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Tropicalizzazione Mediterraneo ,Mare Nostrum

Tropicalizzazione Mediterraneo ,Mare Nostrum

Pesce Balestra  - Banco S.Croce (Napoli)

Pesce Balestra – Banco S.Croce (Napoli)

Tropicalizzazione Mediterraneo ,Mare Nostrum

Tartarughe, meduse, flora e pesci tutti di origine tropicale invadono il Mediterraneo. Boom di specie tropicali, diminuiscono quelle di acqua fredda. Specie tropicali che arrivano, specie d’acqua fredda che se ne vanno. Nel Mar Mediterraneo la biodiversità sta mutando e la causa principale è il cambiamento climatico che riscalda le acque. Certamente non è una notizia nuova. Con questo articolo analizzeremo quali sono le cause principali, gli effetti ed enunceremo alcune delle specie “aliene”

Le cause che svilupperemo nell’articolo le possiamo sintedizzare in:

  1. Tropicalizzazione del Mediterraneo
  2. Meridionalizzazione nel Mediterraneo
  3. Riscaldamento delle acque del mare

La cronaca parla sempre più spesso di specie ittiche anomale pescate o verificate dai subacquei nei mari italiani. Da dove vengono? E perchè?

– Analizziamo ora da dove provengono ed arrivano.

Il Mediterraneo naturalmente è collegato all’oceano Atlantico tramite lo stretto di Gibilterra e dal 17 novembre 1869 con l’apertura del canale di Suez con il mar Rosso ed i mari tropicali. Tramite questi due collegamenti, con l’oceano ed altro tipo di mare, sempre più frequentemente il Mediterraneo viene ” arricchito ” di nuove specie di flora e di fauna.

– Analizziamo il perchè

Nel Mediterraneo si sono registrati cambiamenti climatici significativi -È evidente, comunque, che le specie introdotte non potrebbero ambientarsi se non trovassero un ambiente idoneo. In questo senso un ruolo fondamentale nel cambiamento è svolto senza dubbio dall’aumento della temperatura delle nostre acque, ma anche dallo stress dei pesci mediterranei, indeboliti dalla pesca eccessiva e dall’inquinamento, che lasciano spazio alle specie tropicali più aggressive. Il riscaldamento del nostro mare, lento ma costante, determina anche un fenomeno parallelo, la cosiddetta “meridionalizzazione”, che consiste nello spostamento verso nord della distribuzione di molte specie tipiche delle aree più calde del Mediterraneo. Non si tratta quindi, in questo caso, di nuove specie tropicali, ma di specie mediterranee che “salgono” verso le coste più settentrionali.

L’Italia e gli altri paesi del bacino mediterraneo stanno diventando sempre più tropicali, ma non sono ancora moltissime le persone che se ne sono accorte. Mentre sulla terraferma alcune zone stanno cominciando a desertificarsi, segnali più forti stanno provenendo dal mare e dal suo profondo blu.

Tropicalizzazione-del-mediterraneo-Anton-Dohrn-con-pescatori-Foto-pubblicata-da-Nemo-Ischia

Tropicalizzazione-del-mediterraneo-Anton-Dohrn-con-pescatori-Foto-pubblicata-da-Nemo-Ischia

Ci fu un tempo in cui i pionieri della ricerca si rivolgevano alla sapienza dei pescatori per portare avanti le loro indagini nel campo della biologia marina e la foto sbiadita del naturalista Anton Dohrn che si affida alle spalle ossute – eppur solide – del “pescatore

Aniello” è una emblematica rappresentazione metaforica di questo contributo fornito dalle maestranze marinare al progredire della conoscenza scientifica.

Col passare del tempo, ai pescatori si è aggiunta un’altra categoria di “sentinelle del mare”: quella delle guide e degli istruttori subacquei e tra i più attenti menzioniamo “Nemo Ischia”. Soprattutto nelle zone turistiche costoro svolgono centinaia di immersioni all’anno e dunque hanno la possibilità di apprezzare cambiamenti significativi nell’ecosistema marino e di acquisire una serie di dati altrimenti impossibili da rilevare.

Tutto ciò premesso, anche seguendo le scie delle navi, le specie ” aliene ” per la  Tropicalizzazione entrano nel mediterraneo da Gibilterra alcune specie e dal canale di Suez altre specie, in quest’ultimo caso si parla di “specie lessepsiane”, dal nome dell’ingegnere francese Ferdinand-Marie de Lesseps, fondatore della società che aprì il Canale di Suez. Il 63% delle specie arriva dal Mar rosso il resto è di provenienza atlantica.

Dal canale di Suez entrano nel Mediterraneo ed inizialmente venivano colonizzate in genere le coste sud ed est piuttosto che quelle italiane. In passato erano costretti a restare nella parte meridionale del bacino ora invece riescono a risalirlo grazie al progressivo aumento delle temperature. Trattandosi di pesci geneticamente aggressivi costituiscono un pericolo per le specie autoctone. Questo fenomeno altera l’equilibrio ecologico, sanitario, economico e sociale dei paesi interessati.

I ricercatori hanno determinato che a partire dall’apertura del Canale di Suez ad oggi, più di ottanta, ma sui numeri bisogna essere cauti … altre fonti parlano di 200 fino a 600, diverse specie di pesci hanno invaso il Mediterraneo (IUCN, 2013) ma c’è una probabilità molto alta che questi numeri aumentino rapidamente nell’immediato futuro.

Fino al 2004 erano 544 le specie aliene migrate nei nostri mari, incluse alghe e piante, ma già siamo arrivati a 617. «Un numero forse sottostimato – dice Franco Andaloro, direttore dell’ Istituto di Ricerca – anche perché oggi il 48 per cento delle specie straniere nel Mediterraneo ha origini subtropicali e il 44 per cento origini tropicali».

All’inizio la loro migrazione nei nostri mari fu contenuta, probabilmente per una barriera di acqua dolce trasportata dal Nilo. È dopo la costruzione della diga di Assuan che la barriera si è interrotta e le specie aliene hanno così potuto colonizzare il nostro mare.

Nell’imminente futuro è previsto l’ampliamento del canale di Suez con l’avvio dei lavori. Le autorità del canale ed il Governo Egiziano sono state esortate a rispettare gli accordi internazionali che prevedono la supervisione regionale e una valutazione di impatto ambientale che tenga conto di opzioni innovative di gestione del rischio (Galil et al., 2014). L’auspicio è che venga seguito l’esempio del Canale di Panama, dove gli ingegneri hanno creato un sistema di chiuse che impediscono il passaggio degli organismi.

Un’idea che crediamo possa solo limitare il problema per vari motivi. Le specie che sono già nel mare nostrum continueranno a prolificare e come abbiamo già detto sono  pesci predatori, molto voraci essendo originari di un mare con una ricca biodiversità,  specie più resistenti ed aggressive delle nostrane ………… possiamo dire vincenti! Inoltre il passaggio dei pesci tra le chiuse verrebbe solo limitato (pensiamo anche agli stati larvale ed alle uova). Infine, cosa importantissima, le specie non migrano solo seguendo le navi, ma molte specie, stadi larvali e le uova non arrivano da sole, ma addirittura in nave. Mercantili, petroliere e cisterne spesso viaggiano vuote o meglio piene dell’acqua di zavorra che viene prelevata in un punto e poi espulsa a migliaia di chilometri. Ed è proprio in questi carichi di acqua che le specie vengono portate da una parte del mondo all’altra. Dal Mediterraneo al Mar Rosso, e viceversa.

Concludiamo il tema della Tropicalizzazione denunciando alcuni effetti e conseguenze e parlando un pò della storia evolutiva degli ultimi 150 anni.

Noi subacquei notiamo che nei vari mesi dell’anno le temperature sono decisamente miti e con basse differenze tra un mese e gli altri.  Ed anche in inverno (in profondità i mesi più freddi dovrebbero essere da gennaio/febbraio a maggio) ormai, è da tempo il mare è più caldo, non mi succede più di trovare l’acqua a 12-13 gradi come qualche anno fa. Notiamo anche più mucillagine di un tempo che “affogano” le gorgonie in alcuni mesi. Poi con le variazioni termiche presto tutto si pulisce. Diversa è la mucillagine che copre le praterie di posidonia: in genere si tratta di forte inquinamento

A come è cambiato il nostro clima con il passare del tempo è dedicato proprio uno studio del Cnr diffuso alla vigilia del 150° anniversario dell’Unità d’Italia. Il rapporto ricostruisce la storia climatica del nostro Paese, dal 1861 ad oggi. Tramite la banca dati dell’Istituto di scienze dell’atmosfera e del clima (Isac) del Cnr di Bologna, è stato possibile riscontrare che l’Italia ha subito negli ultimi 150 anni un continuo incremento delle temperature fino ad arrivare ai valori massimi degli anni 2001, 2003, 2007. A questo cambiamento il nostro mare, non poteva restare indifferente.

Meridionalizzazione nel mediterraneo

La meridionalizzazione del mar Mediterraneo è la tendenza degli organismi marini termofili ad affinità subtropicale tipici delle coste meridionali del mar Mediterraneo ad ampliare o spostare il proprio areale verso regioni più temperate dove precedentemente erano assenti o molto rari.

Il fenomeno in questione è stato spesso collegato con il riscaldamento globale, in effetti negli ultimi 15-20 anni si è assistito ad un incremento delle presenze di organismi di acque calde nei bacini settentrionali dei mari italiani. Questa connessione è però ancora in fase di studio, infatti solo alcune delle molte specie termofile hanno raggiunto le coste nord del mar Mediterraneo mentre molte altre, apparentemente simili come esigenze ambientali, non hanno manifestato significativi ampliamenti dell’areale. Infine altre specie precedentemente assenti dal Mediterraneo hanno fatto improvvisamente il loro ingresso diffondendosi poi in pochi anni in tutto il bacino (ad esempio il pesce palla Sphaeroides cutaneus).

In ambito europeo, il 29 settembre 2014 è stato adottato il Regolamento Europeo sulle Specie Aliene Invasive   (IAS) che è entrato in vigore a gennaio 2015 e che, tra le altre cose, determina un sistema di sorveglianza per la diagnosi precoce e per l’applicazione di misure idonee finalizzate ad una rapida eradicazione degli alloctoni.

Lo scenario generale è sicuramente chiaro ed ora concentriamoci su alcune, solo alcune essendo innumerevoli, specie marine specificando nomi e pubblicando qualche foto scattate nel Mare Nostrum.

 La Meridionalizzazione nel Mediterraneo ha provocato la migrazione da Sud a Nord del Mare Nostrum fino alle coste della Liguria di alcuni pesci stanziali del nord Africa Mediterraneo come il Sarago Faraone, la Donzella Pavonina. Anche alcune specie tra cui barracuda e pesci balestra, passate dal canale di Suez, che come abbiamo già scritto, inizialmente colonizzavano in genere le coste sud ed est piuttosto che quelle italiane per effetto del riscaldamento delle acque (in questo caso possiamo definirla anche effetto della meridionalizzazione)

Le specie (flora e fauna) che  per effetto della Tropicalizzazione del Mediterraneo hanno e stanno sempre più colonizzando il Mare Nostrum dopo essere entrate nel bacino dal canale di Suez e dallo stretto di Gibilterra sono innumerevoli. Citiamo alcuni nomi di queste specie non autoctoni: primo fra tutti il barracuda, pesci balestra, pesce Luna, maxi meduse e meduse [tra cui la caravella portoghese (Physalia physalis)], alghe e piante, pesce flauto [fistularia commersonii], alcune specie di ricciola e di cernia, pesce coniglio [Siganus rivulatuse Siganus luridus], pesce palla, granchio atlantico [percnon gibbesi], vermocane [Hermodice carunculata], pesce pappagallo, pesce balestra, pesce falce [Zu Cristatus], polpo palla, Berice Splendente [Berix Splendens],  Stephanolesis diaspor- parente stretto del pesce-balestra, pesce palla argenteo [Lagocephalus sceleratus], pesce serra [Pomatomus saltarix],  pesci trombetta, pesci di vetro [Parapriacanthus ransonneti], granchi corridori

Anche gli uccelli hanno cambiato le loro abitudini, come l’airone cinerino che in inverno non migra più, perché con la temperatura più alta trova sempre pesce. E i pescatori si lamentano, dicono che gli fa concorrenza.

Qualche foto ed info

Presentiamo alcune foto di *Filmati Di Mare* rigorosamente scattate nel Mediterraneo a conferma visiva delle specie migrate nel Mare Nostrum per effetti della tropicalizzazione. Non abbiamo le foto di tutte le specie sopra enunciate, ma qualche informazione è doverosa, che abbiamo sviluppato in articoli dedicati con le foto dal web. Il lettore troverà un collegamento per essere indirizzato direttamente.

Sarago faraone -Diplodus cervinus- Sarago Reale

Meridionalizzazione nel Mediterraneo :Sarago faraone -Diplodus cervinus- Sarago Reale

Meridionalizzazione nel Mediterraneo :Sarago faraone -Diplodus cervinus- Sarago Reale

Tutte le info le troverete sul nostro articolo :

Per essere collegati clicca sul nome -> Sarago Faraone -Diplodus cervinus,Sarago Reale

Questa specie, tipica dei mari africani si è spostata nel giro di alcuni anni sempre più a Nord fino alle coste della Liguria, Francia e Spagna.

Le foto sono state scattate da *Filmati Di Mare* il 03/10/2012, Sicilia- isole Egadi , isola di Favignana: ore 08,20 prima immersione allo Scoglio Galera

Meridionalizzazione nel Mediterraneo :Sarago faraone -Diplodus cervinus- Sarago Reale

Meridionalizzazione nel Mediterraneo :Sarago faraone -Diplodus cervinus- Sarago Reale

Meridionalizzazione nel Mediterraneo :Sarago faraone -Diplodus cervinus- Sarago Reale

Meridionalizzazione nel Mediterraneo :Sarago faraone -Diplodus cervinus- Sarago Reale

 Donzella Pavonina [ Thalassoma pavo ]

Thalassoma pavo Linnaeus, 1758, conosciuto anche con il nome comune Donzella pavonina, è un pesce d’acqua salata appartenente alla famiglia Labridae.

Questa specie, tipica dei mari africani si è spostata nel giro di alcuni anni sempre più a Nord fino alle coste della Liguria, Francia e Spagna.

 Tutte le info le troverete sul nostro articolo :

Donzella Pavonina -Thalassoma pavo  <<–Per essere collegati cliccare sul nome

Meridionalizzazione nel Mediterraneo -Donzella Favignana 5-10-2012

Meridionalizzazione nel Mediterraneo -Donzella Favignana 5-10-2012

Meridionalizzazione nel Mediterraneo -Donzella pavonina Corsica 10-06-14

Meridionalizzazione nel Mediterraneo -Donzella pavonina Corsica 10-06-14

Meridionalizzazione nel Mediterraneo -Donzella pavonina Corsica 10-06-14

Meridionalizzazione nel Mediterraneo -Donzella pavonina Corsica 10-06-14

Meridionalizzazione nel Mediterraneo -Donzella pavonina Corsica 10-06-14

Meridionalizzazione nel Mediterraneo -Donzella pavonina Corsica 10-06-14

Meridionalizzazione nel Mediterraneo -Donzella pavonina Corsica 10-06-14

Meridionalizzazione nel Mediterraneo -Donzella pavonina Corsica 10-06-14

Meridionalizzazione nel Mediterraneo -Donzella pavonina Favignana 5-10-2012

Meridionalizzazione nel Mediterraneo -Donzella pavonina Favignana 5-10-2012

Meridionalizzazione nel Mediterraneo -Donzelle pavonine - Stromboli e Strombolicchio 02-09.2013

Meridionalizzazione nel Mediterraneo -Donzelle pavonine – Stromboli e Strombolicchio 02-09.2013

Meridionalizzazione nel Mediterraneo -Donzelle pavonine Marettimo 4 Ottobre 2012

Meridionalizzazione nel Mediterraneo -Donzelle pavonine Marettimo 4 Ottobre 2012

Pesce Balestra

I pesci balestra ci sono in tutto il Mediterraneo quindi non cercare di accarezzarli o rischi di rimanere senza un dito.

Per gli amanti della pesca da terra, tra i nuovi arrivi, il Pesce balestra (Balistes carolinensis), che si cattura con la tecnica del Rock fishing.

Tropicalizzazione Mediterraneo Pesce Balestra  - 26 dic. 2014  Banco S.Croce (Napoli)

Tropicalizzazione Mediterraneo Pesce Balestra – 26 dic. 2014 Banco S.Croce (Napoli)

Tropicalizzazione Mediterraneo Pesce Balestra  - 26 dic. 2014  Banco S.Croce (Napoli)

Tropicalizzazione Mediterraneo Pesce Balestra – 26 dic. 2014 Banco S.Croce (Napoli)

In tappa deco: il pesce aspettava che strappassimo le cozze dalla cima della boa. Aspettava anche l’apertura delle cozze e poi veniva per cibarsi. Il pesce mangiava dalle mani nude di un’amica sub e riconosceva fra i quattro sub alla boa chi fosse la sua “mamma”: incredibile ci guardava tutti girando i suoi occhi ed andava sempre da lei . La cosa si è ripetuta innuverevoli volte per oltre 15 minuti. Aspettava pazientemente e quando si rendeva conto che un’altra cozza era disponibile si avvicinava senza timori. Solo quando un secondo sub con i guanti neri le ha offerto la cozza non si è fidata.

Tropicalizzazione Mediterraneo Pesce Balestra  - 26 dic. 2014  Banco S.Croce (Napoli)

Tropicalizzazione Mediterraneo Pesce Balestra – 26 dic. 2014 Banco S.Croce (Napoli)

Stephanolepis diaspor-monacanto reticolato

Stephanolepis diaspros Reticulated leatherjacket
Pesce balestra africano

Parente stretto del pesce-balestra provenienza area indo-pacifica.

Lo Stephanolepis diaspor è tra gli ultimi arrivati, vive in acque basse, soprattutto in cale e baie riparate, dove le rocce cedono il passo alla sabbia e alle praterie. Quando finisce nella rete, i pescatori lo snobbano anche perché non lo conoscono. A volte è pescato ed apprezzato in cucina. È lungo fino a 33 centimetri e somiglia tanto a una sarda l’ Etrumeus teres, l’ aringa rotonda, pesce che predilige la profondità e vive in tutti gli oceani e di solito è riscontrabile non lontano dalla costa.

Nei mari italiani è abbastanza raro e si incontra più di frequente nelle acque pugliesi, ad ovest fino alla Sicilia ed alla Tunisia (migrazione lessepsiana); negli ultimi anni le segnalazioni nei nostri mari sono nettamente aumentate.

PRIMA SEGNALAZIONE IN MEDITERRANEO Steinitz, 1927 Palestina

È presente nell’Oceano Indiano occidentale, nel golfo Persico e nel mar Rosso

Tutte le info le troverete sul nostro articolo :

Stephanolepis diaspros   <<–Per essere collegati cliccare sul nome

Pesce Luna

Altro segnale d’allarme che l’Italia sta diventando un Paese tropicale lo porta il pesce Luna, una specie “di passaggio” nei nostri mari soltanto nel mese d’agosto, ma che nel 2014 è stata individuata già ad aprile. Segno che i cambiamenti climatici del Mediterraneo sono più preoccupanti del previsto.

Il pesce luna è di casa in Liguria, Civitavecchia ed in tutto il Mediterraneo e gli l’abbondanza avvistamenti fa pensare a una popolazione ormai stabile del gigantesco pesce, grazie anche al proliferare delle meduse di cui si ciba. Nell’estate 2014 decisamente atipica dal punto di vista climatico si è visto un po’ di tutto nelle nostre acque, dai banchi di meduse giganti fino agli squali tra i bagnanti della spiaggia romana di Ostia, ed il pesce luna è stato una presenza costante, segnalato a più riprese soprattutto lungo le coste tirreniche ma anche nell’Adriatico, dove a giugno ha fatto notizia il caso di un esemplare “spiaggiato” a Teramo.

Nel Mediterraneo questa specie è stata pescata sin dai tempi antichi, ma dalla fine degli anni Novanta del Novecento la sua pesca è stata messa al bando dalla Comunità Europea. Questa decisione, unitamente a una serie di concause favorevoli quali la sospensione della pesca con le reti derivanti (le famose e famigerate spadare), la diminuizione di possibili competitori nella catena alimentare per effetto della sovrappesca, il graduale moltiplicarsi delle meduse in Mediterraneo, di cui i pesci luna sono tra i maggiori e più specializzati predatori, ha sicuramente determinato un incremento degli esemplari di questa specie. In taluni tratti delle nostre coste, per esempio lungo il promontorio di Portofino, i pesci luna sono ormai da considerarsi come comuni e decisamente abbondanti.

Tutte le info le troverete sul nostro articolo :

 PESCE LUNA  <<–Per essere collegati cliccare sul nome

Tropicalizzazione Mediterraneo-Pesce Luna,Mola mola-Santo Stefano,Imperia Foto:Franco Banfi

Tropicalizzazione Mediterraneo-Pesce Luna,Mola mola-Santo Stefano,Imperia Foto:Franco Banfi

Tropicalizzazione Mediterraneo-Pesce Luna ,Mola mola,Sunfish- Gozo - Malta 21-08-2014

Tropicalizzazione Mediterraneo-Pesce Luna ,Mola mola,Sunfish- Gozo – Malta 21-08-2014

Maxi meduse e meduse

tra cui la caravella portoghese (Physalia physalis)

I segnali più forti della tropicalizzazione del Mediterraneos stanno provenendo dal mare. Il primo di questi è stato l’aumento improvviso della popolazione delle meduse le quali fino a circa un decennio fa erano relativamente piuttosto rare nei nostri mari. Invece oggi tra il riscaldamento globale e lo sterminio delle specie che proprio delle meduse si cibano, questi celenterati stanno diventando i padroni dei nostri mari. Sono aumentate moltissimo, se ne vedono banchi enormi. In pratica siamo passati da un mare di pesci ad un mare di meduse. La perdita di spazio ecologico dei pesci che invece le meduse riescono ”a guadagnare”, in quanto ”predatori e competitori”, crea il nuovo scenario. Oltre al riscaldamento globale si puo’ inserire, anche se servirebbero delle ricerche scientifiche, tra le cause concomitanti della fioritura di alghe nei nostri mari.

Nel mese di maggio 2009 dalla Corsica fu lanciato l’allarme per uno strano colore del mare causato da un banco enorme di meduse e per la presenza anche della caravella portoghese, molto pericolosa.

10 agosto 2014 – Nelle acque sarde maxi meduse coloratissime, con un diametro di circa 50 centimetri, lungo la costa di Lotzora.

la caravella portoghese (Physalia physalis) dice Ferdinando Boero, del dipartimento di biologia marina dell’universita’ del Salento, “non e’ una medusa ma un sifonoforo galleggiante molto urticante e dalle punture dolorosissime”. Sifonoforo: non si tratta di un singolo organismo pluricellulare, ma dell’aggregazione di quattro diversi individui specializzati chiamati zooidi, collegati e fisiologicamente integrati tra loro al punto da essere reciprocamente dipendenti per la sopravvivenza. È dotata di tentacoli capaci di punture molto dolorose e pericolose per l’uomo.

Pesce flauto

[fistularia commersonii]

Il pesce flauto tipico del mar Rosso di forma allungata, corpo cilindrico può raggiungere i due metri di lunghezza e con un lungo filamento come coda.

Si tratta di una specie che negli ultimi anni si è insediata nel Mar Mediterraneo (verificato in diverse occasioni nei mari italiani a Sanremo, ad Ischia come in Sicilia). Rimane spesso intrappolato nelle reti dei pescatori. Questi pesci arrivano dai Tropici e nel Mediterraneo mettono in pericolo le specie autoctone. Essendo originari di un mare con una ricca biodiversità, questi animali sono infatti per difesa geneticamente aggressivi, come spiega Sebastiano Venneri, vicepresidente e responsabile ‘mare’ di Legambiente. Le catture del 15 Febbraio 2011 a Salerno non costituiscono una novità, afferma Venneri, ma le prime segnalazioni risalgono almeno a 20 anni fa quando ha avuto inizio la tropicalizzazione

Tutte le info le troverete sul nostro articolo :

Pesce Flauto   <<–Per essere collegati cliccare sul nome

Tropicalizzazione Mediterraneo - Pesce flauto ad Ischia 22-11-2014 [foto di Nemo Ischia]

Tropicalizzazione Mediterraneo – Pesce flauto ad Ischia 22-11-2014 [foto di Nemo Ischia]

L’esemplare di pesce flauto ad Ischia, verificato da Nemo Ischia, è un adulto di circa un metro di lunghezza, ed è stato avvistato alle 12:00 del 22 novembre 2014 durante un’immersione subacquea a Punta Sant’Angelo, ad una profondità di 15 metri e temperatura dell’acqua di 20°C. L’associazione Nemo Ischia, per la diffusione della cultura del mare, ha dato notizia di questo avvistamento per il tramite di un suo articolo intitolato “Segnalazione di pesce flauto ad Ischia”

Il mese dell’avvistamento conferma quanto già riportato in bibliografia in merito alla distribuzione intra-annuale delle segnalazioni, più frequenti nel periodo ottobre÷dicembre, che potrebbe significare che questa è la fase dell’anno in cui avviene la migrazione da un sito all’altro (Occhipinti-Ambrogi and Galil, 2008; Bodilis et al., 2011; Azzurro et al., 2012).

Di origine indo-pacifica, la prima Fistularia in Mediterraneo venne catturata nel 2000 in Israele da un pescatore; nel 2003 fu segnalata in Sicilia e già nel 2007 venne ritrovata in Francia: una velocità di dispersione media di circa 500 km/anno che la rende indiscutibilmente la specie invasiva a dispersione più rapida, tanto da meritare il soprannome di lessepsian sprinter (Karachle et al., 2004).

Tropicalizzazione Mediterraneo -pesce-flauto a Cala Gonone

Tropicalizzazione Mediterraneo -pesce-flauto a Cala Gonone

Il pesce flauto fa il suo ingresso all’acquario di Cala Gonone. L’esemplare è stato catturato nelle reti dei pescatori professionali della zona. Si tratta di una specie molto comune della fascia tropicale – L’esemplare arrivato all’Acquario di Cala Gonone è lungo 130 centimetri. Ora sarà tenuto in osservazione nelle vasche curatoriali e gli addetti sperano in futuro di poter trovare per lui spazio anche nelle vasche del percorso espositivo per essere mostrato al pubblico. Cala Gonone è una frazione del comune di Dorgali in provincia di Nuoro.

Alcune specie di ricciola

Fra le specie di origine atlantica ricordiamo:ricciola fasciata (Seriola fasciata) e altre ricciole di origine africana (Seriola rivoliana e Seriola carpenteri)

Alcune specie di cernia

Autoctone dei nostri mari sono la cernia dorata (Epinephelus alexandrinus o Epinephelus costae), la cernia bianca (Epinephelus aeneus) e la cernia rossa (Mycteroperca rubra).

cernia dorata (Epinephelus alexandrinus) -Panarea 03-09-2013

cernia dorata (Epinephelus alexandrinus) -Panarea 03-09-2013

Tutte le info le troverete sui nostri articoli :

<<–Per essere collegati cliccare sul nome della cernia

1) Cernia dorata ( I° articolo)

2) Cernia dorata (II articolo)

 2) Cernia bianca

 3)  Cernia rossa

Tropicalizzazione del Mediterraneo -cernia dorata (Epinephelus alexandrinus) -Panarea 03-09-2013

Tropicalizzazione del Mediterraneo -cernia dorata (Epinephelus alexandrinus) -Panarea 03-09-2013

Tropicalizzazione del Mediterraneo -cernia dorata (Epinephelus alexandrinus) -Panarea 03-09-2013

Tropicalizzazione del Mediterraneo -cernia dorata (Epinephelus alexandrinus) -Panarea 03-09-2013

 

Pesce coniglio

[Siganus rivulatus Siganus luridus]

Il pesce coniglio ( Siganus rivulatus, Siganus luridus) vive nell’ Oceano Indiano e nel mar Rosso in acque profonde dai 2 ai 40 metri. Si ciba di alghe ma bisogna stargli alla larga: presenta spine pungenti e velenose.

Tutte le info le troverete sul nostro articolo :

pesce-coniglio-siganus-rivulatus siganus-luridus <–Per essere collegati clicca sul nome

Pesce palla

Sphaeroides cutaneus

Si tratta di una specie a vastissimo areale, considerata circumtropicale, ovvero diffusa in tutti i mari e gli oceani caldi e temperati caldi. Nell’Oceano Atlantico si rinviene tra l’Irlanda (rarissimo) e il New Jersey a nord e le acque argentine e sudafricane a sud. Nel mar Mediterraneo questa specie era del tutto ignota fino agli anni ottanta, da quel periodo si è diffuso inarrestabilmente a partire dalle acque spagnole ed è oggi presente anche nei bacini più orientali di questo mare. Nei mari italiani è presente ovunque tranne che nel nord Adriatico ma non comune. Si crede che questa invasione del Mediterraneo da parte di questa specie rientri nel fenomeno generale noto come Tropicalizzazione del Mediterraneo.

pesce palla (Sphoeroides pachygaster)

Si tratta di una specie a vastissimo areale, considerata circumtropicale, ovvero diffusa in tutti i mari e gli oceani caldi e temperati caldi. Nell’Oceano Atlantico si rinviene tra l’Irlanda (rarissimo) e il New Jersey a nord e le acque argentine e sudafricane a sud. Nel mar Mediterraneo questa specie era del tutto ignota fino agli anni ottanta, da quel periodo si è diffuso inarrestabilmente a partire dalle acque spagnole ed è oggi presente anche nei bacini più orientali di questo mare. Nei mari italiani è presente ovunque tranne che nel nord Adriatico ma non comune. Si crede che questa invasione del Mediterraneo da parte di questa specie rientri nel fenomeno generale noto come Tropicalizzazione del Mediterraneo.
Vive su fondi a prateria, mobili o rocciosi, tra 20 e 250 m.

Bavosa africana

[Parablennius pilicornis]

La bavosa africana (Parablennius pilicornis) è un pesce di mare appartenente alla Famiglia Blenniidae.

Questo blennide ha una distribuzione di tipo anfiatlantico, ovvero su entrambi i lati dell’Oceano Atlantico. Sul lato americano è diffuso tra la Florida ed il Brasile mentre ad est si trova lungo le coste africane e nel mar Mediterraneo occidentale dove è segnalato nel Golfo del Leone, in Spagna, Algeria e Marocco. Recentissima la segnalazione in acque italiane. Questa specie tropicale ha colonizzato stabilmente il mar Mediterraneo, dove è in netta espansione, solo da pochi anni, si suppone a causa della tropicalizzazione di questo mare.

Vive in acque basse su fondi scogliosi ricchi di alghe.

Tutte le info le troverete sul nostro articolo :

Bavosa africana <——-  Per essere collegati cliccare sul nome

Parablennius pilicornis -bavosa africana -

Parablennius pilicornis -bavosa africana – Esemplare FEMMINA

Bavosa africana -Parablennius pilicornis- Sorrento- Vervece 08-09-2013

Bavosa africana -Parablennius pilicornis- Sorrento- Vervece 08-09-2013 – Esemplare FEMMINA

Bavosa africana -Parablennius pilicornis- Sorrento- Vervece 08-09-2013

Bavosa africana -Parablennius pilicornis- Sorrento- Vervece 08-09-2013 – Esemplare FEMMINA

Parablennius pilicornis photographed near Livorno (Tuscany, Italy). Photo by Stefano Guerrieri. Esemplare MASCHIO ADULTO

Parablennius pilicornis photographed near Livorno (Tuscany, Italy). Photo by Stefano Guerrieri. Esemplare MASCHIO ADULTO

Bavosa africana -Parablennius pilicornis- Sorrento- Vervece 08-09-2013

Bavosa africana -Parablennius pilicornis- Sorrento- Vervece 08-09-2013 – Esemplare FEMMINA

Triglia

Tra i lessepsiani si è assistito tra l’altro ad una rapidissima colonizzazione del bacino orientale da parte della triglia (Upeneus moluccensis).
Alle triglie di scoglio e di rena tipiche del Mediterraneo si aggiungono ora, provenienti dal mar Rosso, le specie upeneus pori e il genere pseudoprayensis diffuse nel mare di Levante. Hanno un buon valore di mercato e vengono vendute sia fresche che congelate

Nel 2010 all’isola di Linosa abbiamo catturato l’immagine di un’altra triglia “Upeneus luzonius” originaria del Pacifico occidentale: Filippine, l’Indonesia ed ‘Australia nord-occidentale. Certo le origini sono molto lontane…….. è possibile che dalle Filippine sia giunta in Mar Rosso e passare Suez fino ad arrivare a Linosa (Sicilia)? Certo la foto è qui e l’abbiamo classificata come Upeneus luzonius …… è errata la classificazione o la domanda rimane sena risposta? Ma certo che può essere qui senza aver migrato via mare, ma nelle acque di zavorra delle navi (argomento trattato in questo articolo) che da ogni parte del mondo “traslocano” un numero enorme di specie, larve ed uova da un mare all’altro e vicversa….. da un oceano all’altro e viceversa.

Tropicalizzazione del Mediterraneo -Triglia Upeneus luzonius - Linosa (Sicilia) 2010

Tropicalizzazione del Mediterraneo -Triglia Upeneus luzonius – Linosa (Sicilia) 2010

Breve descrizione :Upeneus luzonius – Argenteo con la linea mid-laterale rossastra che si divide in macchie e barra rossa sotto l’occhio.

Categoria Pesci
Phylum CHORDATA
Classe ACTINOPTERYGII
Ordine PERCIFORMES
Famiglia MULLIDAE
Specie Upeneus luzonius

Pesce scoiattolo

(Sargocentron rubrum)

E’ una specie detta lessepsiana che grazie al Canale di Suez sta colonizzando il Mediterraneo.

Tutte le info le troverete sul nostro articolo :

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Trigone

TAENIURA GRABATA
Assomiglia ad una grossa razza e un esemplare di questo trigone africano (diametro 1,80 m) è stato catturato nelle acque di Castiglioncello, comune di Rosignano Marittimo, in provincia di Livorno..

TAENIURA GRABATA -Stazzo (Acireale) 8-9 agosto 2013

TAENIURA GRABATA -Stazzo (Acireale) 8-9 agosto 2013

TAENIURA GRABATA - Round stingray--Stazzo (Acireale) 8-9 agosto 2013

TAENIURA GRABATA – Round stingray–Stazzo (Acireale) 8-9 agosto 2013

Meridionalizzazione nel mediterraneo -Trigone africano - TAENIURA GRABATA - Castiglioncello (Livorno)

Meridionalizzazione nel mediterraneo-Trigone africano – TAENIURA GRABATA – Castiglioncello (Livorno)

TAENIURA GRABATA - Round stingray- Stazzo (Acireale) 8-9 agosto 2013

Pesce palla argenteo

[Lagocephalus sceleratus]

lagocephalus sceleratus mediterranean – pesce palla maculato

pesce palla argenteo Lagocephalus sceleratus

pesce palla argenteo Lagocephalus sceleratus

Anche il pesce palla argenteo ( Lagocephalus sceleratus) ha risalito placidamente il canale di Suez per attestarsi nel Mediterraneo orientale. Solitamente era presente nelle acque di Israele, Turchia e l’ isola di Rodi, ma nel 2012/13 la guardia costiera di Messina ha comunicato la cattura di alcuni esemplari da parte di pescatori. È molto velenoso: provoca paralisi cardiaca e respiratoria.

Lagocephalus sceleratus è da annoverare fra le peggiori specie invasive del Mar Mediterraneo, con un notevole impatto sull’ecosistema circostante e sul settore della pesca (Zenetos et al, 2005; Peristeraki 2006; Streftaris & Zenetos 2006; Ozturk 2010). L. sceleratus è considerato un serio rischio per i consumatori, contiene una forte tossina chiamato tetrodotossina (TTX) , che può essere letale per gli esseri umani. L’effetto di questa tossina, permane anche dopo la cottura dell’alimento e un avvelenamento da tetrodossina è altamente rischioso: può comportare conseguenze particolarmente gravi per la salute, fino alla morte, che può avvenire dopo poche ore dall’ingestione.

La commercializzazione di questo pesce – e di tutti gli appartenenti alla famiglia – è perciò vietata in tutti i Paesi dell’Unione Europea».

A Silver Toadfish caught on hook and line by Lew Reynolds at a depth of about 13 m (bottom depth 16 m), off the Blue Pool, Bermagui, New South Wales, April 2004 – See more at: http://australianmuseum.net.au/image/silver-toadfish-lagocephalus-sceleratus#sthash.tf749pUe.dpuf
Image: Silver Toadfish, Lagocephalus sceleratus

Granchio atlantico

[percnon gibbesi]

Percnon gibbesi (H. Milne Edwards, 1853) è un granchio della famiglia Plagusiidae, originariamente diffuso nelle zone costiere di Atlantico e Pacifico], ma da alcuni anni segnalato anche nel mar Mediterraneo

Tropicalizzazione Mediterraneo ,Mare Nostrum-Area Marina Protetta Capo Gallo, Palermo, Sicily-Granchio atlantico-Perchnon gibbesi

Tropicalizzazione Mediterraneo ,Mare Nostrum-Area Marina Protetta Capo Gallo, Palermo, Sicily-Granchio atlantico-Perchnon gibbesi

Granchio corridore

Il Granchio corridore – Pachygrapsus marmoratus ( Fabricius , 1787 ) E UN crostaceo decapodo Appartenente alla famiglia Grapsidae , diffuso Nelle Acque Costiera del Mar Mediterraneo , Del Mar Nero e dell ‘ Atlantico orientale.

Nudibranco

Merita infine di essere menzionata la presenza del nudibranco Melibe fimbriata, specie originaria dell’oceano Indiano, segnalata per la prima volta nel Mediterraneo nel 1984

Tropicalizzazione del Mediterraneo Melibe fimbriata Cipro 15-05- 2007

Tropicalizzazione del Mediterraneo Melibe fimbriata Cipro 15-05- 2007

Il fotografo Felix Sanchez Villarejo in una immersione nel porto di Larnaka, a Cipro Sud coast ha verificato e fotografato il 15 maggio 2007 questo nudibranco in località Larnaka Harbour, 8 metri, Cipro, Mediterraneo orientale in un fondale sabbioso e fangoso. Lunghezza: 20 cm più o meno.
L’animale ha una bocca curiosa  e stava mangiando filtrando il fondo sabbioso.

Tropicalizzazione del Mediterraneo Melibe fimbriata Cipro 15-05- 2007

Tropicalizzazione del Mediterraneo Melibe fimbriata Cipro 15-05- 2007

Bill Rudman ha classificato  l’animale come un migrante lessepsiana dall’Oceano Indiano chiamoata Melibe fimbriata perché questo è quello che è già stato identificato come nel Mediterraneo. Ha il sospetto però che sia  viridis Melibe . Questi animali hanno perso i denti e la loro capacità di mordere ed utilizzano la loro ‘cappa orale’ ,notevolmente allargata, come una sorta di rete da pesca per catturare piccoli crostacei (gamberi, piccoli granchi, gamberi ecc) dalle papille a ciglia sensibili intorno al bordo della cappa orale. Nella tua foto a lato abbiamo una bella vista di ciò che un gambero preda vedrebbe poco prima del suo pescato.

Tropicalizzazione del Mediterraneo Melibe fimbriata Cipro 15-05- 2007

Tropicalizzazione del Mediterraneo Melibe fimbriata Cipro 15-05- 2007

Vermocane

[Hermodice carunculata]

Il Vermocane ( Hermodice carunculata) la cui colorazione accesa può essere letta come messaggio invitante per gli amanti dello snorkeling incauti. Ma è bene stargli molto lontano perché è urticante.

Tutte le info le troverete sul nostro articolo :

Vermocane  <<–Per essere collegati cliccare sul nome

Visionate l’articolo sopra indicato: interessante per chi non è subacqueo conoscere uno strano animale, MA per i sub, che magari lo hanno già incontrato, saperne di più è cosa eccellente. Scoprirete tanto che si disconosce normalmente.

Tropicalizzazione Mediterraneo -Vermocane PARETE FARO DI CAPOMULINI - Stazzo (CT) 25-08-2012

Tropicalizzazione Mediterraneo -Vermocane PARETE FARO DI CAPOMULINI – Stazzo (CT) 25-08-2012

Tropicalizzazione Mediterraneo -Vermocane -PARETE PASCALE -Stazzo (CT) 26-08-2012

Tropicalizzazione Mediterraneo -Vermocane -PARETE PASCALE -Stazzo (CT) 26-08-2012

Tropicalizzazione Mediterraneo -Vermocane Stazzo (Acireale) 8-9 agosto 2013

Tropicalizzazione Mediterraneo -Vermocane Stazzo (Acireale) 8-9 agosto 2013

Tropicalizzazione Mediterraneo -Vermocane Stazzo (Acireale) 8-9 agosto 2013

Tropicalizzazione Mediterraneo -Vermocane Stazzo (Acireale) 8-9 agosto 2013

Tropicalizzazione Mediterraneo -Vermocane Stazzo (Acireale) 8-9 agosto 2013

Tropicalizzazione Mediterraneo -Vermocane Stazzo (Acireale) 8-9 agosto 2013

Tropicalizzazione Mediterraneo -Vermocane Stazzo (Acireale) 8-9 agosto 2013

Tropicalizzazione Mediterraneo -Vermocane Stazzo (Acireale) 8-9 agosto 2013

Pesce pappagallo

 

Pesce falce

[Zu Cristatus]

Questa specie ha una distribuzione cosmopolita nelle fasce tropicali e temperate calde, è presente in tutto il mar Mediterraneo anche se incontrato piuttosto raramente.
È pelagico e vive in acque piuttosto profonde.

15 Febbraio 2011 – Pesci tropicali a Salerno, un altro effetto del riscaldamento globale. Il pesce falce – specie originaria dei mari asiatici il cui nome scientifico è Zu Cristatus – catturato ieri nel golfo di Salerno insieme ad altri esemplari di specie provenienti da mari tropicali.

Polpo palla

Altra specie proveniente da mari tropicali il polpo palla dall’aspetto bizzarro di colore azzurro-violaceo. Specie Ocythoe tuberculata.

il polpo palla ritrovato all'Elba

il polpo palla ritrovato all’Elba

28 agosto 2012- Ritrovato un raro esemplare di polpo palla all’isola d’Elba.E’ stato trovato nelle acque costiere dell’Enfola e trasportato all’Acquario di Marina di Campo. L’esemplare è stato ristrovato in fin di vita e verrà conservato a fini di studio. Lo strano cefalopode, ormai in fin di vita (ben visibili i segni di attacchi da parte di murene), era adagiato sul fondale. Una volta recuperato l’insolito animale, simile a un improbabile incrocio fra un polpo e una seppia

Barracuda

Questa specie, che popola il Mar dei Caraibi e l’Atlantico, si è pian piano spostata prima nel Mediterraneo, e via via sempre più a Nord, fino alle coste della Liguria, Francia e Spagna.

La specialità dell’anno nei menù della riviera? Il barracuda. Il pesce, tipico dei mari tropicali, è stato avvistato anche nelle acque di Portofino.

I barracuda sono la specie più diffusa ed ormai presenti persino sui banconi delle pescherie della riviera e serviti nei ristoranti. I barracuda hanno una carne bianca, delicata, molto magra.

Problemi all’ecosistema:
Si tratta di pesci predatori, molto voraci, che mangiano qualsiasi cosa. E grazie alla forma allungata riescono a intrufolarsi nelle reti dei pescatori per mangiare i pesci intrappolati. Così quando si tirano su le reti rimangono solo le teste e gli scarti.

Tropicalizzazione Mediterraneo -Barracuda -Corsica 10-06-14

Tropicalizzazione Mediterraneo -Barracuda -Corsica 10-06-14

Tropicalizzazione Mediterraneo -Barracuda- Scoglio - A' Penna - Punta Campanella (NA) 30-06-2012

Tropicalizzazione Mediterraneo -Barracuda- Scoglio – A’ Penna – Punta Campanella (NA) 30-06-2012

Tropicalizzazione Mediterraneo -Barracuda Vervece 08-09-2013

Tropicalizzazione Mediterraneo -Barracuda Vervece 08-09-2013

Tropicalizzazione Mediterraneo -Barracuda Vervece  (Sorrento NA) 08-09-2013

Tropicalizzazione Mediterraneo -Barracuda Vervece (Sorrento NA) 08-09-2013

Tropicalizzazione Mediterraneo -Barracuda Vervece  (Sorrento NA) 08-09-2013

Tropicalizzazione Mediterraneo -Barracuda Vervece (Sorrento NA) 08-09-2013

Tropicalizzazione Mediterraneo -Barracuda Vervece  (Sorrento NA) 08-09-2013

Tropicalizzazione Mediterraneo -Barracuda Vervece (Sorrento NA) 08-09-2013

Berice Splendente

Altra specie proveniente da mari tropicali  il Berice Splendente [Berix Splendens], proveniente dall’arcipelago delle Azzorre.

Pesce serra

[Pomatomus saltatrix]

E’ vorace e aggressivo il Pomatomus saltarix, il pesce serra, che tende a mordere se aggredito.

Un altro predatore venuto alla ribalta, e che può creare problemi con le specie autoctone è il Pesce serra (Pomatomus saltatrix). Questo vorace predatore pare che non smetta di attaccare le prede neanche quando è sazio. Abita principalmente le foci dei fiumi e le sue vicinanze contendendosi spesso le prede con uno dei carangidi più belli e potenti la Leccia amia (Lichia amia), che nel Mediterraneo è sempre stata presente ma non numerosa come oggi, è quindi un pesce “autoctono” che ha beneficiato del surriscaldamento del mare, come anche la Lampuga (Coryphaena hippurus)

Pesci trombetta

Tropicalizzazione Mediterraneo -Pesce trombetta - 06-02-2015 Ognina - Catania

Tropicalizzazione Mediterraneo -Pesce trombetta – 06-02-2015 Ognina – Catania

Pesci vetro

Nome comune: Pesce vetro : Branco
Nomi Inglesi: Pigmy sweeper, Golden sweeper
Genere: Parapriacanthus
Specie: Parapriacanthus ransonneti
Categoria: Pesci ossei
Vive in branchi numerosissimi. Ha abitudini notturne. Si nutre di zooplancton. Emette una particolare bioluminescenza grazie a speciali organi associati all’ apparato digerente. 

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Squalo grigio o squalo plumbeo

E per gli amanti dei tropici vanno annoverati ospiti regolari delle acque che vengono definite tropicali ma così non sono: gli squali grigi vantano una nursery nel Canale di Sicilia.

Tutte le info le troverete sul nostro articolo :

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NOME ITALIANO: Squalo grigio

SPECIE: Carcharhinus plumbeus

LUNGHEZZA: 2-2,4 m

DISTRIBUZIONE: Oceani temperati e tropicali, Mar Nero, Mar Mediterraneo

PHYLUM: Cordati

CLASSE: Pesci

ORDINE: Carcariniformi

FAMIGLIA: Carcarinidi

GENERE: Carcharhinus

Vive nelle acque temperate e tropicali di tutti gli oceani, nel Mar Nero e nel Mar Mediterraneo, e lo si incontra fino a una profondità di 400 metri. A volte si spinge in prossimità delle spiagge sabbiose e persino alla foce dei fiumi, anche se generalmente non è pericoloso per l’uomo. Il corpo, grigio sul dorso e biancastro sul ventre, mostra la prima pinna dorsale notevolmente alta e la coda asimmetrica, con il lobo superiore molto più sviluppato di quello inferiore.

Alghe autoctone ed alghe tossiche

Le alghe proliferano per via delle acque più calde.

Anche i vegetali sono soggetti a questo tipo di espansione di areale, ben due alghe del genere Caulerpa (C.taxifolia e C.racemosa) entrambe di origine tropicale sono state accidentalmente introdotte e si sono diffuse nel Mediterraneo, mettendo a rischio habitat importanti come le praterie di Posidonia oceanica. Perfino un’angiosperma marina (Halophila stipulacea) è da annoverarsi tra i migranti lessepsiani.

CAULERPA TAXIFOLIA
Invasiva e infestante, è l’alga più temuta. Non per nulla era detta “alga killer”. Oggi si è un po’ fermata e in Toscana ci sono stati solo sporadici ritrovamenti, anche davanti alla zona di Calafuria-Castel Boccale, fra Livorno e Quercianella. Di colore verde chiaro quasi verde smeraldo.

CAULERPA TAXIFOLIA

CAULERPA TAXIFOLIA

CAULERPA RACEMOSA
E’ entrata da Suez già negli anni ’20 ed è competitrice della posidonia oceanica che ne è minacciata. Ha invaso tutte le secche: Vada, Meloria, Capraia, Montecristo

CAULERPA RACEMOSA- 01-10-2012 Punta Altarella -Isola di Levanzo (Sicilia)

CAULERPA RACEMOSA- 01-10-2012 Punta Altarella -Isola di Levanzo (Sicilia)

Prateria ed in primo piano (quella a grappolo) CAULERPA RACEMOSA che è entrata da Suez (quindi specie lessepsiana) già negli anni ’20 ed è competitrice della posidonia oceanica che ne è minacciata. Ha invaso tutte le secche: Vada, Meloria, Capraia, Montecristo . 01-10-2012 Punta Altarella -Isola di Levanzo (Sicilia)

CAULERPA RACEMOSA - Corsica 10-06-2014

CAULERPA RACEMOSA – Corsica 10-06-2014

CAULERPA RACEMOSA - Favignana- Secca del Toro  Sicilia  05-10-2012 (quella verde a grappolo)

CAULERPA RACEMOSA – Favignana- Secca del Toro Sicilia 05-10-2012 (quella verde a grappolo)

caulerpa racemosa particolare

caulerpa racemosa particolare

ASPARAGOPSIS TAXIFORMIS
Ci sono poi l’acrothamnion preissii, arrivata dall’Australia negli anni ’70 attraverso carene e acque di zavorra delle navi, e l’asparagopsis taxiformis (nella foto), dal colore rosso violaceo e dalla forma spumemeggiante, “importata” probabilmente dal mar Rosso e molto invasiva (in genere di colore rosa, rossiccio o tendente al marrone)

asparagopsis taxiformis - Favignana- Scoglio Galera 03-10-2012

asparagopsis taxiformis – Favignana- Scoglio Galera 03-10-2012

asparagopsis taxiformis - Favignana- Scoglio Galera 03-10-2012

ASPARAGOPSIS TAXIFORMIS (Quella rosa) A sinistra la nostra posidonia mediterranea -Favignana- Secca del Toro  Sicilia  05-10-2012

ASPARAGOPSIS TAXIFORMIS (Quella rosa) A sinistra la nostra posidonia mediterranea -Favignana- Secca del Toro Sicilia 05-10-2012

asparagopsis taxiformis - Salina SICILIA 05-09-2013

asparagopsis taxiformis – Salina SICILIA 05-09-2013

ASPARAGOPSIS TAXIFORMIS-

ASPARAGOPSIS TAXIFORMIS-

LOPHOCLADIA LALLEMANDII
E’ spuntata di recente a Pianosa, nelle acque che lambiscono un tratto di costa. Si è trasferita e stabilizzata nel Mediterraneo proveniente dal mar Rosso: è stata scoperta dai ricericatori dell’istituto di biologia marina di Piombino. Come altre specie aliene, può mostrare un comportamento invasivo, anche se è presto per stabilire se possa costituire e in quale misura minaccia per l’ecosistema del Tirreno

Evidenziamo l’avvelenamento di un tratto di costa ligure da parte dell’alga tossica di provenienza estera

LOPHOCLADIA LALLEMANDII - Scoglio Vervece SORRENTO 1-9-2013 (Quella a batuffolo)

LOPHOCLADIA LALLEMANDII – Scoglio Vervece SORRENTO 1-9-2013 (Quella a batuffolo)

 

Articolo in lavorazione

 

Articolo in lavorazione

 

“Articolo a scopo didattico-istruttivo, divulgativo, informativo e ricreativo“


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