carl Nilsson Linnaeus, del 1735. In questo libro viene classificato come un cefalopode, perdendo quindi la forma descritta nelle prime pubblicazioni.

Un’altra apparizione del Kraken si trova nel volume Storia naturale della Norvegia, scritto dal vescovo Erik Pontoppidan, del 1752.

kraken

kraken

Dal tardo Settecento in avanti, fino all’Ottocento, il mito del Kraken conosce quindi la sua massima diffusione, assumendo le caratteristiche tipiche che gli vengono ancora comunemente riconosciute e perdendo altri aspetti risalenti alle origini della leggenda. In questo periodo iniziò a svilupparsi il mito del kraken come creatura aggressiva. Alcune varianti del mito prevedevano che il kraken affondasse le navi degli uomini corrotti (per esempio dei pirati), risparmiando quelle dei giusti. Sempre in questo periodo l’immagine del kraken venne a coincidere in modo sempre più netto con quella di una piovra gigante, perdendo altre caratterizzazioni menzionate da alcune fonti più antiche (come la forma di granchio o certi altri elementi che potevano accomunare il kraken alle balene). Anche secondo alcuni studiosi, questa evoluzione del mito potrebbe essere legata agli avvistamenti di reali calamaro gigante

Nel 1802, il malacologo francese Pierre Denys de Montfort incluse la descrizione di due specie di piovre giganti nel suo trattato enciclopedico sui molluschi, Histoire Naturelle Générale et Particulière des Mollusques. La prima specie, per cui Montfort riprese il nome “kraken”, era quella descritta dai marinai norvegesi (e, secondo Montfort, anche da Plinio il Vecchio). La seconda specie aveva dimensioni ancora più impressionanti; un esemplare aveva causato il naufragio di un vascello al largo dell’Angola.(Foto di copertina)

Montfort sostenne anche che le dieci navi da guerra inglesi scomparse nel 1782 fossero state affondate da piovre giganti. La sua tesi fu in seguito smentita, e la sua opera perse notevolmente di credibilità agli occhi dei suoi contemporanei.

Kraken nella cultura popolare

francobollo_kraken

francobollo_kraken

Anche se fittizio ed oggetto del mito, la leggenda del Kraken continua a vivere sempre, tramite numerosi riferimenti presenti nella cultura popolare, tra cinema, letteratura, televisione, videogiochi e altri esempi diversi (ad esempio, i francobolli, un rollercoaster “Montagne russe” ed una marca di rum ).

Come abbiamo già detto, la leggenda potrebbe in realtà avere origine da avvistamenti di reali calamari giganti che sono variamente stimati da adulti in 13-15 m (40-50 ft) di lunghezza, compresi i tentacoli. Queste creature normalmente vivono a grandi profondità, ma sono state avvistate in superficie e vi sono testimonianze di attacchi a navi.

Kraken squid - Ventimila leghe sotto i mari, illustrazione originale

Kraken squid – Ventimila leghe sotto i mari, illustrazione originale

 Kraken: approfondimenti

Come abbiamo già detto l’aspetto del Kraken ha subito diverse modifiche con l’evolversi del mito a esso collegato.
Dapprima era molto simile ai mostri-isola, quindi era associato alle balene. Più avanti, nell’opera di Jacob Wallenberg del 1781 Mio figlio sulla galera, è identificato come “pesce-granchio”.

Solo nel tardo Settecento e nell’Ottocento assume un aspetto del tutto simile a un calamaro gigante, ciò fa dunque pensare che l’evoluzione del mito sia da ricercarsi in avvistamenti reali di questi animali marini. È questo l’aspetto inoltre più conosciuto del mostro, in quanto collegato alla massima diffusione del mito, rispetto alle origini, che rimangono indubbiamente meno note al pubblico.

Una delle peculiarità assunte dal mostro, proprio nel periodo di grande diffusione, è sicuramente quella dell’aggressività, dal momento che gli viene attribuita la possibilità di affondare le navi con minimo sforzo. Questo aspetto riprende sia l’etimologia del nome, sia le descrizioni presenti nel libro di Erik Pontoppidan.

L’emersione del Kraken è accompagnata da grandi movimenti d’acqua e da enormi spruzzi provenienti dalle sue narici. Questo aspetto è in comune sia al Kraken delle origini, più simile a un mostro-isola, sia al Kraken del Settecento-Ottocento, che assume sempre più la forma della piovra gigante.

I kraken, che sarebbero stati lunghi quasi 100 metri, o due volte la dimensione del  calamaro colossale Mesonychoteuthis, probabilmente si sono estinti perchè annegati o uccisi traumaticamente dagli ittiosauri prima di essere trascinati nella loro tana.

La prova di questo temibile MONSTER SEA e dei suoi attacchi raccapriccianti viene da marcature sulle ossa dei resti di nove ittiosauri della specie Shonisaurus popularis che ha vissuto durante il Triassico, un periodo che durò da 248 a 206 milioni di anni fa.

Il kraken

Il kraken

Il kraken

Il kraken

I videos : The Kraken Attacks – New and Improved

The Kraken vs. The Giant Squid

The Kraken Rum: Existence

Kraken

“Articolo a scopo didattico-istruttivo, divulgativo, informativo e ricreativo“


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