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Comandi Navi Scuola ,Cristoforo Colombo,Amerigo Vespucci

Amerigo Vespucci - Prua a vele spiegate

Comandi Navi Scuola ,Cristoforo Colombo,Amerigo Vespucci

Abbiamo già incontrato nei nostri articoli l’Amerigo Vespucci 1879 (il Vespucci Senior) , l’Amerigo Vespucci che tutti conoscono, il suo gemello Cristoforo Colombo ed qualche accenno per il Palinuro. Tutte navi scuola Italiane di grande prestigio. Il primo Vespucci ed il Cristoforo Colombo non esistono più, ma i mari del mondo vengono solcati attualmente dagli altri due velieri, orgogli dell’Italia.

Regia Nave Amerigo Vespucci e la RN Cristoforo Colombo -Epoca della foto: anno 1935 c Fotografo: sconosciuto Origine: Archivio Storico della Marina Militare Italiana

 La Regia Nave Amerigo Vespucci e la RN Cristoforo Colombo all’ancora accostati nel Golfo della Spezia.
Le due unità costituivano la Divisione Navi Scuola ed effettuarono insieme nove Campagne di Istruzione in Mediterraneo, Nord Europa e Atlantico, fino allo scoppio della Seconda Guerra Mondiale.
In questa immagine si possono notare le differenze costruttive delle due unità.
Le più evidenti sono una diversa inclinazione del bompresso (più orizzontale nel Cristoforo Colombo), il diverso attacco delle sartie (a filo di murata per il Vespucci, esterno con parasartie sull’impavesata per il Colombo) e l’assenza, su quest’ultimo, delle imbarcazioni maggiori sistemate a centro nave e pertanto mancante del relativo bigo di carico, che si nota sul Vespucci fra l’albero maestro ed il trinchetto.

Con l’articolo sull’Amerigo Vespucci abbiamo affermato che è stato scritto moltissimo sul Vespucci, pubblicate un numero importante di foto ed anche tantissimi filmati e redigere un articolo sul Vespucci avebbe significato, per noi, ripercorrere strade percorse mettendoci nelle condizioni di essere ripetitivi e forse di non portare nulla di nuovo od originale alla ribalta. Pertanto abbiamo preferito porre, alla attenzione dei nostri lettori, ciò che è meno conosciuto, ma che ha altrettanto fascino: consigliamo di visionare il relativo articolo.

Anche con l’articolo di oggi, parlando dell’Amerigo Vespucci e del Cristoforo Colombo, cerchiamo di essere originali proponendo qualcosa di raro.

Parleremo delle:

Voci di comando e destinazioni per la manovra sulle RR.Navi Scuola ”Colombo,, e ”Vespucci,,. Nel 1939, se non erro, la campagna d’istruzione degli Allievi della 1^Classe sul Vespucci si svolse nel golfo di Taranto a causa dei sopraggiunti eventi bellici.

Il libro della “Regia Accademia Navale” , stampato a Livorno nel 1939 dalla tipografia della Regia Accademia Navale, è stato scannerizzato e le foto sono inserite nella nostra foto gallery. Apriamole e le possiamo leggere come se avessimo il libro tra le mani e quasi ci sembrerà di sentire l’odore d’antico emanato dalle pagine.

Autore articolo: Jester Solent

Per i molti lettori stranieri: pur essendo il nostro blog leggibile in 52 lingue, ovviamente, le immagini delle pagine del libro, essendo foto, non sono traducibili automaticamente. Ci dispiace.

La copertina del libro

Note generali sulle imbarcazioni a vela

Le imbarcazioni a vela hanno di solito due alberi, il trinchetto e la maestra, ma possono avere anche un solo albero oppure tre alberi (in tal caso la vela dell’albero di mezzana è detta mezzanella).
Gli alberi possono essere attrezzati con vele latine, al terzo, al quarto, a tarchia, ecc.; sono a “calcese” cioè in legno di un solo pezzo, la cui estremità superiore ha una cavatoia con puleggia per il passaggio della drizza delle vela.
Le manovre dormienti sono due cavi di acciaio che terminano in basso con una redancia a mezzo della quale vengono arridati alle landre o ad appositi golfari situati sulle falchette.
Le manovre correnti sono rappresentate dalle drizze delle vele e da quella del fiocco.Considerata la vela come propulsore ed il vento come forza propulsiva, la forza del vento può essere sfruttata interamente solo da vele piane, ma ciò non può realizzarsi in pratica perché la forza del vento obbliga la tela a cedere per la sua elasticità, producendo così una curvatura il cui effetto è quello di ridurre la forza motrice.

Ogni vela ha un “centro di pressione”, ogni imbarcazione, qualsiasi sia il numero e tipo di vele, ha il suo “centro velico”, che è il punto di applicazione di un’unica forza,anche detto centro di velatura, risultante di tutte le forze del vento che agiscono su ciascuna vela, capace di produrre lo stesso effetto di tutte le vele.

Il centro velico non ha una posizione fissa: si abbassa, si alza, si sposta verso prora e verso poppa, a seconda di come vengono manovrate le vele; dalla sua posizione dipendono sia l’equilibrio della velatura, sia la stabilità dell’imbarcazione, sia la possibilità di compiere più o meno agevolmente i movimenti di accostata o evoluzione.

L’imbarcazione compie i suoi movimenti attorno all’ “asse verticale di rotazione”, che divide la velatura in due quartieri o sistemi velici:

sistema velico prodiero, formato da tutte le vele che si trovano a proravia dell’asse di rotazione e il cui effetto, oltre al moto progressivo, è di far “poggiare” l’imbarcazione, cioè di far allontanare la prora dalla direzione da cui spira il vento;
sistema velico poppiero, formato da tutte le vele che si trovano a poppavia dell’asse di rotazione e il cui effetto, oltre al moto progressivo, è di far “orzare” l’imbarcazione, cioè di portare la prora nella direzione da cui spira il vento.

   Per governare in rotta è necessario che i due sistemi velici si facciano equilibrio, cioè il centro velico si trovi sull’asse di rotazione, perché se è spostato verso prora, avrà predominio il sistema velico prodiero e l’imbarcazione poggerà; se invece è spostato verso poppa, avrà predominio il sistema velico poppiero e l’imbarcazione orzerà.
A volte, oltre influire sulla velatura, può essere necessario un angolo correttivo del timone.

MANOVRA DELLE IMBARCAZIONI A VELA

a – Norme generali
Prima di mollare l’ormeggio è necessario controllare che gli alberi, le vele, gli attrezzi, le manovre fisse e correnti e il timone siano in ordine e funzionino bene. Nel caso che si ritenga opportuno zavorrare l’imbarcazione, perché leggera, bisogna escludere la zavorra di pietra o di ghiaia, in quanto oltre ad essere ingombrante sporca e, se si imbarca acqua, può fare affondare l’imbarcazione. Una zavorra adatta è costituita dall’acqua messa in barilotti piatti, ben rizzati sul fondo. Anche questo tipo di zavorra è ingombrante, ma ha il vantaggio che i barilotti si possono vuotare e riempire in pochi minuti, e, se vuoti, in caso di forte imbarco di acqua, funzionano da casse d’aria, rendendo l’imbarcazione quasi insommergibile.

Nelle accostate, la rotazione avviene intorno ad un asse situato a proravia dell’asse che passa per il centro di gravità; si può variare l’effetto delle vele spostando l’asse di rotazione verso poppa o verso prora. Se si fanno passare degli uomini verso prora, l’asse di rotazione si sposta nello stesso senso e l’imbarcazione diventa orziera; se invece vi è uno spostamento di peso verso poppa, l’imbarcazione diventa puggera.

Di ciò bisogna tener conto quando si vogliono equilibrare le vele, con una razionale distribuzione dei pesi. E’ sempre conveniente mantenere l’imbarcazione leggermente orziera.

L’equipaggio deve sempre rimanere seduto sul fondo dell’imbarcazione, perché questa sia più stabile. Non bisogna mai sedersi sopravvento per agguantare più vela; basterebbe il ridosso di un ostacolo per far sbandare l’imbarcazione ed imbarcare acqua. Non bisogna mai salire sugli alberi, anche con calma di mare e di vento, perché l’imbarcazione si può capovolgere.

Il vento a raffiche è molto pericoloso e richiede attenta manovre alle scotte. Nel caso si abbia andature di bolina, al sopraggiungere della raffica bisogna orzare; se invece si tratta di salti di vento, è prudente ammainare le vele. Con andature a vento largo, occorre poggiare, imbrogliare la maestra e mettere il trinchetto a mezzo albero.

Si prendano i terzaruoli quando la lancia, per effetto dello sbandamento, incomincia ad imbarcare acqua da sottovento. Il terzaruolo deve essere preso senza cambiare andatura e senza venire all’orza.

Con vento in poppa si ammaini la vela per prendere il terzaruolo.

b – Viramenti di bordo

Il viramento di bordo è una manovra che ha lo scopo di portare l’imbarcazione a stringere il vento da una mura all’altra. Per una corretta manovra bisogna rifarsi ai concetti del centro velico e dei sistemi velici, ricordandosi che il sistema velico prodiero tende a fare poggiare l’imbarcazione, cioè a fare allontanare la prora dalla direzione del vento, mentre il sistema velico poppiero tende a far orzare, cioè a far avvicinare la prora alla direzione del vento. Stabiliti questi concetti principali, diciamo che vi sono il viramento in prora e quello in poppa, e che, in linea di massima, a meno casi d’impossibilità, viene preferito il viramento in prora, perché fa perdere meno cammino ed è più rapido.

Viramento di bordo in prora – consiste in due movimentiprincipali:

orzata, cioè portare la prora al vento;

poggiata, cioè passare alla murata opposta,

Le manovre che si compiono sono:

Timone all’orza, ed essendo necessario che il sistema velico poppiero porti di quello prodiero, mollare il fiocco e portare la maestra in mezzo.L’imbarcazione continuerà ad orzare, non appena il vento sarà quasi di prora, si mette il fiocco fuori quanto basta per farlo prendere a collo, poi si rientra man mano per non spegnere l’abbrivio dell’imbarcazione e, contemporaneamente, si cambierà la scotta alla maestra.

L’imbarcazione darà la prora al vento.

Quando il vento è di prora, è necessario che l’imbarcazione poggi, cioè il sistema velico prodiero deve portare più di quello poppiero; quindi appena il fiocco comincerà a portare, si cambierà le scotte al trinchetto e si fileranno quelle della maestra. Appena il trinchetto comincerà a portare si teseranno adagio le scotte del fiocco e della maestra sulle mure e, quando si sarà sull’andatura voluta, si borderà prima il fiocco e poi la maestra.

Viramento di bordo in poppa – consiste in due movimenti principali:

di poggiata per far allontanare la prora dalla direzione del vento;

di orzata per avvicinare la prora alla direzione del vento sino a prendere la voluta andatura opposta alla precedente.

Le manovre che si compiono sono:

  •  Timone alla puggia e, dovendo il sistema velico prodiero portare più quello poppiero, filare la scotta della maestra in modo che questa porti poco. L’imbarcazione poggerà.

  •  Appena il vento è l’anca, perché il sistema prodiero abbia un maggiore effetto, mollare la scotta della maestra per imbrogliare la maestra. L’imbarcazione continuerà nel suo movimento di puggiata.

  •  Appena il vento è in fil di ruota, occorre che il sistema velico poppiero abbia preponderanza su quello prodiero. Bordare allora la maestra sulle nuove mure, cambierà le scotte al trinchetto e mollare il fiocco.

  • Man mano che l’imbarcazione a venire sulle mure, si cambiano le scotte al fiocco, e si filino assieme a quelle del trinchetto.

  •  In un secondo momento si teseranno adagio in maniera che l’imbarcazione raggiunga la voluta andatura con i sistemi velici in equilibrio.

c – Bordeggio

Quando la località che si deve raggiungere si trova nelle direzione dalla quale spira il vento, ovvero l’imbarcazione non può dirigere direttamente su di essa, occorrerà avvicinarsi percorrendo un cammino a zig-zag, formato da successivi viramenti di bordo in prora, in maniera che l’ultima bordata sarà quella che l’avrà portare sulla meta.

La bordata è il tratto che percorre l’imbarcazione a vela tra una virata di bordo e la successiva.

 Quando il vento spira dalla direzione che si vuole raggiungere, la maggiore o minore lunghezza delle bordate non influirà sulla lunghezza del cammino da percorrere; ma, se il vento non spira direttamente dalla meta, si faranno lunghe bordate che si avvicinano ad essa, e si limiteranno quelle che se ne allontanano.

Le vele e gli alberi della nave a vela più bella del mondo: AMERIGO VESPUCCI.

Gli alberi ed i pennoni.

AMERIGO VESPUCCI. Gli alberi e i pennoni

Gli alberi sono quattro, infatti il bompresso lo si può considerare a tutti gli effetti un quarto albero, e sono chiamati:
bompresso composto dai tronconi n° 1 – 2 – 3 – 4
trinchetto composto dai tronconi n° 5 – 6 – 7
maestra composto dai tronconi n° 13 – 14 – 15
mezzana composto dai tronconi n° 21 – 22 – 23

n° nome ……………..metri
1 asta di controfiocco 13
2 asta maggiore 17,90
3 bompresso 14
4 buttafuori di briglia 4
5 albero maggiore 32,17
6 albero di parocchetto 16,30
7 alberetto di trinchetto 14,50
8 pennone di contro velaccino 7,30
9 pennone di velaccino 12,40
10 pennone di parrocchetto volante 17,60
11 pennone di parrocchetto fisso 21,80
12 pennone di trinchetto 25
13 albero maggiore 34,47
14 albero di gabbia 17,60
15 alberetto di maestra 14,50
16 pennone di contro velaccio 9,70
17 pennone di velaccio 13,70
18 pennone di gabbia volante 20,50
19 pennone di gabbia fissa 24,50
20 pennone di maestra 28
21 albero maggiore 23,043
22 albero di contromezzana 11,60
23 alberetto di mezzana 11,20
24 pennone di contro belvedere 6,70
25 pennone di belvedere 9,40
26 pennone di contromezzana volante 13,25
27 pennone di contromezzana fissa 16
28 pennone di mezzana 18
29 picco 11
30 boma 16,50

Le misure totali degli alberi dall’incuneatura sono invece queste:
albero di mezzana m. 33,8
albero di maestra m. 48,12
albero di trinchetto m. 42,05
Gli alberi sono tutti composti da tre parti; i primi due tronconi di tutti gli alberi e del bompresso sono in acciaio; il terzo, chiamato alberetto per gli alberi verticali e asta di controfiocco per il bompresso, sono invece in legno (douglas). Le parti in acciaio dei pennoni sono costituite da lamiere chiodate.

Ciascun albero ha cinque pennoni, e questi seguono lo stesso sistema, i tre inferiori, la randa e il boma sono in acciaio, mentre i due superiori sono in legno, come in legno è anche il picco.
I due pennoni inferiori di ogni albero sono fissi, e possono ruotare solo sul piano orizzontale, mentre i tre superiori possono scorrere sull’albero. Questi superiori vengono alzati al momento di spiegare le vele.

Gli alberi sono tenuti in posizione grazie a cavi di acciaio che li sostengono verso prora (stralli), verso i lati (sartie) e verso poppa (paterazzi).
Sugli stralli sono inferiti i fiocchi e le vele di strallo.

La manovra delle vele avviene grazie ai cavi, aventi diverso diametro, per un totale di circa 20.000 metri; le manovre possono essere di due tipi: “fisse” o “dormienti” e “correnti”.
Le “manovre fisse” sono costituite dall’insieme delle cime, e dei cavi, che hanno lo scopo di mantenere, trattenere, e fissare in modo stabile e duraturo gli alberi (sartie), i pennoni (pur permettendo agli stessi la possibilità di orientamento) e tutta l’attrezzatura fissa di bordo.
Con “manovre correnti” si intendono invece tutte le altre cime, e gli altri cavi, destinati ad essere manovrati per permettere l’orientamento delle vele, l’ammaino dei fiocchi, l’uso dei vari paranchi di bordo, l’ormeggio, il traino e tutte le altre manovre inerenti alla condotta della nave.
Queste cime sono in manilla, una fibra vegetale, ad eccezione delle scotte dei trevi che sono realizzate in nylon, per sostenere l’elevato sforzo.

Anche i cavi hanno nomi diversi: drizze, per alzare i pennoni mobili e le vele di taglio, bracci, per orientare i pennoni, scotte e mure, per fissare gli angoli bassi delle vele quadre (rispettivamente sottovento e sopravvento), ed imbrogli, per raccogliere le vele sui pennoni. mondovespucci.com

Le vele e gli alberi della nave a vela più bella del mondo: AMERIGO VESPUCCI.

Le sue immense vele.

AMERIGO VESPUCCI - Le vele e gli alberi

Le sue immense vele.
n° nome vela______________________mq

1 augelletto – uccellina______________99
2 contro fiocco____________________105
3 fiocco__________________________99
4 gran fiocco______________________108
5 trinchettina______________________66
6 trevo di trinchetto________________230
7 parrocchetto fisso________________166
8 parrocchetto volante______________110
9 velaccino________________________93
10 contro velaccino__________________49
11 vela di strallo di gabbia____________102
12 vela di strallo di velaccio___________104
13 trevo di maestra_________________345
14 gabbia fissa_____________________187
15 gabbia volante__________________139
16 velaccio________________________115
17 contro velaccio___________________49
18 vela di strallo di mezzana ___________47
19 vela di strallo di belvedere__________45
20 contro mezzana fissa______________81
21 contro mezzana volante___________58
22 belvedere______________________58
23 contro belvedere________________32
24 randa_________________________145

Le vele del Vespucci sono di due tipi: le quadre e quelle latine.

Le quadre sono quelle sui pennoni, su quasi tutti i pennoni; fa eccezione infatti il maggiore di mezzana che è l’unico che ne è privo, detto “verga secca” ma che può essere armato con una vela di forma triangolare detta “zizza di monaca” (senza offesa per le monache). Le vele quadre, sono trasversali all’asse longitudinale della nave.

Sono vele di strallo gli stralli, i fiocchi e la randa. La loro forma è triangolare e sono paralleli all’asse longitudinale.

Le vele prendono il nome sia dall’albero, che dai relativi pennoni.
Il pennone di mezzana è senza vela, ed è per questo chiamato “verga secca”, ne è sprovvisto in quanto questa toglierebbe vento al trevo di maestra, la vela più grande di tutta la nave.

Le vele sempre pronte all’uso sono le cinque a prora – augelletto, controfiocco, fiocco, gran fiocco e trinchettina, unitamente alle quattro di strallo – di gabbia, di velaccio, di mezzana e di belvedere, e alla randa.
Se necessario, a queste vele vengono aggiunti gli scopamare. Si tratta di due vele quadre, utilizzate ai lati del trevo di trinchetto, su apposite “prolunghe” del pennone.

Quando la nave è completamente invelata la velocità raggiungibile è notevole, considerando anche il suo peso! Il record di velocità è di 14,6 nodi. E’ stato stabilito dall’ammiraglio Agostino Straulino, al comando di questa nave nella Campagna d’Istruzione del 1965 … “spremendo” gli Allievi del corso Kon-Tiki.

La superficie totale delle vele è di circa 2.635 metri quadri. Sono di tela olona (tessuto di canapa) ed hanno lo spessore tra i 2 e 4 millimetri. Sono composte dall’unione, mediante cucitura, di più strisce chiamate ferzi. .mondovespucci.com/

L’Ammiraglio Straulino non è stato l’unico “velista” a comandare Nave Vespucci ce ne sono stati diversi come l’Ammiraglio Ugo Foschini, scomparso di recente all’età di 96 anni, o come l’ammiraglio Franco Faggioni. Quando il Vespucci ha un vero velista al comando, tutto cambia. La squadra di guardia ha un bel da fare sul ponte di coperta per alare, cazzare a “ferro” scotte caricabassi e strangola cani o a riva per la manovra delle alte vele visto che sono quelle che si imbrogliano o si ammainano più spesso quando si ricerca la velocità pura. Personalmente, tanti anni fa, ho pensato, con una certa invidia, all’equipaggio di Straulino quando nel Kattegat abbiamo dovuto invertire la rotta perchè per il forte vento dritto di prora, il Vespucci non era più in grado di governare a motore mentre loro erano riusciti a navigare a vela nel Kattegat e nello Skagerrak nonostante la presenza di una forte depressione che provocò non pochi danni alla vecchia signora dei mari.

Nelle voci di comando che vengono qui riportate manca, purtroppo, il sonoro, manca la fatica, il sudore, il feddo. Mancano quelle voci, quelle grida, quei fischi dei nostromi che ti rimarranno per sempre nelle orecchie insieme alla fatica accumulata nelle tue braccia per alare ed imbrogliare le vele, insieme agli sforzi delle gambe per stare in equilibrio e correre sulle griselle a trenta metri dalla superficie del mare per andare a riva.

Comandi Navi Scuola – Gallery

Nota: cliccando sulle singole foto le vedrete a tutto schermo ed ad alta risoluzione (una volta che avrete la foto in grande con un ulteriore clik vi è uno zoom per vedere meglio alcuni  dettagli)

Osservazioni Generali

Osservazioni Generali - pag. 2

Osservazioni Generali - pag. 3

Posto di manovra con le due guardie

Per mollare e serrare le vele - Pag. 5

Per mollare e serrare le vele - Pag. 6

Per bordare ed alzare le gabbie - Pag. 7

Per alzare e bordarei fiocchi e le vele di strallo - Pag. 8

Per alzare e bordarei fiocchi e le vele di strallo - Pag. 9

Per bordare la randa - Pag. 10

Per murare e bordare le basse vele - Pag. 11

Bolinare - Pag. 12

Per bordare ed alzare velacci e contro - Pag. 13

Bracciare - Pag. 14

Mollare scotte e mure di maestra - Pag. 15

Per imbrogliare le vele - Pag. 16

Imbrogliare i trevi - Pag. 17

Per ammainare e Imbrogliare fiocchi e vele di strallo e le gabbie Pag. 18

Per Imbrogliare la randa, incrociare velacci e contro - Pag. 19

Per incrociare velacci e contro - Pag. 20

Fila la drizza - Pag. 21

Per ricalare e ghindare gli alberetti - Pag. 22

Per prendere o sciogliere i terzaioli alle basse vele ed alle gabbie - Pag. 23

Per prendere o sciogliere i terzaioli alle basse vele ed alle gabbie - Pag. 24

Posto di manovra con una sola guardia - Pag. 25

Posto di manovra con una sola guardia - Pag. 26

Posto di manovra con una sola guardia - Pag. 27

Posto di manovra con una sola guardia - Pag. 28

A posto per virare di bordo in prua - Pag. 29

A posto per virare di bordo in prua - Pag. 30

Uomo in mare - Pag. 31

Sezioni di maestra,imbroglia maestra. Sezioni di mezzana,braccia in croce la maestra - Pag. 32

Sezioni di maestra,imbroglia maestra. Sezioni di mezzana,braccia in croce la maestra - Pag. 33

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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 Comandi Navi Scuola

Comandi Navi Scuola -Schema delle manovre -RN Cristoforo Colombo

Comandi Navi Scuola -Schema delle manovre -RN Cristoforo Colombo

 

Comandi Navi Scuola -Schema delle manovre -RN Cristoforo Colombo

 Comandi Navi Scuola

 

Comandi Navi Scuola -Schema delle manovre -RN Amerigo Vespucci

 

Comandi Navi Scuola -Schema delle manovre -RN Amerigo Vespucci

 

Comandi Navi Scuola -Schema delle manovre -RN Amerigo Vespucci

Per i termini consigliamo questo GLOSSARIO NAUTICO:

Qualche foto
Ed ecco una originale, e rara, foto nelle quala potete ammirare le navi scuola Amerigo Vespucci e Cristoforo Colombo ai tempi in cui navigavano assieme.

le navi scuola Amerigo Vespucci e Cristoforo Colombo

Rara foto- Cristoforo Colombo (foto d'epoca)

Comandi Navi Scuola – Qualche foto

I Nostromi della nave Scuola Amerigo Vespucci. (foto d'epoca)

I Nostromi della nave Scuola Amerigo Vespucci. (vedere il nostro articolo: *Strumenti Nautici: il fischio del Nostromo* (cliccare qui)
I nocchieri, a bordo della nave scuola Amerigo Vespucci, mentre “chiamano”,attraverso i loro caratteristici fischi, il posto di manovra generale alla vela.
Foto gentilmente fornita da Gabriele.

I Nostromi della nave Scuola Amerigo Vespucci (foto d'epoca)

Capo Cornelli – 2° nostromo di nave Vespucci –
Nel 2009 è stata fatta una targa a ricordo di tutti i nostromi che si sono avvicendati sulla nave scuola Amerigo Vespucci.
Tale iniziativa si deve al Primo Maresciallo Antioco Tilocca che ha voluto ricostruire la cronologia di questi personaggi storici che hanno svolto il loro incarico, trascorrendo anche anni, a bordo della Regina dei mari.
I nostromi, dal 1931 ad oggi, sono stati solo sedici!

posto di manovra (sui pennoni)

Manovre sulla A. Vespucci

Manovre sulla A. Vespucci (foto d'epoca)

Manovre sulla A. Vespucci 3

Manovre sulla A. Vespucci 4 (foto d'epoca)

“Articolo a scopo didattico-istruttivo, divulgativo, informativo e ricreativo“


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